Riprendendo ciò che diceva qualche giorno fa un certo Umberto Eco in merito alla libertà di parola che i social media ci hanno donato:

I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel

mi sento di concordare al 110%. E’ una verità e la conferma arriva giorno dopo giorno, più volte al giorno. Il numero di casi è preoccupante ed è molto, molto alto. Quando si toccano argomenti come la morale, la religione e la scienza (lasciamo perdere politica e sport), sono tutti quanti professori senza laurea. E in modo particolare, avanzano posizioni che si basano su commenti banali e contraddittori. Il bello è che queste posizioni sono inattaccabili, nel senso che non ti puoi permettere di dissentire, neanche sulla base di osservazioni oggettive o ragionamenti logici. A ben vedere discutere con chi non ragiona in modo razionale ma che invece vuole convincersi di essere nel giusto senza neanche apportare, a sostegno delle sue tesi, uno stralcio di prova o di ragionamento è una totale perdita di tempo.

prove it

L’esempio qui sopra, preso da youtube, è una delle tantissime prove. Uno straordinario music video sull’universo è diventato sede di dibattito sulla Creazione. Uno dei primi commenti loda alle meraviglie del creato. A chi fa notare che non esiste nessun Dio, nessun Satana, né inferno, paradiso e compagnia bella, viene risposto nella maniera classica: prove it. Quel prove it chiama in causa il già citato onere della prova.

Non so come metterla meglio di Bertrand Russell:

C’è molto pressappochismo e molta arroganza al giorno d’oggi. Abbiamo del tutto cancellato la ricerca del vero, sostituendola con l’affermazione dei nostri desideri.

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