Sono immerso nella lettura dell’ultima fatica del biochimico inglese Nick Lane, attualmente in forze alla UCL come capo dell’Origin of Life Programme e instancabile divulgatore: The Vital Question: Why is Life the Way it is.

Nel 2013 lessi il suo primo libro, Oxygen, attirato inizialmente solo dalla copertina (mea culpa): fu più che una piacevole sorpresa perché Lane tira fuori il meglio della chimica per spiegare la Storia. Affascinato come un bambino con un nuovo giocattolo, dedicai ad Oxygen una seconda lettura subito dopo e la terminai col sorriso ebete di chi ha appena bevuto due litri di Brunello di Montalcino e ci vede doppio. L’anno dopo passai direttamente a Life Ascending anche se un po’ tentennante nella scelta: avevo qualche dubbio in merito alla qualità del lavoro dopo aver letto recensioni un po’ cattivelle. Tuttavia, anche Life Ascending si rivelò un libro illuminante. Alcune sezioni, devo ammetterlo, sono di difficile comprensione, specialmente nel capitolo dedicato alla coscienza, ma in generale Life Ascending è un ottimo libro e presenta l’interessante espediente di ridurre il lettore alle dimensioni di un atomo per capire meglio la struttura delle macro molecole e della loro funzione all’interno delle cellule. Non sarà un’idea rivoluzionaria (gli Angela adottano questo ed altri espedienti nei loro libri e documentari da decenni) ma è efficace e rende la lettura, oltre che piacevole, illuminante ed istruttiva. Entusiasmato, dopo la lettura di Life Ascending ho continuato con Power, Sex, Suicide, pubblicato nel 2005 (cronologicamente, quindi, prima di Life Ascending e dopo Oxygen) e principalmente incentrato sui mitocondri, sulla loro biologia, sulla loro storia evolutiva, e sulle tante implicazioni riguardanti l’invecchiamento e la morte. In rapporto, mi ha divertito maggiormente la lettura di Life Ascending, ma per via di un solo dettaglio: Power, Sex, Suicide è un libro che va letto con estrema attenzione. Gli argomenti sono approfonditi, dettagliati, al pari di Oxygen. Si richiede lo sforzo di costruire, spesso partendo da zero, un castello teorico che ai neofiti manca del tutto, che si tratti di genetica o di chimica organica. Ho trovato questo volume molto simile in quanto ad argomentazioni e implicazioni alla seconda parte di Oxygen (che, tra l’altro, è un vero e proprio libro a due facce). Urge una rilettura, quindi, che non tarderà ad arrivare: sono sicuro di non aver apprezzato appieno la grandezza di questo volume, da molti incensato come miglior libro di Nick Lane.

Ebbene, qualche mese fa, ciondolando su Amazon, mi sono reso conto che in realtà il buon Lane ha pubblicato un altro libro, un volume che abbraccia grossomodo tutti e tre i libri precedenti e che sta riscontrando un ottimo successo: il già citato The Vital Question: Why is Life the Way it is. Sono attualmente nel bel mezzo della lettura ma posso azzardare una parziale opinione sul modo in cui i contenuti sono esposti. Ho come l’impressione che Lane stia cercando di replicare ciò che ha fatto in Life Ascending, ossia presentare in modo semplicissimo, senza snaturarli, gli argomenti presentati nei precedenti libri, in un’amalgama unico. Nelle prime 120 pagine, infatti, ho ritrovato informazioni, teorie e punti di vista già riportati in Oxygen, Life Ascending e Power, Sex, Suicide. E d’accordo: tutti questi libri trattano di una sola, enorme, epica: la storia della nascita della vita sulla Terra e di come si è evoluta nei primi 3 miliardi di anni circa. In questo campo, però, Power, Sex, Suicide spende molto poco spazio, essendo incentrato sulla nascita della cellula eucariotica, laddove gli altri due volumi dedicano invece centinaia di pagine nell’illustrazione dei principali scenari sui quali gli studi di abiogenesi si stanno indirizzando negli ultimi anni. L’obiettivo dell’autore questa volta è quello di riempire il “buco nero” al centro della biologia: perché la vita è così come la vediamo. Vale a dire: perché i batteri, originatisi secondo le più recenti stime intorno ai 4 miliardi di anni fa, non sono riusciti a raggiungere il livello di complessità morfologica che invece hanno raggiunto in “breve” tempo gli eucarioti. E’ un tema molto poco sentito dai biologi oggi, ma resta una domanda fondamentale se vogliamo avanzare nella conoscenza del nostro passato comune. Riempire questo “buco nero” potrà darci informazioni sul come gli organismi più semplici si sono evoluti. Lane afferma, nell’introduzione al libro, che conosciamo molte cose sul funzionamento delle cellule, tutte le molecole coinvolte, tutti i meccanismi: non sappiamo però come si siano evolute. La conoscenza è importante perché ci interessa direttamente e potrebbe essere legata alla risoluzione di alcuni dei problemi che affliggono la nostra società, come la produzione energetica. E non solo. Sostanzialmente ci manca la risposta alla domanda: perché le cellule funzionano nel modo in cui le vediamo funzionare e non altrimenti? Sappiamo quindi il come, ma non sappiamo dare una causa a quel come.

Potrà sembrare una domanda irrilevante, ma è solo l’apripista di un approfondimento sostanzioso che porta il lettore a navigare letteralmente nei mari dell’Adeano, per spiegare come sia possibile che due molecole così schive tra di loro come l’idrogeno e l’anidride carbonica possano combinarsi tra loro per dare molecole organiche, ad esempio. I biologi che lavorano in questo campo necessitano di una fortissima preparazione accademica e di una formazione nelle più disparate discipline, dalla chimica, alla fisica, passando per la geologia e gli altri derivati.

Pertanto, alla luce di queste 12o pagine iniziali, posso dire che Lane si è sforzato, e con successo, di presentare un quadro interessante (molto!) la cui cornice si trova già in Life Ascending, ma che qui sta riempiendo di contributi e approfondimenti che chiamare succosi è riduttivo. Inoltre, la lettura non stanca, forse anche per l’astuta divisione in paragrafi (una novità). Un ottimo inizio. Ho spalancato gli occhi un po’ di volte, perché Lane riporta un flusso continuo di pensieri interconnessi ma il lettore, seguendo il flusso, arriva, quando meno se lo aspetta, di fronte a muri insormontabili che rendono, apparentemente, vano tutto il castello costruito precedentemente. In quei momenti ci si sente delusi, perché il quadro sembra essere logico e coerente. E’ un po’ come quando si è al termine di una giornata di lavoro stancante e si sta tornando a casa per una doccia: ci si carica al solo pensiero del riposo per poi scoprire che si è persi le chiavi di casa e addio doccia.

La ricerca del come la vita è emersa su questo pianeta potrebbe non dare mai risposte certe, di questo ne sono consapevoli gli “addetti allo studio”. L’obiettivo però resta: è quello di dare risposte, di indagare probabili meccanismi in base ai quali dall’inorganico si è passati all’organico. E’ una materia la cui importanza trascende la nostra esistenza e si espande all’esistenza di altre forme di vita nell’universo, ai pianeti che potrebbero ospitarle.

In definitiva, è come se la ricerca di vita extraterrestre iniziasse dalla ricerca di chi siamo noi.

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“Alcuni ci vedono la mano di Dio. Io no. Io ci vedo il miracolo della Selezione Naturale” – Nick Lane

 

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