Come ho detto altre volte sui social, finalmente la trilogia de Lo Hobbit gode di una canzone degna dell’atmosfera della Terra di Mezzo, di un pezzo finalmente per davvero ispirato. Non nascondo, infatti, che le canzoni scelte per i primi due film mi abbiano deluso – in modo particolare quella scelta per The Desolation of Smaug, ‘I See Fire‘ di Ed Sheeran.

Per il terzo film abbiamo finalmente una chicca, cantata e, se non erro, scritta da Billy Boyd, il simpatico Pipino della trilogia precedente. E finalmente sento, musicalmente parlando, un tono e uno stile musicale che si avvicina ai pezzi scelti per The Lord of the Rings.

Il significato di questa canzone è duplice: è un addio alla Terra di Mezzo, similare a quello di Annie Lennox alla fine di The Return of the King, da parte dei personaggi che l’hanno rappresentata sullo schermo, ma è anche un addio del team di produzione firmato Jackson-Wash-Boyens e arricchito da tutto il personale della Weta Workshop e della Weta Digital che tanto ha dato e tanto è cresciuta in questi anni.

Fu impossibile non commuoversi al termine degli speciali di The Return of the King, specialmente durante le scene di addio dei diversi attori. Quella di Elijah Wood in particolare, fu struggente. Sono immagini che difficilmente dimenticherò e sono quelle che più di tutte le altre testimoniano il legame umano che si creò all’epoca tra la troupe e gli attori. Quando venne annunciata l’ufficialità di questa nuova avventura ci fu molto fermento perché finalmente si presentava l’occasione di ritrovare alcuni dei protagonisti di 10 anni prima. In quella che ho sempre chiamato ‘operazione siamo tornati‘, ho però notato diverse esagerazioni, ripetizioni e strizzatine d’occhio un po’ stucchevoli che però hanno suscitato in me irritazione più che emozioni positive. Mi ha fatto piacere vedere sullo schermo, ancora una volta, seppur per poco tempo, personaggi come Frodo, Galadriel, Saruman e mi sarebbe piaciuto ancor di più vedere per un po’ anche Legolas: mi sono interrogato sulla presenza del principe elfico durante la prigionia a Bosco Atro più volte, durante le letture del libro. E trovo plausibile un ruolo di primaria importanza in quegli eventi, anche se Tolkien non ha mai scritto niente in merito. Quindi, mi va bene Orlando Bloom nel film, ma non in modo così massiccio. Il suo personaggio è passato da un cammeo iniziale ad un vero e proprio ruolo da coprotagonista: ha forse, in questi film, un ruolo più centrale di quanto non lo avesse nella trilogia precedente. Gli è stata dedicata una vera e propria evoluzione, lo si è presentato in modo volutamente diverso rispetto a The Lord of the Rings: staremo a vedere come si concluderà, alla chiusura del cerchio, la sua evoluzione. E pensare che si parlava anche di un coinvolgimento di Aragorn!

Ripeto, mi ha fatto un piacere enorme avere di nuovo Jackson alla regia, ma l’operazione siamo tornati è stata rimarcata diverse volte e in modo eccessivo.

La scelta di Boyd per quest’ultima canzone rientra nella logica di questo approccio. Si è scelto un volto familiare, una voce familiare. Si è scelto uno stile familiare, una musicalità familiare. Il pezzo è straordinario e colpisce. E’ una cornice coerente.

Per una volta, non ho niente da lamentare. Grande Billy.

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