Quando ero alle scuole elementari per me era naturale e ovvia l’idea che ci fosse, da qualche parte, su in cielo, un Dio creatore di tutto. Lo dicevano i miei genitori, i miei nonni. Tutti lo dicevano. Mi entusiasmava anche l’idea di avere un angelo custode, un amico invisibile che però sapevo essere sempre al mio fianco. Una notte, non ricordo a che età, mi svegliai di colpo perché mi sentii chiamato: un ragazzino forse poco più grande di me aveva chiaramente bisbigliato il mio nome e il mio cognome nel buio della mia cameretta. Doveva essere il mio angelo custode. Chi, sennò? Ricordo nitidamente quel momento: nome e cognome scanditi perfettamente, nel silenzio e nel buio più totale.

A volte ci sono cose che facciamo fatica a spiegare. Una spiegazione ci deve essere, però. Sempre. Un credente potrà dire che in quel caso era la voce di qualche caro venuto a mancare che sussurrava il mio nome dall’aldilà, mentre uno scienziato, individuo dal pensiero razionale, affermerà che è tutto un miracolo nato dal cervello, un computer di straordinaria potenza, capace di generare le più complesse simulazioni del mondo che ci circonda e capace di individuare pattern nascosti anche nelle configurazioni più complesse: in questo caso, direbbe lo scienziato, è sicuramente stata opera della mia mente.

La mia fede iniziò a vacillare nel momento in cui iniziai a realizzare che la storicità dei racconti biblici era fittizia. Non si tratta di racconti veritieri, la storia andò in modo differente. Allora perché prendere in considerazione un libro, considerato Sacro come fondamento della religione? La cosa non mi interessava più di tanto, comunque. Quando capii che il passato era di gran lunga più affascinante di un generoso atto di magia istantaneo, tutto cambiò. All’improvviso, un insieme di cose iniziavano ad intrecciarsi strettamente per puntare in un’unica direzione, quella di una storia entusiasmante, affascinante e piena di mistero: grandi numeri (che amavo, da piccolo), tempo (che mi ha sempre affascinato), fossili (che iniziarono a popolare i miei pensieri con costanza). Tutto puntava verso un passato talmente profondo che non riuscivo neanche a comprendere.

Quanti sono 4000 milioni di anni? 

Evidentemente la razza umana non era sulla Terra durante la sua formazione. Il sussidiario di terza elementare, “Costruire”, presentava in breve la preistoria, attraverso i suoi sussulti: prima una palla di magma, poi la formazione della crosta terrestre, poi le grandi piogge, poi i continenti, poi la vita, anfibi, rettili, dinosauri, mammiferi. Una carrellata da mal di testa che però, anche in quella forma condensata ed ingiustamente rattoppata, dava un’idea generale dei mutamenti globali che il mondo ha visto in tutti i suoi miliardi di anni di storia. L’uomo non era che l’ultimo arrivato sulla linea del tempo. Oh, che storia meravigliosa! Chissà come era trovarsi sulla Terra centinaia di milioni di anni fa, senza grattacieli, auto e mari inquinati! La maestra ci parlò di fossili per la prima volta, dicendo che se ne potevano trovare anche in paese, guardando bene, a volte sui muri delle case. Immaginavo l’angolo di una strada vicino casa con dei fossili infilati nel muro, ma non veniva fuori un’immagine familiare: sicuramente non avevo mai visto un fossile con i miei occhi. Ci sarebbero voluti anni prima che ne trovassi uno. Ma nonostante questo, l’idea che da qualche parte ci fossero le testimonianze di un passato enormemente antico mi faceva venire i brividi.

Insomma, quando capii che la versione raccontata dalla scienza e quella raccontata dalla religione erano opposte l’una all’altra la visione mistica del creatore che schiocca le dita e crea il mondo smise di avere quell’importanza che poteva aver assunto gli anni prima. Anche se potevo continuare a dire ‘io credo’, mentivo a me stesso. Non sentivo niente di particolare in me quando ero obbligato ad andare in chiesa la domenica mattina, al di la del fastidio e della noia. E non c’era niente che io potessi fare. Poi, un bambino non si fa tanti problemi se è cresciuto in una famiglia come la mia, dove nessuno va a messa se non per motivi stringenti e dove tutti sono scettici nei confronti della Chiesa.

Per me avere una risposta definitiva al dubbio, esiste o meno un creatore, non era fondamentale. Tuttavia sentivo che la risposta più logica, avessi dovuto darla a me stesso, sarebbe stata no, non esiste. E ci arrivai, alla fine. Da solo, in silenzio, lentamente ma inesorabilmente.

Tutte le domande che hanno accompagnato il mio crescente scetticismo partirono dalle semplici costatazioni logiche che emergono dalle fallaci storie raccontate nell’Antico Testamento, ma da li proseguirono al Nuovo Testamento. Uno può dire che quelli siano racconti che vanno interpretati, dai quali bisogna estrarre, distillare, una morale, sulla quale costruire la nostra vita. E’ quello che il parroco fa tutte le domeniche in chiesa durante l’omelia, no? Certo, va bene: qui mi fermai con le mie elucubrazioni. Non sapevo che moltissimi passi dell’Antico Testamento sono raccapriccianti al punto da rendere impossibile persino l’individuazione di una morale; non sapevo che volendo eliminare tutti questi pezzi stridenti con la natura della religione cristiana di oggi, della Bibbia resterebbe un volantino di 2 pagine come quelli delle offerte settimanali del supermarket. Non sapevo niente del cherry-picking che i sapienti uomini di chiesa hanno operato nei secoli per indottrinare i fedeli. Insomma, mi mancava quella spinta decisiva che avrebbe cancellato quei pochi brandelli di riserve sull’argomento, brandelli dovuti alla mia ignoranza.

The God Delusion è stato l’ultimo libro di un percorso che decisi di intraprendere qualche anno fa iniziando dalla lettura di The Selfish Gene. Se non c’è un creatore, evidentemente non abbiamo bisogno di religione. E’ per questo motivo che sono partito da un libro sull’evoluzione per arrivare ad avere una risposta il più completa possibile sulla religione. Visto che siamo il prodotto dell’evoluzione e non il prodotto di un atto di magia volontaria, tutto quanto viene detto nei testi sacri in merito ad Adamo ed Eva è, pertanto, frutto delle leggende e quindi di conseguenza falso. Inoltre, se è vero che Cristo venne crocifisso per liberare l’umanità dal peccato originale dei due, fu un sacrificio inutile: Adamo ed Eva non sono mai estistiti. Aggiungiamo la tardiva compilazione del Vangelo rispetto al periodo di vita di Cristo e la presenza di una serie di scritti apocrifi (che la Chiesa ha deciso di non includere nel Canone) ed ecco servita a voi la più grande beffa della storia dell’umanità. Ma non è tutto qui: interpretazioni giuste della filosofia di Cristo dovrebbero per forza tener conto del fattore in-group, ossia della contestualizzazione di quello che è il contenuto dei suoi insegnamenti. Ecco allora che un filosofo ebreo parla di amare il prossimo (ebreo) e di non fare agli altri (ebrei) quello che non vorremmo fosse fatto a noi (ebrei) e via dicendo. L’estensione di questi concetti ad altre popolazioni del mondo ha certamente permesso di applicare in modo globale un approccio che personalmente non disprezzo, perché civile e giusto. Ma la morale ha basi sostanzialmente religiose? Vi sorprenderà leggere che ci sono fortissimi dubbi in merito, dubbi frutto di test specifici che lasciano stupefatti.

L’argomento è vasto e riassumere la fiumana di concetti, idee, pensieri, riflessioni, argomentazioni, dibattiti e quant’altro richiederebbe un post lungo come il Nilo. La bottom line per il sottoscritto è una sola: pur continuando ad applicare una morale di stampo cristiano nella mia vita, lo stesso tipo di morale che insegnerò ai miei figli, non credo in nessun Dio, in nessun santo, in nessun miracolo. Non mi sento oppresso dalla prova della non-esistenza per motivazioni che Bertrand Russel spiegò in modo straordinario un secolo fa. Allo stesso modo non potrei provare la non esistenza di Thor, Ptah e altre divinità delle civiltà passate o del famoso Flying Spaghetti Monster e della teiera intorno a Saturno. Questo non vuol dire però che esistano. Quindi continuo a vivere rispettando la Vita.

Se un dio esiste, dovrà giudicare questo mio modo di essere e non le mie fedi personali.

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