Non ho mai capito perché i titoli dei film sui Pirati dei Caraibi abbiano sempre sofferto di traduzioni atroci, qui in Italia.

Pirates of the Caribbean: the Curse of the Black Pearl è diventato Pirati dei Caraibi: la Maledizione della Prima Luna (cos’è la Prima Luna, poi?).

Pirates of the Caribbean: Dead Man’s Chest è diventato Pirati dei Caraibi: la Maledizione del Forziere Fantasma (ancora una maledizione? E cos’è il Forziere Fantasma? Fantasma, poi? In che senso?).

Pirates of the Caribbean: At World’s End è diventato Pirati dei Caraibi: Ai Confini del Mondo. E qui diciamo che c’è poco da recriminare.

Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides è diventato Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare (altri confini? Ma stare nel Mondo e soprattutto sul Mare è possibile, in questi titoli?).

L’ultima fatica targata Disney ha come titolo originale Pirates of the Caribbean: Dead Men Tells no Tales. Ovviamente non ci siamo fatti mancare l’occasione di stravolgere il titolo e questa volta abbiamo un bel Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar. Che, oh, per carità, magari questa volta c’è veramente una Vendetta di un certo Salazar (perché la Prima Luna come concetto nel primo film era assente, c’era la luna, ma non la Prima Luna; nel secondo il forziere era reale, non fantasma, e la maledizione non derivava dal forziere, come lascia intendere il titolo; nel quarto non mi pare ci sia spinti ai Confini del Mare), ma visti i precedenti… A difesa della Disney c’è da dire che a quanto pare il titolo del film al di fuori degli USA è stato modificato in La Vendetta di Salazar (declinato nelle lingue dei rispettivi paesi, ovviamente) per motivazioni ben precise. Niente, fidiamoci.

A proposito, non avevo apprezzato il quarto film della saga piratesca di casa Disney, per via di una lunga serie di motivazioni. Era un film in scala ridotta rispetto al sontuoso ed esagerato terzo capitolo; in aggiunta soffriva anche di una piattezza unica, unitamente all’incapacità del regista di aggiungere qualcosa in più al solito Jack Sparrow. Come dire, è come se Rob Marshall, il regista di quel film, avesse deciso che per fare un buon film servisse solo Johnny Depp e il resto poteva anche essere trascurato. I comprimari, tutti, nessuno escluso, sono deludenti e non escono mai dall’anonimato, tanto la sirena quanto il prete, il cattivo, gli altri cattivi, gli spagnoli e tutto il resto. Lasciamo perdere le colonne sonore, poi: di un brutto unico. Forse il finale prova a risollevare un po’ un film veramente deludente: per quanto mi riguarda, infatti, la parte migliore di tutta la pellicola sono i pochissimi minuti finali.

L’aspetto di questo quinto film, invece, promette bene, proponendo atmosfere che richiamano il primo film e in parte anche il secondo. Abbiamo visto pochissimi secondi di un teaser che potrebbe anche ingannare, però dai, come inizio non è niente male.

Speriamo il film sia all’altezza delle aspettative!

Annunci