Non saranno le edizioni estese che Peter Jackson realizzò per Il Signore degli Anelli, ma queste edizioni estese per The Hobbit sembrano interessanti. Non ho ancora avuto modo di guardare l’estesa del primo capitolo della trilogia e probabilmente non guarderò l’estesa di questo secondo capitolo a breve, ma sicuramente l’aggiunta di materiale su personaggi trascurati e del tutto rimossi, rispettivamente Beorn e Thrain, fa di questa estesa di The Desolation of Smaug un piccolo, potenziale, tesoretto. Per cui, devo trovare il modo di visionaria prima possibile!

Il film in se, lo dissi poco dopo averlo visto, prende un po’ una piega indipendente dal libro, aggiunge molto che nel libro non si dice e inventa roba che sarebbe stato meglio evitare di inventare. Il tocco di regista e sceneggiatori su questo film si è fatto sentire molto di più rispetto al primo capitolo e, a parte qualche spettacolare scena con Smaug, non ho provato quei brividi e quella felicità infantile che spesso ho provato con An Unexpected Journey. Tuttavia, rimandavo alla versione estesa un giudizio definitivo. 25 minuti di scene extra sono un po’ pochino per il fan medio (anche 1 ora e 10 minuti in più per me sarebbero state poche, lo ammetto), ma se ben congegnate e ricche di contenuti potrebbero risultare sufficienti a cambiare il giudizio di questo capitolo-di-mezzo, molto votato all’azione e alla spettacolarizzazione, più che alla storia e ai personaggi.

I difetti rimarranno tali, inevitabilmente. L’auto-citazione va bene qui e la, ma il troppo storpia. Purtroppo questo film, più che il primo, soffre di sindrome da autocitazione. Questo aspetto, assieme alle aggiunte che proprio non mi sono andate giù, fa pendere la bilancia sul negativo. Le cose positive ovviamente non mancano, come dissi mesi fa: la parte di Esgaroth mi è piaciuta tantissimo, così come l’esplorazione di Erebor, una parte di film forse prolungata e con qualche esagerazione un po’ troppo marcata, ma che ha permesso di mostrare ancor di più la grandezza del Regno che fu. Il resto è una giostra lanciata a piena velocità, sulla stessa linea dell’ultima ora del primo film.

Col terzo e ultimo film ci si aspetta ancora una girandola di azione, visto quello che si preannuncia col titolo. Come nella miglior tradizione dell’autocelebrazione, tradizione un po’ stantìa arrivati a questo punto, anche questa trilogia si abbandonerà ad un finale lungo 80 minuti del tutto evitabile. Pazienza.

Personalmente, dopo il secondo film, non ho molte speranze che la china possa rialzarsi con l’ultimo film perché l’impresa di rendere indimenticabili 13 Nani è fallita col secondo capitolo e l’addio di questi personaggi non lascerà il segno.
Purtroppo.

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