Che sia di nuovo Potter-mania lo testimonia in primis l’invasione delle ristampe dei libri della Rowling in libreria, assieme all’ultimo lavoro The Cursed Child (del quale sconsiglio caldamente l’acquisto).

Pottermore, sito ufficiale del mondo potteriano, è per ora la sola fonte di informazioni sulla nuova trilogia basata su Newt Scamander, un nome che qui e la viene citato nei primi libri di Harry Potter in quanto autore del libro “Fantastic Beasts and Where to Find Them“, libro che, appunto, da il nome a questa trilogia.

Al di la di consigliarvi la navigazione di Pottermore (di recente è stato rivoluzionato, permettendo un’esperienza totalmente differente rispetto alla prima versione), trovo sia molto interessante questo spin-off sul mondo magico perché, a differenza di quell’orripilante The Cursed Child, può veramente aggiungere qualcosa di importante alla mole di roba che la Row ha buttato giù per Harry Potter. In questo caso, infatti, si seguiranno le vicende di un nuovo mago in una nuova comunità magica, quella americana. La comunità in questione ha una storia separata da quella inglese ed vive nascondendosi dai Non-Magici (che in Inghilterra sono noti come Babbani), come tutte le comunità magiche nel mondo. Ci sarà quindi da approfondire lo stile di vita di una comunità distaccata dall’élite europea, in un periodo affascinante, quello degli anni ’20.

L’ultimo trailer, rilasciato qualche settimana fa, mostra già i muscoli e sembra promettere un filmettino gradevole. La brutta notizia è la regia, affidata ancora una volta a David Yates – si, quello che ha rovinato la parte finale della saga di Harry Potter con una gestione della storia deplorevole.

 

Ah, tra le belle notizie ovviamente la scelta del buon Redmayne come protagonista.

Ora, questo è un esempio di ciò che intendevo nel post precedente, quando affermavo che sarebbe stato meglio sviluppare una storia del mondo magico che non continuasse la storia di Harry Potter. Questa trilogia ha il potenziale di espandere per davvero il mondo della Rowling. In aggiunta ai tanti scritti aggiuntivi che di tanto in tanto ha pubblicato su Pottermore, roba davvero molto interessante visto il livello di coesione e coerenza che l’universo magico sta guadagnando, in questa nuova serie di film faremo la conoscenza di nuove creature magiche, nuove personalità, nuovi villain. Non so dire per ora se il profilo di Newt Scamander possa essere parallelo a quello degli eroi tipici della Rowling – bambini, ragazzi che vengono screditati, emarginati, discriminati, ma che hanno un potenziale enorme e la capacità di affermarsi e dimostrare il loro valore (Nevill Paciock, l’esempio più lampante) – ma sarà interessante guardare nuove interazioni, nuove partenze, nuovi sviluppi. Insomma, ci si muove in un universo familiare, ma con dinamiche diverse.

O almeno si spera.

Ma, alla scelta di registi diversi nel corso degli 8 film della saga (Columbus, Cuaron, Newell, Yates) si è affiancata anche la scelta di compositori diversi: al top possibile, vale a dire John Williams che ha dato il tono e la direzione tematica all’intera saga, si è affiancato un buon Doyle col quarto film, un pessimo Hooper nel quinto e nel sesto film e un dignitoso Desplat con gli ultimi due film. Ho qualche volta espresso i miei giudizi stranegativi sul lavoro di Hooper, mentre non ho parlato molto degli altri compositori. In fondo speravo che Desplat o Williams potesse tornare al comando, ma non è stato così. Se questa cosa sarà negativa o meno, lo dirà il tempo. Per ora però possiamo esprimere qualche impressione sulla base del primo pezzo della colonna sonora:

Al di la del  valore delle sedici note del tema di Williams, in questo caso di identificazione dell’intero universo potteriano, il mood generale di questa traccia richiama l’approccio di Hooper a L’Ordine della Fenice in buona parte della partitura. Ora, per quanto detesti il cambiamento apportato da Hooper col quinto film, sarebbe azzardato proporre un giudizio ora, un mese prima di guardare il film. La sola cosa che posso dire è che ci troviamo di fronte, probabilmente, ad un mago eccentrico, per certi versi strambo, ma sicuramente geniale. E’ questo il tono che trasmette questa traccia, alla luce della musicalità che presenta.

Interessante, sopratutto per il fatto che Newton Howard ha sicuramente maggior crisma creativo e originalità di Hooper: mi aspetto una colonna sonora convincente e con almeno un tema identificativo specifico. Alla fin fine di cosa parliamo? Parliamo di aspettative alte. Aspettative alte, si: perché dopotutto il mondo musicale della Rowling è stato creato principalmente da Williams e a quell’asticella dobbiamo far riferimento, anche in questa nuova trilogia. Pertanto anche se parliamo di due compositori totalmente diversi l’eredità di Williams è nelle mani di Howard.

 

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