L’estate appena trascorsa mi ha visto abbastanza annoiato. E’ una storia che si ripete da un po’ di anni a questa parte. In realtà, l’estate non mi permette di rilassarmi come vorrei. Sono sempre più recluso in casa e il tempo lo passo giocando con la cagnolina di mia sorella o guardando film in tv. O leggendo, ma cosa lo ripeto a fare? Quelli sono la costante.
Ebbene, quest’anno sono riuscito a guardare finalmente Europa Report, film low budget diretto da Sebastián Cordero. Nel cast facce note e meno note. Tra le facce note Sharlto Copley (District 9, Elysium, Maleficient) e Michael Nyqvist (e chi è? vi starete chiedendo: io l’ho visto in Uomini che Odiano le Donne – il primo film, ovviamente, ma qualcuno lo avrà notato anche in Mission Impossible: Protocollo Fantasma); tutto il resto del cast è sconosciuto al sottoscritto.
La regola generale è sempre la stessa, mai sottovalutare i film a basso budget, perché spesso tirano fuori il meglio delle capacità registiche. Quindi non ci si deve meravigliare se un filmettino come ‘Moon'(Duncan Jones, 2009) sia venticinquemila volte meglio di un ‘Prometheus’ (Ridley Scott, mica Gesualdo Tonini) per dire, rimanendo il tema fantascienza.
Europa Report è costato due lire. Non conosco la cifra esatta, nonostante all’epoca l’avessi letta da qualche parte, ma vi posso assicurare che rispetto ai budget da mal di mare delle solite produzioni americane, si può dire che Cordero abbia dovuto fare i salti mortali per realizzare un film come questo. Ne è valsa la pena? Il sottoscritto pensa che si, ne è valsa decisamente la pena.

Molti pensano che Europa – una delle lune di Giove, osservato per la prima volta da Galileo nel 17simo secolo – sia uno dei posti più interessanti del nostro Sistema Solare, Terra a parte ovviamente. Perché? Perché è completamente ghiacciato, la sua superficie priva di impatti meteorici lascia pensare che sia sottoposta ad un continuo rinnovamento per cause geologiche e… quasi sicuramente al di sotto del ghiaccio c’è un oceano di acqua liquida. L’oceano sarebbe molto più grosse di tutti gli oceani della Terra messi assieme. Scioccante. Acqua liquida potrebbe dire vita, di qualsiasi tipo, ma aliena. Vita extraterrestre. Questo è il punto di partenza della storia di questo film e non c’è niente di sbagliato da un punto di vista scientifico nel ritenere che questo lontano satellite possa ospitare assurde forme di vita, uni o pluricellulari.
Ebbene, un progetto privato decide di mandare degli astronauti sul satellite, ritenendolo ben più importante di Marte. Ovviamente il viaggio di andata, che dura in totale 2 anni non può filare liscio, non deve e le difficoltà metteranno a serio rischio la vita di tutto l’equipaggio. Il film è stato girato interamente (se non ricordo male!) con steady cam, essendo proposto come la registrazione dell’intera missione, archiviata qui sulla Terra.

La cosa che più adoro di Europa Report sono le ambientazioni, molto realistiche. Sia che si tratti del modulo e degli altri ambienti interni o che si tratti delle brulle ambientazioni di Europa (e della spettacolare vista di Giove), sono ben pochi i punti che tradiscono la CG utilizzata. Il montaggio è segue sostanzialmente un flash back, per poi riprendere la narrazione negli ultimi minuti. Alla prima visione ero un po’ confuso, devo ammetterlo. I protagonisti della vicenda sono degli scienziati. Tutti animati dalla voglia matta di mostrare al mondo che qualcosa c’è, che hanno potuto finalmente porre un punto fermo sulla questione siamo soli nell’universo?. Il loro entusiasmo, proporzionale al loro avvicinarsi alla meta, è a tratti contagioso. Come un bambino li guardavo discutere di aspetti tecnico scientifici come se fossi li con loro e cercassi di risolvere i loro problemi o di dare spiegazione alle loro domande.
Temevo una piega come quella presa da ‘Apollo 18′, un film che mi ha un po’ deluso ma che ha in comune con questo ‘Europa Report’ lo stile. E invece no, ‘Europa Report’ resta sul binario scientifico e, non potendosi permettere riprese spettacolari ed elaborate, gioca con gli spazi angusti del modulo operativo, sui rumori alieni che provengono dall’esterno e sulla tensione che ne deriva. Non un film pretenzioso, più che altro un ottimo esercizio di come si può con poco realizzare un film guardabile, con momenti interessanti.

La critica lo ha promosso per metà. Molti lo ritengono noioso e prevedibile, altri invece lo trovano ben bilanciato seppur un po’ superficiale. I suoi 90 minuti scarsi, secondo me, sono più che sufficienti per narrare la storia. Io avrei proseguito nella stessa direzione. Allungare il brodo avrebbe significato aggiungere il nulla e diluire il terzo atto (i primi due sono sufficientemente diluiti!) con una serie di trovate che – magari – sarebbero risultate decisamente poco credibili. Io trovo che ‘Europa Report’ colpisca nel segno, dopotutto.

L’unico neo veramente grave di questo film? Non è stato rilasciato in Italia.
Che novità.

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