Non crediate che le bufale riguardano solamente gli ambiti scientifici. Non parliamo solo di catastrofi, di pseudoscienza, ma anche, anzi spesso soprattutto, di miracoli, ossia eventi che vanno contro le comprovate leggi della fisica. Volete che queste menzogne si spargano a macchia d’olio, approfittando dell’ignoranza della gente? Postatele fu Facebook e il gioco è fatto.

papaboys

Come avrete capito, ad irritarmi non è la bufala, quanto la condivisione della stessa. Chi condivide, infatti, lancia un segnale importante: quello di credere a cosa viene riportato dalla bufala. Senza neanche porsi due domande, senza neanche pensarci un attimo su. In questo caso specifico ci troviamo di fronte ad un evento significativo, la scomparsa di un tumore. L’evento (di per se oserei dire impossibile senza nessun intervento medico) è letteralmente miracoloso, ma questo non lo rende credibile. Soprattutto quando viene associato all’uso di acqua benedetta. Acqua che, guardacaso, viene da Medjugorie, questa miracolosa fonte di potere angelico che sta ammorbando il web di astuti inviti a visitare il posto.

L’attendibilità della notizia, già nulla sin dal titolo, viene ad essere ulteriormente ridicolizzata dallo striminzito testo che segue e che recita:

Una signora anziana soffriva di un tumore maligno. I medici non osavano a operarla per il cuore debole ed una cattiva pressione di sangue. Sua figlia ha preso l’acqua benedetta da Međugorje e con essa ha bagnato il tumore.

Pregava cordialmente ungendo la malata con l’acqua benedetta di Međugorje, ed allora il tumore nero si è diminuito in un piccolo puntino nero. Giallogrigia e cattiva, la protuberanza è completamente sparita. La figlia certi anni dopo ha confermato che sua madre nel frattempo morì per l’età, ma la guarigione durava fino alla morte.

Al di la della poca chiarezza che sempre accompagna presunti miracoli, non si capisce chi sia la figlia, chi sia la madre, a quando risalga l’evento, chi può testimoniarlo. Il nulla. Anche io potrei scrivere una balla di questo tipo e farla girare sul web. Chiunque potrebbe farlo. E’ questo il punto, chiunque potrebbe inventarsi una storia di questo tipo e farla girare sul web. Ma quando tizio clicca il pulsante “condividi” non ci pensa minimamente, anzi è convinto di fare una buona azione, divulgando la “parola”.

I brividi, che mi salgono lungo la schiena al solo pensiero di quanto sia diventata fiacca la mente dell’uomo, aumentano ancor di più quando guardo il numero di condivisioni di questa evidentissima balla (e sono educato, perché il termine balla non rende minimamente l’idea):

sharing

Ragazzi, 4100 condivisioni e lo stesso numero di likes. Sono tanti anche se la notizia fosse stata pubblicata 3 anni fa. E’ stata pubblicata un mese fa, purtroppo.

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