In questi giorni di studio intenso (si, sto studiando, e intensamente anche) non posso rinunciare alla lettura di piacere. Spinto da una sfida personale che ho deciso di lanciare a me stesso sul social Goodreads (il Facebook, se vogliamo, dei lettori accaniti), ho deciso di raggiungere il traguardo dei 10 libri letti entro il 31 dicembre. Sono a quota 7 e sto terminando la lettura di due saggi scientifici. Dai, forse riesco a tagliare il traguardo!
Uno degli ultimi libri che ho letto è ‘Limit’, di Frank Schätzing. In giro non se ne parlava poi così tanto bene. 1400 pagine (o quasi) di lettura sono una bella tirata, ma dopo aver letto l’entusiasmante ‘Il Quinto Giorno’, non vedevo l’ora di tuffarmi di nuovo tra le pagine di un libro scritto dal teutonico inventore di catastrofi.
Sarà che trovo personalmente più spaventosa la minaccia che anima la trama de ‘Il Quinto Giorno’ rispetto a quella che trascina questo ‘Limit’, oppure sarà che dopo 700 pagine il trovarsi ancora in alto mare e con una trama lunga e soprattutto larga piena di buchi da riempire e parallelismi da tenere a mente mi ha sfiancato, ma a me questo ‘Limit’ non ha fatto impazzire. L’autore va sinceramente troppo in la. 1400 pagine sono troppe anche per una storia come questa. Per carità, un inchino e 20 ore di applausi per la spaventosa quantità di informazioni e per la cultura di Schätzing, ma il tutto poteva concludersi tranquillamente in 700-800 pagine. Sarebbe stato comunque un tomo, ma digeribile. Invece no, si continua a scendere nei particolari storico-politici e in dilungate scene di azione, scontro e sparatorie che, sinceramente, potrebbero andar bene in un film d’azione in cui si vuole risvegliare lo spettatore, ma che in un libro dopo qualche centinaio di pagine stancano.
Si, anche io ho sofferto, come tanti altri, questa lettura. Lo ammetto a malincuore, davvero, perché sino ad ora Schätzing non mi aveva mai deluso.
Bellissimo, ma soprattutto credibile, il quadro politico-economico che l’autore immagina per questo futuro non troppo lontano, in cui l’umanità si vede costretta a rifornirsi di energia sulla Luna e in cui le multinazionali del petrolio annaspano per trovare una via di fuga da un settore oramai morto e defunto. Un po’ confuse per il sottoscritto però sono state i numerosi momenti in cui ci si dilungava a spiegare i particolari tecnologici dell’Internet del futuro, dei mezzi di trasporto e delle tecnologie spaziali. Forse complice la stanchezza di cui sopra, non sono riuscito a trovare affascinante questo aspetto del libro.
Un po’ di delusione, infine, nel momento in cui si è svelato il piano dietro tutte quelle pagine. Sotto questo punto di vista la rivelazione de ‘Il Quinto Giorno’ era di gran lunga più sconcertante, sbalorditiva e affascinante. Non vorrei dire anche più probabile, ma, credetemi, sono fortemente tentato.

Insomma, alla fine non sono riuscito a trovare un solo momento in cui questo ‘Limit’ sia all’altezza de ‘Il Quinto Giorno’. Gli è inferiore, infatti, sotto tutti gli aspetti e l’eccessiva lunghezza di ‘Limit’ gioca a suo netto sfavore.
Non lo consiglierei, sinceramente. Se si vuole un libro appassionante, spaventoso, ben strutturato e sotto certi aspetti originale, meglio ‘Il Quinto Giorno’.

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