La ricerca spesso stupisce. Me ne accorgo quando sono alla ricerca di informazioni supplementari e conferme sperimentali nel corso del mio lavoro e me ne accorgo quando in giro leggo di notizie assurde che mi lasciano esclamare ‘Non ci credo, lo hanno fatto davvero?’

Eppure noi esseri umani siamo animali strani, spesso buffi. Affrontiamo domande alle quali non sappiamo neanche se esista una risposta, ma allo stesso tempo dedichiamo tempo ed energie per risolvere strani puzzle. L’ultima trovata è stata il calcolo delle calorie del lembas e di quanto ne sarebbe servito alla Compagnia dell’Anello per raggiungere Mordor. Una domanda che personalmente, nonostante le mie numerose riletture dell’opera di J.R.R. Tolkien, non mi sono mai posto.

Cos’è il lembas? Chiedete ad un fan di Tolkien o ad un fan dei film di Peter Jackson. Per farvela breve (magari non avete un fan di Tolkien a portata di mano al momento) ecco a voi un video esplicativo (spero comprendiate l’inglese, trovare la clip in italiano è impossibile):

Il lembas viene nominato per la prima volta (credo), nel racconto I Figli di Hurin (The Children of Hurin). E’ un viatico, un pan di via (traduzione italiana credo derivante dalla possibile traduzione del significato), una specialità elfica che in quell’occasione viene donata da Melian, la Regina del regno di Doriath, all’elfo Beleg per aiutarlo nella cerca di Turin: è un dono regale, non un semplice panino al prosciutto. Il lembas venne donato ai membri della Compagnia dell’Anello alla loro dipartita dal regno dei Galadhrim come dono della dama Galadriel (alla quale, a sua volta, ne venne rivelato il segreto della preparazione proprio dalla Regina del Doriath) . Si rivelerà fondamentale per la difficile cerca del Monte Fato da parte di Frodo, portatore dell’Anello.

Ebbene, ecco la riposta alla fatidica domanda, pubblicata sulla rivista Journal of Interdisciplinary Science Topics:

Lembas jpg

Quanto lembas sarebbe stato necessario alla Compagnia per raggiungere Mordor partendo da Gran Burrone?

Gli autori hanno calcolato, in uno studio precedente, che il consumo calorico giornaliero medio di uno Hobbit ammonterebbe a 1819 kcal circa, mentre quello di un uomo 1700 kcal e quello di un elfo 1420 kcal circa. Per il nano un calcolo specifico è stato effettuato partendo dai dati di uno Hobbit e considerando variazioni sul tema, come se un Nano fosse uno Hobbit più alto e pesante. Risultato, a Gimli sarebbero servite la bellezza di 2350 kcal al giorno. In totale, quindi, 16150 kcal al giorno. Altre assunzioni di partenza riguardano il viaggio: l’Anello (spoiler!) non corrompe nessuno dei membri della Compagnia, a Moria Gandalf non muore, a Parth Galen non ci sono deviazioni di sorta, quindi la Compagnia non si divide e Boromir viene ucciso. Semplicemente, si parte da Gran Burrone e si arriva a Mordor come se fosse il cammino di Santiago de Compostela (con tanto di lotte per la sopravvivenza, ovviamente, questo deve essere incluso).

Dunque, il viaggio. E’ necessario fare assunzioni circa le ore di riposo e le ore di attività. Gli autori hanno ipotizzato un riposo di 8 ore considerandole ore a metabolismo basale. Questa assunzione potrebbe essere abbastanza veritiera  se si pensa che le intenzioni di Gandalf e Aragorn sul viaggio, almeno la prima parte di esso, erano quelle di muoversi solo di notte, riposando durante il giorno. Considerando che il viaggio della Compagnia iniziò in inverno, quando le notti sono più lunghe, questo valore potrebbe essere azzeccato. Ora, un’altra domanda da porsi è quella circa il passo di marcia della compagnia. Essendo eterogenea, infatti, ben 5 membri di essa avrebbero faticato a stare al passo della Gente Alta, fatto che emerge durante la fuga da Moria quando Frodo e Sam (feriti) restarono indietro per via della fatica o, ancora, durante il rapimento di Pipino e Merry da parte degli Uruk di Saruman sulle piane di Rohan. Quindi, considerando la Gente Piccola e il Nano, si è apportata una correzione al ribasso del 30% circa, da 3.5 miglia per ora a 2.4. Con 8 ore di sonno e circa 10 ore di marcia al giorno, le restanti 6 ore sono state considerate come ore di pausa. A questi tre ‘regimi di attività’ ne sono stati aggiunti altri due, ossia il regime di moderata e di alta attività e per tutti i regimi è stato stimato un fattore di scala per la stima del consumo energetico corrispondente:

regimi jpeg

Il viaggio della Compagnia quindi, è riassumibile in una serie di fasi di cinque tipologie. Un esempio dei risultati è riassunto per alcune fasi del viaggio in questa tabella:

tabella finale jpeg

Ovviamente le parti del viaggio più faticose e concitate (dall’Agrifogliere fino alla Camera di Mazarbul a Moria, tanto per fare un esempio, o il viaggio lungo il fiume Anduin fino a Parth Galen) richiesero sicuramente uno sforzo fisico maggiore, pertanto sono state classificate come regimi di moderata ed alta attività fisica. Calcolatrice alla mano, considerando tutti questi fattori, la stima fatta dagli autori ammonta a 1870215 kcal circa.

Ma il lembas quante kcal fornisce? Secondo le parole riportate dagli elfi di Lothlórien ne Il Signore degli Anelli, una porzione di lembas sarebbe stata sufficiente a sostenere un uomo per una lunga giornata di lavoro. Pertanto, il contenuto calorico del lembas può essere stimato moltiplicando il consumo calorico di un uomo (1700 kcal) per il fattore di scala relativo all’attività moderata (1,5). Una porzione di lembas, quindi, avrebbe fornito l’equivalente di 2640 kcal. L’intera Compagnia quindi avrebbe necessitato di un carico di 675 porzioni di lembas, divise in 304 per gli Hobbit, 214 per gli Uomini, 99 per Gimli e 60 per Legolas (questi Elfi, sono anche a basso impatto ambientale). Insomma, avrebbero dovuto trascinare Bill il Pony nell’oscurità di Khazad-dûm per via del carico di lembas di cui avrebbero avuto bisogno. Per la serie one does not simply walk into Mordor.

E’ divertente applicare un ragionamento scientifico ad aspetti che riguardano il fantasy. Sicuramente mi fa pensare alle condizioni dei poveri Frodo e Sam, costretti a razionare il loro lembas alla fine del loro viaggio in modo drastico, nonostante le loro forze fisiche e di spirito venissero messe a dura prova prima nell’oscurità della caverna di Shelob, poi tra le mura imponenti di Cirith Ungol, e infine dalla desolazione della piana di Gorgoroth e delle pendici del Monte Fato.

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Bibliografia:

Rosetti, S. S., & Manoharan, K. (2015). Simply Walking into Mordor: How Much Lembas Would The Fellowship Need?. Journal of Interdisciplinary Science Topics4.

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