Il mondo della paleontologia in questi giorni è in fermento per i risultati pubblicati da un team internazionale di scienziati, tra i quali ben due italiani – Cristiano Dal Sasso e Simone Maganuco – sulla specie Spinosaurus aegyptiacus. Chi ha visto Jurassic Park /// sicuramente saprà di cosa sto parlando. O forse no. Con i dati appena pubblicati, S. aegyptiacus viene quasi del tutto stravolto: in altre parole, non ha più niente a che fare con il mostro del film.

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Ecco, all’epoca rimasi impressionato dal fatto che questo nuovo mostro potesse mai essere esistito. La cosa che mi impressionava maggiormente erano i suoi arti anteriori – da bambino immaginavo che i teropodi fossero tutti “mano-piccina” (virgolette e corsivo inseriti di proposito visto che il termine mano è improprio). Negli anni a seguire ebbi modo di capire molto di più su S. aegyptiacus e l’immagine nella mia mente cambiò, poco per volta… Nel 2011 visitai (3 volte) la mostra Dinosauri in Carne ed Ossa, totalmente Made in Italy e gestita da un team, ovviamente, tutto italiano. Tra le nuove sculture, S. aegyptiacus faceva la sua porca figura.

DCO-Rocca-Brivio_Spinosaurus_foto-A.-Giamborino

Una ricostruzione meno votata alla spettacolarizzazione dura e pura e più, molto di più, decisamente molto di più…praticamente totalmente votata all’evidenza scientifica a disposizione. Vi assicuro che da vicino è uno spettacolo unico. Le immagini rendono poco l’idea quindi vi consiglio, se ne avete l’occasione, di darci un’occhiata di persona: ne vale assolutamente la pena.

Tuttavia l’immagine che emerge dai dati pubblicati 3 giorni fa, è ulteriormente diversa. Studiando nuovi resti provenienti dal Marocco, unitamente alle informazioni della prima descrizione scientifica ufficiale (risalente oramai ad un secolo fa, praticamente) e ai resti parziali del cranio dell’animale, si è potuto stabilire che S. aegyptiacus fosse un animale adattato alla vita acquatica, il primo dinosauro con queste caratteristiche.

Che S. aegyptiacus fosse un carnefice, un assassino depravato, come Jurassic Park /// mostra, è sempre stato fuori discussione. La forma dei denti (conica) indica chiaramente che si cibasse di pesci. Altre caratteristiche indicano che questo animale godesse di adattamenti che gli permettevano di aumentare la sua efficacia durante ‘la pesca’: aperture nasali spostate verso la metà del muso, invece che davanti e quelli che sembrano sensori per captare movimenti di altri animali nell’acqua posti nella parte frontale del muso (come nei coccodrilli). A queste caratteristiche si aggiungono altri aspetti interessanti, come il collo lungo che sposterebbe il centro di massa dell’animale in avanti, arti anteriori grossi, arti posteriori e bacino piccoli: rispetto agli altri teropodi, il bacino di questo animale è il 30% più piccolo. Questo adattamento è comune a quello che si osserva negli antenati di quelle che poi sarebbero diventate le balene che tutti conosciamo e permette maggiore facilità di movimento in acqua. In più, in sezione, le ossa risultano molto spesse per un teropode. I ‘piedi’ dell’animale erano lunghi e gli artigli appiattiti. In sostanza, quindi, l’animale aveva degli arti posteriori deboli per la terraferma e una postura che rendeva più semplice usare anche gli arti anteriori mentre passeggiava e nuotava allegramente per l’Africa settentrionale. Insomma, qualcosa come questo:

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Sorprendente.

Ora, non starò a farmi i problemi del tipo Oddio, ma lui ha ucciso il Tirrex nel film, allora era un rammollito! Visto? Il re delle lucertole (sigh!) era il più forte dei dinosauri! Uhm, no. Il fascino resta il medesimo, anzi, forse aumenta. Così come ci furono dinosauri che presero il volo c’erano dinosauri che provarono la via delle acque. E chissà se troveremo forme posteriori rispetto a S. aegyptiacus che ci raccontino di più su quali strade l’evoluzione stesse battendo.

Arrivati ai saluti finali, due cose veloci veloci:

1 – avevo scritto qualche giorno fa che sto davvero dedicando il mio tempo alle tecnologie alimentari e infatti questo breve intermezzo mi è servito da pausa studio – ora torno a studiare, tranquilli!

2 – io sono contro la disinformazione. Assolutamente. Quindi le poche righe che avete letto qui sopra hanno il solo scopo di farvi incuriosire e spingervi a spulciare fonti autorevoli, dove la faccenda viene trattata con minuzia di particolari e, soprattutto, coi termini esatti. Non usate questo le informazioni e la terminologia di questo mio intervento per scrivere i vostri. Spero nessuno lo faccia e se a qualcuno passa per la mente, scordatevelo. Trovate fonti affidabili. Vi consiglio di tenere sotto costante osservazione il blog Theropoda. Ditemi grazie, vi ho indicato un blog in italiano. Un signor blog per gli appassionati di paleontologia. L’autore sta riportando un mucchio, ma proprio un mucchio di informazioni sia su questa scoperta che sulla storia pregressa di S. aegyptiacus compresi diversi articoli, estremamente interessanti, degli anni scorsi nei quali alcuni aspetti confermati dai dati pubblicati 3 giorni fa venivano introdotti – anche se in via ipotetica.

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