Non è mai abbastanza. In Italia si parla per dare fiato alla bocca. Stiamo parlando del secondo episodio dell’epica storia di Rosetta.

Fan di Rosetta scatenati per un nostro servizio. Osavamo sorridere della missione sulla cometa. Apriti cielo, gli ultrà della scienza hanno cominciato ad insultarci e a darci dei medievali. Eppure, anche molti studiosi la pensano come noi. E poi, è possibile che si possa criticare tutto e scherzare su tutto ma non su una cometa?

Ma non finisce qui. Il commento del conduttore del Tg (mi sfugge ilnome al momento), arricchisce la figuraccia con un commento da tramandare ai posteri:

…e ora parliamo di noi, siamo costretti a parlare di noi, del Tg4, perché siamo finiti nell’occhio del ciclone, nella bufera dei commenti e degli insulti, anche, dal popolo di internet per un servizio nel quale abbiamo osato scherzare sullo sbarco della sonda sulla cometa. Sembra che davvero in Italia questo non si possa fare

Uno pensa che la figuraccia sia più che sufficiente ora e che dopo queste ridicole parole la smettano con questa storia e cambino discorso. E invece no. A questo punto parte un altro servizio, firmato sempre da Mauro Buffa:

Alle notizie puntuali sulla missione Rosetta l’altro giorno abbiamo aggiunto anche un commento un po’ ironico e… apriti cielo! Critiche sulla rete e una tempesta di mail, molte delle quali offensive. Ma cosa avremo mai detto? Abbiamo detto che l’immagine vera, nuda e cruda, della cometa 67P rovina l’icona della cometa, quell’immagine misteriosa e affascinante che questi corpi celesti da sempre hanno per la gente. Nulla è stato tolto alla particolarità della missione, nulla al ruolo importante dell’industria e della ricerca italiane. Ma su, ma dai! Questo è un paese in cui si possono fare critiche e ironizzare su tutto e perché mai invece sulla cometa no? Se mettere in dubbio, sorridendo, i dogmi della scienza diventa un’eresia, e allora non è in questo Tg che qualcosa non va. Per fortuna ci sono scienziati che sanno sorridere e ci scherzano sopra. Sentite cosa ha dichiarato l’ingegnere aerospaziale  Amalia Ercoli-Finzi, uno dei padri della missione Rosetta: “Questa cometa sembrava dovesse essere completamente diversa. Quando l’abbiamo vista ci è venuto un colpo. E’ brutta come un peccato mortale“. Sottoscriviamo. Questo è quello che abbiamo detto anche noi.

Uhm. Andiamo con ordine. Il tono generale mi sembra, ancora una volta, di scherno. Non esistono fan di Rosetta, non nel senso stretto del termine. Ci sono semmai, persone che sperano nella riuscita dell’impresa. Queste persone solitamente sono consce dell’importanza del successo della missione, di cosa questo voglia dire per l’esplorazione spaziale e per la ricerca scientifica. Ma sorvoliamo. Mi fa ribrezzo leggere che le intenzioni del servizio di qualche giorno fa erano tutt’altro che serie. Si voleva sorridere della missione Rosetta. Ancora una volta, si dimostra come non si è compresa l’importanza del traguardo raggiunto per la storia dell’astronomia. Dichiarare ora in plain words le intenzioni (abbastanza chiare sin da subito) dietro il primo servizio non mi fa affermare ‘Oh, per fortuna, avevo capito male allora!’: in tutta sincerità, 90 secondi di servizio in cui si ironizza su qualcosa che di ironico non ha…niente (ma proprio niente), invece di fare informazione (è un Tg, vero?) sono 90 secondi di trash, ossia di immondizia, anche perché – ancora – tutto vien detto, meno che la missione è storica con perché e percome annessi. In merito alla parola ultrà il discorso non si discosta da quello sulla parola fan. Sono termini che si potevano risparmiare. Non ci sono tifosi, qui. Non stiamo parlando di una partita di calcio o di un concerto rock. Ci sono semplicemente persone che si sono indignate della qualità del ‘servizio’, qualità degna di una rivista gossip. Tutto qua. Se pretendere serietà su un argomento che richiede serietà e competenza vuol dire essere etichettati come fan, ultrà e, spero non lo abbiano nemmeno pensato, fanatici, allora va bene, saremo fan, saremo ultrà. Saremo fanatici. Infine, questi molti studiosi che la pensano come gli autori del servizio vorrei proprio vederli e sentirli. Chissà quanti sono. Chissà quanti ne hanno intervistati in meno di 48 ore di tempo. A sentire queste prime parole pare che siano sul punto di indicarne qualcuno. Almeno due, visto che usano il plurale.

Sulla stessa lunghezza d’onda (ops!, il fan della scienza che è in me sfugge al controllo ogni tanto) il commento del conduttore del Tg afferma che in Italia non si può scherzare sulla cometa. Fossero questi i problemi, vero? Mettiamola così: come voi avete scherzato sulla cometa, noi abbiamo scherzato sulla vostra palese, abissale ignoranza. Così siamo tutti felici e contenti. Personalmente non accetto che si ricorra all’insulto e riconosco che in molti hanno scritto e riportato insulti sul web: almeno su questo, un briciolo di ragione questi poveretti ce l’hanno e mi dissocio da certi comportamenti. Il problema qui non è la reazione al vostro patetico servizio quanto al fatto che laqualità dell’informazione è paurosa. Era meglio non far nessun servizio. Vi sareste risparmiati tempo e ‘fatica’.

Poi, l’arroganza è la ciliegina sulla torta di tutta questa faccenda. Il servizio di Buffa inizia nel peggior modo possibile: parla di notizie puntuali. Mi chiedo in merito a cosa fossero puntuali le notizie. E ancor di più mi chiedo quale sia la notizia riportata in quei 90 secondi. Carta canta possiamo dire, in quei 90 secondi avete detto chiaramente che:

  • gli scienziati sono gli unici ad eccitarsi (che brutto termine) per un robot mandato su una cometa (lo fanno i bambini tutti i giorni, no? E’ una routine ormai);
  • che la missione Rosetta ha come scopo quello di rovinare la poetica immagine che tutti noi (parlate per voi, mi vien da dire) abbiamo delle comete;
  • che 100 milioni di euro sono troppi per un relitto archeologico (archeologico? Siamo sicuri di sapere cosa vuol dire?);
  • che il trapano (…) ahinoi è stato costruito in Italia. Fa quasi male pensare una cosa del genere.

Apriti cielo! Cosa avreste mai detto di non vero? Al di la delle scelte di lessico (di cattivo gusto), volete farci capire che avete incentrato 90 secondi di servizio su una cavolata. La mia vita non sarà più la stessa ora che ho visto il vero volto di 67P. Eh si. Io a 29 anni la immaginavo ancora con la sua bella coda dorata. Come faranno ora gli italiani a trovare il giusto romanticismo, con questo sasso (…e niente più) stampato nelle loro menti? Cattivi scienziati! Il resto del delirio di questo servizio riparatore è un elenco dei presunti pregi del primo ridicolo servizio:

  • nulla è stato tolto alla particolarità della missione! Di grazia, cosa di vero è stato detto sulla missione? Che è alla ricerca di elementi per aiutarci a comprendere meglio in quali condizioni la vita sulla Terra fiorì miliardi di anni fa? E basta? Un solo dato avete riportato (la distanza dal Sole) ed era pure sbagliato!
  • nulla è stato tolto al ruolo dell’industriae della ricerca italiana! Ma come, il trapano (il TRAPANO, ragazzi, il TRAPANO) che buca la superficie di questo sassoenientepiù non era doloroso? E la ricerca italiana quando mai è stata citata?
  • in Italia si fa ironia su tutto e sulla cometa no? Questa, credo, si commenta da sola.
  • sorridiamo, mettendo in dubbio i dogmi della scienza, siete voi quelli fatti male. I dogmi della scienza, per definizione…non esistono. Idogmi ci sono, ma in materia di fede. La scienza non ha dogmi. Avete messo nella stessa frase due parole inconciliabili. Ironia della sorte.
  • ci sono scienziati che ci ridono sopra. A questa vorrei tanto crederci! Vediamo chi sono!
  • Amalia Ercoli-Finzi dice che la cometa è brutta come un peccato mortale. Rispetto per il giudizio di una personalità così importante e per il ruolo che ha avuto nell’ambito della missione. Personalmente ritengo che classificare la forma del nucleo di una cometa in base a criteri estetici, bella/carina/brutta sia… come dire…insensato. Forse la Ercoli-Finzi intendeva dire che la forma è estremamente complessa e bizzarra per un oggetto del genere. Nessuno mette in dubbio che 67P abbia una forma bizarra, ma non penso che gli studiosi se la aspettassero rotonda e liscia come una biglia.

Ah, sono già finiti i molti studiosi? Ma come? Ne avete citato uno, al di la della sua importanza in tutta la faccenda. E gli altri? Dove sono? Erano molti o era uno? Cioè, da credito alla vostra giustificazione. C’è più nessuno? Stupidamente mi aspettavo un’altra testimonianza, un’altra e basta. Me lo sarei fatto bastare. Mah.

In conclusione, quindi, con questo secondo servizio chiarificatore cosa avete fatto?

Avete convinto la gente della ragionevolezza delle vostre posizioni?

Io direi che un *facepalm* di rassegnazione a questo punto sia la sola risposta che vi meritate.

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