Le letture di piacere degli ultimi tempi si sono ‘fossilizzate’ su un solo ‘genere’, quello del saggio scientifico. Ho scoperto il piacere della lettura dei saggi scientifici soprattutto grazie ad un amico e la pop science, devo ammetterlo, è un’invenzione grandiosa. Il contenuto è accessibile anche a chi ha pochi rudimenti in materia e questo rende questo tipo di libri accessibili praticamente a tutti. Me compreso.

Con la fame che ho, poi, non ho limiti o problemi. Questo spiega come mai, dopo un periodo un po’ flemmatico nelle mie letture, nelle ultime settimane mi sono regalato due chicche come ‘Why Evolution is True’ e ‘The Blind Watchmaker’.

Il primo è un libro di Jerry Coyne, straordinariamente abile nella descrizione di come l’evoluzione sia un fatto e non una probabilità. Si l’evoluzione, il cambiamento delle specie nel tempo, è una teoria, ma è anche un fatto. E l’analogia più diffusa per spiegare questo curioso stato delle cose è quella con la gravità: noi parliamo della teoria della gravità, ma sappiamo che il campo gravitazionale è qualcosa di reale, di concreto: un corpo cade a terra per via della gravità. Al di la di come la descriviamo, se con la legge di Newton o con le equazioni di Einstein, la gravità esiste, it is true. Come gli atomi (teoria atomica). E come l’evoluzione. Piaccia o non piaccia, la teoria creazionista e del disegno intelligente, che postula l’esistenza di un Creatore che diede origine a tutto in un dato momento in un passato non molto lontano (da 6mila a 10mila anni fa), è incapace di fornire previsioni testabili scientificamente, pertanto resta un capriccio dell’umano desiderio di sapere che dopo la morte c’è qualcosa (e via andare con tutto il contorno di concetti pseudoscientifico, guarda caso, non dimostrabili e in netto contrasto con la realtà che ci circonda). Tutti gli argomenti contro l’evoluzione vengono prontamente invalidati di fronte alla montagna di evidenze scientifiche che di anno in anno vengono raccolte dagli scienziati e che rafforzano non solo la convinzione che le specie viventi cambiano nel tempo, ma anche che il meccanismo principale, il motore dell’evoluzione, è la selezione naturale. Selezione naturale che ha agito nel tempo anche sui nostri antenati, portando, pian piano, a noi. Forse l’evoluzione non viene accettata proprio perché per molti implica una visione disturbante, ossia il fatto che deriviamo da esseri ‘inferiori’, da un antenato scimmiesco simile allo scimpanzé. Coyne, nel libro, combatte contro questo stato delle cose, usando lo strumento più idoneo a sua disposizione: il ragionamento logico e razionale. Ringrazio per l’esistenza di questi libri, perché sono letture piacevoli che mi aprono gli occhi sulle meraviglia della Natura, ma dubito che siano utili a chi invece è pieno di preconcetti e si rifiuta di ragionare con la sua testa.

Prendiamo mio padre, ad esempio. Quando guardavo in tv i kolossal come ‘I Dieci Comandamenti’, lo sentivo mormorare ‘Ora, secondo voi queste cose sono veramente successe? Come fa quello ad aprire le acque?’. Quando capitava in tv un documentario sui dinosauri, lo sentivo mormorare ‘Ora, secondo voi questi animali sono esistiti veramente? Non c’era nessuno in giro per vederli, come fanno a dirlo?’. Insomma, per certi versi mio padre sembra avere quel tipo di scetticismo che uno scienziato dovrebbe avere per avere il giusto approccio investigativo, ma d’altra parte si ostina a considerare il passato come perduto e non più ricostruibile sulla base del fatto che l’uomo era assente e quindi chissà. In questo sembra Ken Ham e la cosa mi infastidisce. Ho provato più volte a farlo ragionare, ma la cosa evidentemente non gli interessa. Una volta gli mostrai un fossile (bivalve) che avevo trovato in campagna, mi disse che era una conchiglia lasciata li da qualcuno che era andato al mare e poi se n’era liberato (li, nella campagna, sotterrandola sotto 10 metri di sedimenti). Tre anni fa, in spiaggia, guardando il mare si chiese da dove venisse tutta quell’acqua (e l’Adriatico è uno stagno se confrontato col Pacifico), ma mi rifiutai di dirgli che secondo molti studiosi l’acqua arrivò dallo spazio e, sempre tre anni fa e sempre in spiaggia, mi disse che secondo lui la Terra è piatta, altrimenti ‘tutta l’acqua scivolerebbe via’. Se dicessi a mio padre di leggere ‘Why Evolution is True’ non si convincerebbe neanche di mezza tacca che viviamo in un mondo dinamico, così come non si convincerebbe del fatto che la Terra non è piatta (ci si arriva anche con un ragionamento logico e storico, in realtà, senza tirare in ballo le immagini satellitari e delle missioni spaziali). Anche perché uno dei suoi motti è ‘Mondo era, mondo è e mondo…sarà!’, che riassume in un rigo il concetto di immutabilità delle cose. Ricordo ancora quando, anni fa, gli spiegavo che il continuo inquinamento atmosferico poteva portare davvero a cambiamenti climatici dannosi: lui diceva che le cose sarebbero andate sempre come erano andate da quando lui era nato, ma oggi viviamo l’esperienza delle trombe d’aria come se fossimo in America, abbiamo un inverno mite e le stagioni impazzite. Non avevo dubbi che alla fine avrebbe visto coi suoi occhi ciò che lui stesso reputava impossibile. Quindi, se anche decidessi di prendere mio padre da parte, raccontargli della struttura della materia e da li iniziare a raccontargli qualcosa dell’evoluzione dell’occhio, per dirne una, lui vedrebbe tutto come una serie di dicerie ‘ma in realtà, chissà‘.

Per questo motivo, quando di fronte si hanno persone piene fino all’orlo di preconcetti, anche libri come ‘Why Evolution is True’ sono inutili. La vera utilità di questo e di altri libri che si pongono lo stesso obiettivo la si ritrova in gente col dubbio e disposta ad abbandonare gli eventuali preconcetti, come mia madre. La quale non può più sforzare la sua vista leggendo molte ore, ma mi ascolta con interesse ogni volta che le parlo delle ultime scoperte scientifiche. Capitò in aprile che le stessi parlando di religione, fede, credo e istituzioni religiose. Lei ha ora gli stessi dubbio che io avevo quando avevo 8-9 anni: all’epoca me ne facevo una ragione, ma col tempo ho capito che quei dubbi erano leciti. Anche mia madre ora pensa che quei dubbi siano leciti e la cosa non l’ha messa in crisi. Questo perché è disposta ad accettare una verità anche quando questa stravolge il suo modo di vedere il mondo. A mia mamma, ‘Why Evolution is True’ aprirebbe la sua mente in modo impressionante.

Il sottoscritto il libro lo ha già letto due volte: è, come dicevo prima, straordinario. Entra di diritto nella lista dei libri più belli che abbia mai letto e non mancherò di consigliarlo ad amici e parenti se se ne presenterà l’occasione.

Ora è il turno di ‘The Blind Watchmaker’.

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