Le notizie sul clima sono confusionarie. E’ questo l’ineluttabile punto di partenza di un ragionamento molto ampio e estremamente importante che ci deve riguardare da vicino. La disinformazione sul clima, infatti, rappresenta uno dei rami più scoraggianti di tutte le bufale che circolano sul web. Come fare, quindi, per far si che la gente usufruisca di informazioni scientificamente accurate ed affidabili? Basta creare una fonte affidabile.

E’ questa l’idea che ha portato alla piattaforma Climate feedback (Twitter: @ClimateFdbk), un’iniziativa intelligente che permette ai lettori online di spulciare riga per riga quali sono le affermazioni e le informazioni sul clima in linea con lo stato dell’arte della conoscenza scientifica e quali sono invece le informazioni datate, errate e imprecise. Il tutto grazie alla funzione Hypothesis grazie alla quale è possibile selezionare la parte di testo interessata, aggiungere un’annotazione, salvarla e condividerla, ricevere aggiornamenti, aprire dibattiti. Un esempio del risultato finale? Eccolo:

esemp

Insomma, uno strumento che permette al lettore finale di avvalersi di una montagna di informazioni aggiuntive, dando così un quadro più chiaro e soprattutto completo dell’informazione originaria: è affidabile? E se si, quanto?

L’informazione di qualità che ogni tanto cito in questo blog è quindi possibile. I fondatori di Climate feedback infatti, riconoscono la necessità dei cittadini di accedere ad informazioni affidabili e per far questo auspicano un maggior coinvolgimento degli scienziati nel mondo del giornalismo. Un modello di questo tipo, se dovesse funzionare sul serio, potrebbe (anzi, a questo punto dovrebbe) essere applicato in tutti i campi scientifici di maggior interesse.

Una lotta alle bufale con uno strumento affidabile e… potente.

Advertisements