Il peggior lavoro di Roland Emmerich, dal mio punto di vista, è stato 2012. 2012 fu una marcia forzata di incredibile noia, nonostante gli strabilianti effetti speciali. Mancava una figura carismatica che desse al film qualcosa a cui aggrapparsi. Mancava anche una storia degna di tale nome. Ma il merito della sua pochezza, storia a parte, fu dovuto a recitazioni patetiche (da parte di tutti) e un doppiaggio orrendo (per noi in Italia). Il film è un roller coaster a dir poco patetico: a volte pare prendersi sul serio ma non ci riesce, manca di tensione e il sense of wonder sta tutto in fredde (per quanto colorate) sequenze in computer graphics che non restano nella memoria dello spettatore e che falliscono nella loro più basilare funzione, quella di meravigliare.

Ecco, con Independence Day – Rigenerazione, che ho visto qualche sera fa, è la stessa cosa. La differenza abissale è che questo ID2 ha la spinta del cast originario. La mancanza di Will Smith si fa sentire tantissimo ma tutto sommato il film intrattiene. Il mio mito, Jeff Goldblum, torna a vestire i panni del dott. Levinson, quel David che salvò il mondo usando l’equivalente informatico del raffreddore nel 1996. Al suo fianco anche Bill Pulman, assieme al simpaticissimo Judd Hirsch e Brent Spiner nel ruolo dell’inaspettatamente vivo dott. Okun. Il resto del cast è una trafila di new entries (con qualche cameo nostalgico, come quello di Robert Loggia e Vivica Fox). Inevitabile la comparazione col primo film, ma questo sequel non regge il confronto: l’accoppiata Smith-Goldblum, per quanto tardiva, aveva un contrasto bianco-nero (in tutti i possibili sensi) memorabile grazie al carisma dei due, mentre la nuova coppia di giovani, Hemsworth-Usher, per quanto simpatica, passa inosservata. Insomma, in quanto a cast, a parte i volti noti, siamo dalle parti di 2012.

E’ inutile anche parlare di coerenza in questa storia: questo ID2 non si scosta dalla media vista negli ultimi anni. Fantastici come sempre gli effetti speciali e sonori, ma inutile sprecare lodi, visto che oggi qualsiasi film, anche a piccolo budget, può vantare effetti speciali di tutto rispetto. Il film intrattiene, ma non quanto Independence Day. Strizza l’occhio al fan, ma lo fa in modo molto meno spudorato rispetto a certe recenti operazioni (penso allo Hobbit e a Star Wars: anche se non ho visto l’ultimo film è parere diffuso che sia pieno di rimandi alla vecchia trilogia). Fa sorridere, il tono resta leggero. L’elemento alieno è coerente col precedente film, moltiplicato in numero e soprattutto dimensioni (il trend da 20 anni è questo) ma la minaccia, che inizialmente sembrava importante, si rivela essere, in sostanza, irrisoria. Al di la della distruzione iniziale, non si ha l’impressione che questa seconda ondata di alieni faccia sul serio. Vi è una pausa piuttosto lunga, infatti, che permette al film di respirare, e questo forse è positivo: il problema è che rende poco credibile quella che doveva essere a tutti gli effetti la definitiva distruzione della razza umana da parte di un nemico molto più potente. Ripeto, la storia è quella che è, ma la minaccia nel primo film era molto più inquietante e concreta: con raid improvvisi, decine di città distrutte e un’invasione bloccata, come tradizione, all’ultimo momento. Insomma, per quanto leggero, Independence Day trasmetteva quel senso di disperazione, di impotenza, di orrore (da piccolo le scene di distruzione delle città americane richiamarono alla mia mente la sequenza dell’esplosione nucleare di Terminator 2 – Il Giorno del Giudizio). Al contrario, in questo film, pare che gli invasori siano interessati a parcheggiare la loro enorme nave sulla Terra e starci in vacanza. Non proprio ciò ci si aspetta da un’invasione aliena.

In definitiva, quindi, è un film spettacolare per la distruzione che mette sul piatto, come in tutti i film catastrofici. Zoppica un bel po’ perché soffre dell’effetto sequel in tutte le sue forme, ma allo stesso tempo è forse proprio grazie al primo film e all’effetto nostalgia che lo accompagna che questo Independence Day – Rigenerazione risulta, quantomeno, guardabile.

Ora le porte sono aperte per qualcosa di ancora più grosso, una guerra intergalattica che sicuramente arriverà al cinema nei prossimi anni. Il film infatti non ha un finale vero e proprio e sin dai primi minuti sembra più il primo capitolo di una nuova e più grande storia. Insomma, robe che abbiamo già visto in tanti altri franchise…

Inutile fare previsioni, è facile capire in che direzione andranno i prossimi progetti. C’è solo da sperare che non si prosegua con altri 3 film perché, davvero, questo franchise mostra già il fiatone e la fronte imperlata di sudore.

Advertisements