In questi giorni vi è, tra le altre cose, un generale fraitendimento in merito alla faccenda della gaffe di Miss Italia 2015. La ragazza, tale Alice Sabatini, un mese fa, durante la finale del concorso, affermò in diretta tv che le sarebbe piaciuto vivere nel 1942, durante la guerra, perché visto che i libri parlano, pagine e pagine, beh… la volevo vivere… tanto so donna, il militare non lo avrei fatto! Sarei stata a casa con la paura di…

Ovviamente, il web si è scatenato, perché la gente è cattiva e due risate vuole farsele in ogni caso. Anche io ho riso, con una punta di amarezza però, perché le parole dette da Alice non hanno senso alcuno. Molto semplicemente, la domanda era inaspettata e lei non sapeva cosa rispondere. Ha sparato il primo numero che le veniva in mente. 42. Poi, quando ha realizzato che avrebbe dovuto giustificare la scelta, si è trovata in una situazione scomoda: in tv, durante la finale di Miss Italia, una domanda del genere ad una ragazza che cima a scuola non lo era (e ci vuole davvero molto poco per capirlo), ha l’effetto di mandare il soggetto nel panico. L’uscita sulla guerra, ne sono sicuro, non è stata sincera. E’ stata banalmente la prima cosa che le è venuto in mente.

Nessuno le vietava di alzare la mano e ammettere ‘Ho sparato una cavolata, scusate’. Per carità, il web l’avrebbe comunque attaccata, ma lei ne sarebbe uscita in maniera diversa. Purtroppo viviamo in un mondo strano, critiche e prese in giro sono all’ordine del giorno. Evitiamo però di fare gli avvocati del diavolo, difendendo questa ragazza, sotto l’egida del vorrei vedere le persone che la criticano cosa avrebbero risposto al posto suo.

Il problema qui, infatti, non è la cultura sulla Seconda Guerra Mondiale. Quello che Le Iene col loro servizio di due sere fa non hanno capito, è che nessuno è ferratissimo sulla Seconda Guerra Mondiale. E’ matematico trovare in giro gente che non sa dove sia Pearl Harbor, Yalta, la Normandia e via dicendo. Negli Stati Uniti fanno di peggio. E, se è vero che l’ignoranza non va mai giustificata (neanche nel caso di Miss Italia però!), è altrettanto vero che qui il problema non è l’ignoranza, ma il buonsenso.

Ripeto, se Alice avesse detto subito dopo aver lanciato la sua perla “Scusate, ho detto una stronzata” se ne sarebbe uscita pulita. Non lo ha fatto e le sue parole hanno sancito la sua figuraccia. Ha dimostrato agli altri di essere una persona superficiale, ignorante in quanto tale non in merito alla Seconda Guerra Mondiale in quanto tema di studio, quanto alla Seconda Guerra Mondiale quale catastrofe storica. Ha lasciato intendere che tutte le donne morte tra i civili sotto le bombe, le donne arruolate in fabbrica al posto degli uomini in condizioni disumane (Russia? E non solo!), le donne che hanno combattuto nei movimenti di resistenza nei diversi paesi d’Europa, le donne stuprate più e più volte sono fantasie, perché tanto so donna, il militare non lo avrei fatto. Come a dire, io avrei vissuto bella tranquilla a casa un periodo particolare in cui gli uomini morivano e le donne invece vivevano tranquille. Questa è l’ignoranza che è stata presa di mira dalla gente sul web e non la cultura sulla Seconda Guerra Mondiale. Nessuno si sognerebbe mai di dire vorrei vivere durante la guerra, neanche chi la guerra non l’ha mai vissuta. Lei però lo ha detto e non ha mai dichiarato di aver detto una cavolata.

Ci vuole molto per capirlo? Ci vuole molto, evidentemente. Eppure, la memoria storica dovrebbe essere una delle nostre maggiori spinte culturali, visto che il nostro paese ha commesso atrocità come e più di tanti altri paesi durante gli anni della dittatura.

A quanto pare, la scuola fallisce miseramente nel suo compito di educare i ragazzi.

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