Io Sono Tornato è, prima che un film, un romanzo tutto sommato divertente – ed inquietante. Il film, disponibile ancora oggi su Netflix, ha il grande pregio di aver diffuso, specialmente a coloro che non aprono un libro neanche sotto minaccia, un messaggio fondamentale per la sopravvivenza della democrazia e per la pace futura. Ci stiamo addormentando, com’è già successo, e non stiamo rispondendo in modo adeguato agli stravolgimenti economici e alle relative conseguenze politiche e sociali di questi ultimi anni. I presupposti per una regressione politica e sociale ci sono tutti e la minaccia alla democrazia è reale.

Ora arriva, sull’onda del successo tedesco di qualche anno fa, l’equivalente italiano, Sono Tornato.

Chi conosce l’originale tedesco non si farà sfuggire l’estrema aderenza ad esso, in termini di idea, storia e addirittura battute. E’ tutto quanto uguale all’epopea dell’Hitler redivivo, persino la nonnetta che afferma che tutti ridevano di lui (cosa non vera, per quanto ne sappia) e che ben si adatta, forse, alla figura del reietto austriaco l’indomani della Prima Guerra Mondiale ma non a quella del futuro dittatore italiano.

Sono Tornato, pertanto, si presenta come mera operazione copia-incolla e questo basta, per ora, ad esprimere un giudizio che, per quanto parziale, non è positivo. Se copia doveva essere, c’era la necessità di metter mano alla storia originale per adattarla al contesto italiano. Parliamo di due circostanze diverse, dopotutto. La ciliegina sulla torta, vale a dire Frank Matano, non può che rendere il tutto ancora più ridicolo. Vogliamo tutti quanti bene a Frank, ma attore non lo è, e il nostro panorama cinematografico offre ben altro. Insomma, sembra una cavolata fatta solo per farci due risate su, in allegria. Non che l’equivalente tedesco fosse drammatico dal principio, anzi. Nel film di Wnendt si passa dalla commedia leggera che traspira dalle pagine di Timur Vermes, verso un tramonto a tinte fosche, che diventa inquietante per la verità che letteralmente viene sputata in faccia allo spettatore…

ho una domanda: lei si è mai chiesto perché il popolo mi segue? Perché in fondo siete tutti come me. Abbiamo gli stessi valori.

Non si può liberare di me. Sono una parte di lei, di tutti voi.

…e che ti spinge a pensare. Si spera che Sono tornato segua la stessa strada e probabilmente ci proverà. Il vero dubbio è sulla qualità dell’esecuzione.

In aggiunta, non credo sia una buona idea per un film di questo tipo. Siamo un Paese che vive sempre più nelle memorie del suo passato, prediligendo, in questo processo, il periodo più buio di una storia quasi mai lucente ed elevandolo ad epoca di gloria e di benessere. Eloquente la battuta totalmente spontanea del signore al minuto 00:20 del trailer in merito alla domanda Sareste d’accordo su una dittatura?

(Si) Ma una dittatura libera, però, una dittatura non troppo dittatura.

Può sembrare un dettaglio, invece è il punto della questione. Gli italiani hanno combattuto una sanguinosa guerra civile per levarsi dagli impicci di una guerra non più nostra (non lo era mai stata in realtà) e per liberarsi dall’occupazione di un criminale governo straniero. I nipoti e i pronipoti di quegli stessi italiani, oggi, affermano di avere nostalgia di un ventennio che non hanno mai vissuto, né, a quato pare, studiato. Queste persone acclamano una dittatura libera, non troppo dittatura, senza neanche riuscire a mantenere una coerenza coi pensieri espressi. Altrimenti non si spiegano tutte le braccia tese che si possono vedere oggi su Facebook o in giro per la strada. Ad essere gentili, è una mancanza di consapevolezza. Manca un pò tutto: la consapevolezza di cosa fu il Fascismo, la consapevolezza di cosa non fu e la consapevolezza degli effetti del regime. Il fatto che nel 2018 si condivida ancora a strombattuto la bufala del duce che ha dato la pensione agli italiani dovrebbe far pensare i più e allarmare un pò tutti.

In tutto ciò, può un titolo come Sono Tornato aiutare gli italiani in qualche modo a pensare? Il mio timore è che no, non aiuterà, se non a peggiorare un “dibattito” tra ignoranti a suon di insulti e poca – o nessuna – capacità di analisi. Ad accompagnare questo primo trailer e le prime immagini promozionali ci sono già le prime critiche pro duce, da parte di quelli che è una sporca operazione comunista, passando per magari fosse tornato per davvero, fino a non vi vergognate a infangare il nostro passato?

Come se ci fosse qualcosa, di quel ventennio, di cui andare fieri.

Ahia, Italia.

 

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