Il 14 novembre 2017 (il 17 in Italia) farà il suo debutto il nuovo romanzo di Andy Weir, intitolato Artemis. Le aspettative sono abbastanza elevate dopo il successo di pubblico del suo primo romanzo, The Martian. Si spera che con questo secondo lavoro Weir riesca a ripetersi con una storia non banale e di buon intrattenimento. Se il messaggio di fondo del primo romanzo era imbevuto dell’ottimismo, dell’importanza della cultura scientifica e della collaborazione internazionale, questo Artemis, ancora una volta di ambientazione fantascientifica, dovrà, a mio parere, staccarsi da quanto trattato in The Martian.

Dovrà camminare necessariamente su altre strade, pur restando nella categoria dello sci-fi, e a quel punto potremmo iniziare a pensare che per Andy The Martian non fu un semplice colpo di genio e di fortuna anche se, in caso di successo, sarà comunque troppo presto per parlare di consacrazione – opere che consacrano scrittori e artisti in generale sono di ben altro calibro. Questo Artemis è il primo vero banco di prova per questo giovane scrittore. Un tonfo è probabile quando le aspettative sono alte: i gusti del pubblico sono come barchette di carta in balia di un uragano: cambiano direzione in fretta, poi affondano. Pertanto, Artemis deve vincere per convincere.

Due mesi fa il sito reditforward.com ha reso disponibile il primo capitolo di questa nuova storia. I dettagli dell’ambientazione lasciano pensare che anche questa volta Weir abbia attinto a piene mani dall’ingegneria aerospaziale per conferire tinte di realismo tecnologico e di plausibilità scientifica. Come per il primo romanzo, questo è un ottimo punto di partenza. In aggiunta a questo però, i personaggi dovranno necessariamente spingersi più in la rispetto a quanto visto in The Martian. Il saper scrivere una storia è anche l’abilità di scrivere personaggi che siano convincenti e coi quali potersi immedesimare. Mark Watney in The Martian aveva le simpatie di tutti, i suoi alti e bassi (punto di forza del libro, ma aspramente criticato da tantissimi lettori) erano lo sfogo principale del suo essere umano e in quanto tale soggetto ad umori, speranze e sogni su un’isola incredibilmente lontana da casa, in solitaria e senza la certezza di poter sopravvivere un giorno di più. Spero che questo secondo lavoro, oltre all’action pura che sicuramente abbonderà, presenti qualcosa di più raffinato ed elaborato e meno semplicistico.

Sinossi:

Jazz Bashara è una criminale.

Una sorta di criminale. La vita ad Artemis, la prima ed unica città sulla Luna, è difficile se non sei un ricco turista o un eccentrico miliardario. Avvantaggiarsi di innocui atti di contrabbando non è un male, dopotutto, no? Lo diventa però quando hai debiti da pagare e il tuo lavoro da facchino a malapena copre l’affitto.

Tutto cambia quando Jazz vede l’occasione di commettere il crimine perfetto, da cui guadagnerebbe così tanto da non poter rinunciare. Ma questo sarà solo l’inizio dei problemi, perché Jazz capisce di essersi infilata in un complotto per prendere il controllo di Artemis stessa – e a quel punto l’unica possibilità di salvezza sarà uno stratagemma anche più rischioso del primo.

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