In questi anni di sempre crescenti paure e incertezze sul nostro futuro tutti sembrano veramente preoccupati ma, apparentemente, pochi di noi pensano a condurre una vita rispettosa dell’ambiente. Siamo troppo legati ad uno stile di vita ecodistruttivo, tutt’altro che sostenibile, sconveniente e in sostanza legato all’obiettivo di renderci ora e qui le persone più felici per renderci conto, forse, che il pasto gratis è una leggenda metropolitana che in Natura non ha mai avuto modo di esistere.

Il futuro preoccupa ma nessuno fa nulla ora e qui per iniziare a cambiare le tendenze. Anzi: viviamo l’orrore dei climate change deniers, ossia di quelle persone che hanno il coraggio di negare un sempre più evidente, inevitabile, inarrestabile riscaldamento globale. Paesi emergenti che vogliono a tutti i costi raggiungere i livelli di benessere dei paesi sviluppati, paesi ricchi che si sforzano di sostenere metodi alternativi di produzione energetica per poi fallire nei loro stessi tentativi di raggiungere gli obiettivi, crisi idrogeologiche, problemi di smaltimento dei rifiuti e gente comune, a cui interessa solo stare bene ora e qui: avere le proprie comodità tecnologiche all’ultima moda, sfruttare le risorse ambientali non rinnovabili perché abituati da sempre a farlo, sprecare cibo, sprecare energia. Tanto, il vecchio saggio dice mondo era, mondo è e mondo sarà.

Le stesse persone preoccupate di avere l’ultimo aggeggio tecnologico, che sprecano cibo ed energia tutti i giorni non potranno mai sapere su cosa poggiano i piedi se non guardano mai in basso e poi in alto. Se queste persone non hanno la benché minima idea di cosa c’era prima di loro e di cosa potrebbe esserci dopo di loro, non riusciranno mai a capire il grande carico di responsabilità che grava sulle nostre spalle. E’ compito della società insegnare dove siamo e perché siamo. Ma soprattutto è compito della società insegnare il senso di responsabilità: verso noi stessi, verso le persone che condividono con noi questo pianeta, verso l’ecosistema, verso le generazioni future. Mi tornano alla mente le parole di Carl Sagan

Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark. In our obscurity — in all this vastness — there is no hint that help will come from elsewhere to save us from ourselves. The Earth is the only world known, so far, to harbor life.[…] There is perhaps no better demonstration of the folly of human conceits than this distant image of our tiny world. To me, it underscores our responsibility to deal more kindly with one another and to preserve and cherish the pale blue dot, the only home we’ve ever known.

https://vimeo.com/51960515

Sono, per mia natura, pessimista, tuttavia una piccola speranza per il nostro futuro resta viva. Possa l’umanità capire il valore di ciò che la circonda e dell’unicità del nostro pianeta nelle vaste aule del Cosmo.

 

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