Immancabilmente, senza una-giornata-una di eccezione, il web vomita bufale su bufale, chiacchiere che quelle da bar in confronto erano dibattiti scietifici d’alto profilo. Ne ho parlato saltuariamente anche qui, lamentando sporadicamente la caduta di quella che chiamo ‘qualità dell’informazione’. Il cancro di questo fenomeno di invasione di ignoranza e di (derivato) complottismo, l’ho già detto, è coadiuvato dai social network, in modo particolare dal re dei social, Facebook. Da quando l’informazione ha perduto il suo valore economico (oggi costa zero per milioni di persone), tutti quanti possono impacchettare una versione di una qualsiasi notizia (o, addirittura, inventarne una di sana pianta) e ‘venderla’ gratis alla schiera di ignoranti (funzionali o meno) che non aspettano altro che cliccare ‘condividi’ per disperarsi, scioccarsi e imbufalirsi in compagnia. Tutto ciò è molto triste. Non saremo un paese in cui il 46% della gente crede che la Bibbia sia da prendere alla lettera (quelli sono gli americani), ma siamo il paese che crede nelle scie chimiche, in Stamina per dirne due (non siamo da meno agli americani). Insomma, di ignoranti ne abbiamo a profusione e divulgare fesserie senza fondamento è diventato fin troppo facile.

Il più recente esempio di tale piaga è il post diffuso un pò ovunque riguardante l’imminente eruzione del Vesuvio. Non è la prima volta negli ultimi anni che una storia del genere viene ripresa e condivisa. Scatenare forti emozioni nella gente, ammantando la notizia di false convalide, citando esperti (che a volte neanche esistono) del settore e indicando anche gli studi scientifici che sono stati pubblicati in merito (spesso totalmente stravolti nei contenuti), è il modo più semplice e veloce per coinvolgere un elevato numero di individui. Più clic, più soldi alla pagina, ad esempio. Insomma, soldi facili sulle spalle della povera gente ignorante. Vi rimando all’intervento di SPGeology per chiarimenti in merito alla faccenda.

Non resta che contrattaccare. Vi farà sorridere, ma davvero, non vedo come si possa provare ad arginare altrimenti la preoccupante marea di bufale che invadono il web. La mia stessa mamma, incappando nella ‘notizia’ ieri pomeriggio, iniziava a preoccuparsi. Ho dovuto spiegarle che si trattava di una cosa totalmente inventata. Io non sono un esperto in vucanologia, non sono un geologo, tuttavia ho sviluppato negli anni quel minimo di spirito critico che mi permette di dubitare sempre dei titoloni sensazionalistici della stampa (anche di quella ufficiale e, in teoria, seria). Mi cadono le braccia però quando mi accorgo che anche quotidiani come Il Giornale e Il Messaggero riportano la stessa presunta ‘notizia’. Mi chiedo quali siano le fonti di certi giornalisti e in che modo essi fanno il loro lavoro.

Divulgare notizie false, consciamente o inconsciamente, crea falsi miti, teorie del complotto, in generale crea ignoranza. Crea anche panico, come in questo caso. La popolazione delle zone limitrofe in questo caso ha preso d’assalto i centralini, provando ad avere conferme di quello che ha letto. Il Direttore dell’Osservatore Vesuviano è dovuto intervenire con una nota scritta nella quale chiarisce la situazione. Introduce, inoltre, un aspetto fondamentale che può aiutare a capire come è possibile dare tanto fiato ad allarmismi ingiustificati.

I cittadini quindi, e gli stessi giornalisti, se desiderano avere notizie certificate ed aggiornate sullo stato dei vulcani campani, possono consultare il presente sito web o rivolgersi ai Colleghi di turno presenti in Sala Monitoraggio 24/24h oppure (per questioni particolarmente importanti e/o per concordare interviste) alla Segreteria di Direzione nelle ore lavorative (i rispettivi numeri telefonici sono riportati nella sezione ‘contatti’ di questo sito). Il nostro Istituto è sempre disponibile ad informare correttamente ed a rispondere a qualunque domanda dei cittadini e dei media, relativamente allo stato dei nostri vulcani.

La fonte delle informazioni affidabili, quindi, c’è, com’è ovvio che sia. Ed è a libero accesso. Per pubblicare una notizia o per qualsiasi altro tipo di approfondimento, basta sapere dove cercare. E’ questo il punto: sembra quasi che cercare le fonti sia diventato troppo faticoso. Non ho idea di chi abbia avviato questa bufala dell’eruzione, ma sono certo del fatto che più di qualcuno ha fatto eco alla ‘notizia’,  condividendola a sua volta. Nessuno, neanche i giornalisti de Il Giornale, Il Messaggero e tutte le altre testate giornalistiche controllato le fonti. A nessuno è venuto in mente che poteva trattarsi di una storia campata per aria. Hanno semplicemente girato le poche righe che hanno letto per riempire un trafiletto, per avere un pò di likes, per fare soldi grazie alla pubblicità.

A me sembra una chiara mancanza di professionalità, da parte di tutti.

Ripeto, non siamo tutti vulcanologi, ma tutti quanti abbiamo il dovere di accendere il cervello, fosse pure per 20 secondi alla settimana. E’ una questione di buonsenso e di cultura. Sembriamo tanti sonnambuli rimbambiti.

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