Che ci sia “puzza” di Oscar non c’è dubbio, così come non c’è dubbio che la campagna promozionale per questo film stia raccogliendo un certo interesse. I film sembra fatto apposta per vincere un Oscar. Al sottoscritto, però, non interessa. A me interessa che il film rispecchi la verità storica il più possibile.

Difficile valutare ora. L’unica cosa che posso dire con tranquillità è che il film è impacchettato bene (la musica del trailer è il tema principale di Rush di Ron Howard (2013), anche se ad effetti speciali latita un po’ (nonostante ci sia un netto miglioramento rispetto al primo trailer di due mesi fa). Ma si sa, in questi film ne facciamo benissimo a meno degli effetti speciali. Anche in The Imitation Game avevamo alcune brevi sequenze dei campi di battaglia (i mari in quel caso, con gli U-Boot tedeschi a seminane terrore) e, anche in quel caso, la CG era accettabile ma non perfetta. La forza di quel film però stava nella storia e nelle interpretazioni. E lo stesso sarà per questo L’Ora più Buia. 

L’unica certezza che manca riguarda il doppiaggio. In questo secondo trailer internazionale alcune voci sono state cambiate e in generale il risultato mi pare leggermente più vicino all’originale (che riporto qui sotto). Resta però una grossa differenza e mi dispiacerebbe guardare questo film (nei cinema italiani dal 18 gennaio) in lingua originale prima che doppiato in italiano. Sarà purtroppo impossibile.

Sarà interessante confrontare questo film con Churchill, il lungometraggio di Jonathan Teplitzky uscito a giugno di quest’anno e che non ho ancora avuto modo di guardare.

Brian Cox è un attore che adoro e le sue interpretazioni mi hanno sempre convinto. In questo caso però noto come non ci sia lo stesso timbro caratteriale per cui Churchill è diventato famoso in tutto il mondo: non vedo in questa interpretazione di Cox il mito del leone inglese. Questo film sembra voler raccontare un Churchill diverso, afflitto da dubbi e piegato dall’orrore del conflitto. Parto dal presupposto che il rispetto per il personaggio storico sia la base di prodotti di questo tipo. Pertanto, senza sparare giudizi prima della visione, mi riservo ogni commento per il post film.

E’ incredibile il numero di film e di produzioni britanniche risalenti a quel periodo storico che stanno interessando questi mesi e quelli a venire. Oltre a Dunkirk, di Christopher Nolan, abbiamo due film su Churchill e uno sulla regina Vittoria (Victoria & Abdul). Insomma, non possiamo dire certo che gli inglesi non valorizzino la loro storia recente.

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