Ricorre oggi l’evento della liquefazione del sangue di San Gennaro. L’intera città di Napoli si prepara come ogni anno, vista l’importanza che riveste questo evento. La gente e gli stessi giornali parlano di miracolo ancora oggi. Di fatti, una spiegazione inconfutabile del fenomeno non è stata ancora fornita dalla scienza, per un semplice, quanto banale, in questi casi, motivo, che diverrà chiaro alla fine di questo post. Fino al giorno in cui non si farà chiarezza, ogni oltre ragionevole dubbio, la gente continuerà a pensare che la liquefazione del sangue di San Gennaro sia un miracolo (= sospensione temporanea delle leggi naturali).

Il fenomeno è talmente importante che si ritiene foriero di buone o cattive notizie per l’intera città. Ad esempio, come riportato in questo articolo, nei casi passati in cui il sangue non si è sciolto, qualcosa di negativo è sempre avvenuto: nel 1980 il sangue non si sciolse e il terribile terremoto dell’Irpinia devastò la Campania; nel 1939 e nel 1940, a quanto pare, il mancato scioglimento preannunciava lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; nel 1943 iniziò l’occupazione nazista; nel 1973 invece era segno che il colera avrebbe investito la città di Napoli.

Queste presunte correlazioni hanno rafforzato nei decenni la convinzione che ogni anno dio compia il miracolo, che il fenomeno sia reale. Purtroppo per i credenti, però, le meraviglie della chimica superano di gran lunga le meraviglie della fede. E dei miracoli, come in questo caso.

Ma prima di passare alla parte chimico-fisica, è il caso di pensare per un attimo alla corrispondenza tra gli eventi di cui poco prima. Il mondo è grande e migliaia di eventi accadono contemporaneamente. Non vorrei essere estremo nel dire che è molto più facile di quanto sembri far corrispondere due eventi, però è più o meno quello a cui si assiste in innumerevoli casi. In più, correlazione non vuol sempre dire causalità. Il mancato scioglimento del presunto sangue nel 1939 e nel 1940 è stato indicato foriero dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ma il conflitto iniziò il 1° settembre 1939, anno in cui l’Italia, tra l’altro, non era ancora entrata in guerra, mentre nel 1940 l’Italia entrò in guerra il 10 giugno, 3 mesi prima della celebrazione di San Gennaro a Napoli. E il 1943? L’armistizio di Cassibile entrò in vigore l’8 settembre, giorno in cui iniziò quindi l’occupazione tedesca. Il terremoto dell’Irpinia del 1980 devastò larghe zone del centro sud Italia, tra Campania e Basilicata. Napoli fu interessata da alcuni crolli, ma sicuramente non dalla devastazione spaventosa dei centri appenninici. E infine il 1973, l’unico anno, tra tutti quelli elencati dall’articolo che pare coincidere con un evento di una certa rilevanza per la città di Napoli, vale a dire l’epidemia di colera: a ben vedere, però, i primi casi di colera furono segnalati in agosto. Insomma, sono date che corrispondono ad eventi disastrosi ma questi eventi, quanto non direttamente inerenti la città in sé (il 1939, il 1940), non anticipano l’evento (1943, 1973) o la riguardano solo minimamente (1980). E a questo si deve aggiungere, ad esempio, che durante quasi tutto l’arco della guerra fino alla liberazione americana della città, Napoli fu bombardata diverse volte, mentre il Vesuvio nel 1944 aggiungeva alla rovina della guerra, la rovina della sua ultima eruzione. Nessun miracolo in questi casi? Perché?

Queste considerazioni sono sufficienti per me per dubitare fortemente del fatto che lo scioglimento del sangue di San Gennaro possa avere qualsiasi potere predittivo. Ma c’è un altro fattore di estrema importanza che mi fa dubitare fortemente che nell’ampolla ci sia del sangue: il valore nutrizionale del sangue stesso.

Il sangue è una sospensione cellulare composta per il 99% da globuli rossi. Il resto è acqua, amminoacidi, proteine, sali, gas (l’Ossigeno e l’anidride carbonica legata ai globuli rossi), zuccheri, lipidi, vitamine, ormoni*. Ci vuole davvero poco per giungere a questo punto alla conclusione più ovvia: il sangue rappresenta un substrato ottimale per la crescita microbica. D’altronde, il dissanguamento che viene operato nei macelli ha lo scopo di ridurre la proliferazione microbica delle carni. Ora, detto questo, com’è possibile che del sangue possa restare chiuso all’interno di una teca in vetro risalente a 1700 anni fa senza, di fatti, marcire? E’ una cosa straordinaria che potrebbe chiudere le porte all’uso di conservanti nell’industria alimentare, potremmo dire. Ovviamente, non c’è spiegazione. Ho il timore che se rivolgessi questa mia domanda a qualche uomo di fede la risposta suonerebbe un po’ come un “il sangue è protetto, perché è il sangue di un santo“. E certo. A questo punto è molto più probabile che l’ampolla non contenga sangue.

E ora alla chimica. Il sangue di San Gennaro mostra lo stesso comportamento dei fluidi detti tixotropici. I fluidi si comportano in modi diversi a seconda della loro natura. I fluidi newtoniani rappresentano la condizione ideale (l’acqua ne è un esempio), mentre quelli non-newtoniani sono quei liquidi che deviano dalla condizione di idealità. Tra i non-newtoniani ci sono i fluidi tixotropici, i quali riducono la loro viscosità quando agitati o sottoposti a stress. Lasciati in quiete, questi fluidi tornano al loro stato precedente, che è quello di gel. Ora, il rituale di liquefazione del sangue di San Gennaro prevede che l’ampolla in vetro venga ribaltata: in altre parole, il gel viene sottoposto ad una forza, ad uno stress, che… si conclude con la liquefazione della sostanza. In linea teorica, quindi, per sciogliere il gel basta il giusto grado di agitazione. Potrebbe sciogliersi in qualsiasi momento precedente il 19 settembre. Se la agitassi io, otterrei lo stesso risultato. Non servono le mani di un servo di dio per questo. Di fatti, è una cosa che è successa diverse volte**. Già queste poche informazioni rendono meno esclusivo il fenomeno della liquefazione: è già successo in altre occasioni, per mano di altra gente ed è un fenomeno spiegabile dal punto di vista scientifico. Per dare maggiore risalto a questa ipotesi, nel 1991 venne pubblicata una lettera su Nature (Vol. 353, 1991) da parte di Garlaschelli, Ramaccini e Della Sala, il cui sunto è consultabile sul sito del Cicap. Ai loro esperimenti, andati a buon fine, gli autori aggiungono una nota di chiusura emblematica di tutta questa faccenda:

La natura chimica della reliquia di Napoli può essere stabilita solo aprendo la fiala, ma l’analisi è vietata dalla Chiesa Cattolica. La nostra replica del fenomeno sembra rendere inutile questo sacrificio. (tradotto)

E’ questo il punto. Ammettiamo anche che l’evento in se sia ritenuto miracoloso dalla Chiesa Cattolica e che siano tutti in buona fede: perché non mettere parola fine ai dubbi degli scettici? Perché non permettere l’apertura della fiala? Per evitare contaminazioni fatali (suvvia)? O per evitare che ciò che centinaia di migliaia di persone ritengono sia un miracolo, un evento reale senza spiegazioni razionali, si scopra essere alla fine solo un falso e che milioni di persone nel corso dei secoli sono state letteralmente prese in giro da una reliquia che con San Gennaro non ha niente a che vedere?

Sono pronto a credere che chi compie l’atto di liquefazione creda in ciò che fa e creda che sta assistendo ad un miracolo. Tuttavia c’è dell’incoerenza nel vietare “la prova del nove”. Insomma, se si è così sicuri che si tratti del vero sangue di San Gennaro e che la liquefazione di questo sangue sia reale e sia dovuta all’intercessione del santo (o di Dio), perché tutti questo ostruzionismo?

La risposta più semplice a questa domanda è che, in fin dei conti, nessuno in Vaticano ci creda per davvero. Però potrebbe non essere così semplice: è una cosa a la “da cattolico ci credo, ma pensandoci su ho i miei dubbi”. Ovviamente nessuna dichiarazione del genere arriverebbe mai dalla Santa Sede, però chiediamoci fino a che punto siamo disposti a sacrificare la ragione per sostenere l’insostenibile penso della fede.

Noi vogliamo ringraziare Dio perché ancora una volta ha permesso che il sangue di San Gennaro sia sciolto” – applausi fragorosi. “Lo abbiamo trovato già sciolto. Diciamo che è sciolto… al 70%. Ma questo significa che si scioglierà soprattutto con le nostre preghiere e con la nostra devozione“.

E no, caro mio. Se non continui ad agitare l’ampolla, quel “sangue” tornerà allo stato di gel, pronto per liquefarsi l’anno successivo. Come accade da secoli.

Altro che miracolo.

P.S.: per onestà riporto che le mie informazioni sulla celebrazione del miracolo di San Gennaro erano incomplete. Il presunto miracolo avviene ben 3 volte all’anno, vale a dire il primo sabato di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, di fatti coprendo in maniera abbastanza completa l’anno solare. Alla luce di ciò, quindi, le mie considerazioni temporali perdono un po’ di forza. Resta tuttavia da appurare se tutti e tre i miracoli annuali abbiano dato esito negativo nelle date riportate, un’eventualità che ritengo fortemente improbabile. A quel punto, quindi, mi chiedo in base a quale principio il mancato scioglimento in una delle tre date dell’anno “prevalga” in significato rispetto ai due altri casi in cui invece il “miracolo” è stato osservato.

_________

*Krebs, H. A. (1950). Chemical composition of blood plasma and serum. Annual review of biochemistry, 19(1), 409-430.

**Alfano, G. B., & Amitrano, A. (1950). Il miracolo di S. Gennaro: documentazione storica e scientifica: con bibliografia. Arti Grafiche Vincenzo Scarpati.

 

 

Annunci