Hola, people!
Il 23 giugno postavo il mio ultimo intervento. Poi, il nulla. Ogni tanto, in questi mesi, mi chiedevo se avessi intenzione di continuare a scrivere, così, di tanto in tanto. La realtà è che spesso mi trovo nella condizione di non sapere cosa scrivere. Avrei da scrivere, perché la mia vita è un libro in costante rinnovamento, ma spesso non ritengo la mia vita interessante a tal punto da scrivere un intervento… Questo blog nacque come diario personale, ma sono passati tanti, tanti anni, e io sono cambiato. Anche il blog, necessariamente, deve cambiare. Per cui, continuare a parlare di me mi sembra infantile e noioso.
Al di la di questo aspetto, di questa sorta di ‘crisi’, mi manca la presenza di tempo e connessione internet (assieme). Il lavoro in università prende buona parte della mia giornata, la serata la passo spesso a casa. E a casa mi manca la connessione internet. Sto provando a risparmiare per mettere da parte un po’ di soldi, non si sa mai. I tempi sono duri e internet a casa non è necessario. In compenso, scrocco il wifi dell’università, ma lo faccio per la ricerca. C’è poco tempo da dedicare al blog.
Ecco, in breve, la mia situazione attuale.
Vorrei elencare le tante cose che sono successe in questi mesi di assenza, ma vi annoierei sicuramente.
La novità rilevante, è che sto intraprendendo una battaglia personale per far si che la mia testa si faccia piacere il campo lavorativo che, fortuna permettendo, un domani caratterizzerà la mia professione. Sono un laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari che sogna ancora di diventare un paleontologo. No, dai, diciamo che sogna di poter dedicare la sua vita alle Scienze della Terra. Il fascino è tanto, troppo. Ma quella porta è chiusa a chiave. Il treno è passato.
Da dove ho deciso di iniziare a combattere il bambino che è in me? Dalla lettura. Leggere stimola l’interesse verso uno o più argomenti, giusto? Quindi – in teoria! – basta leggere la roba giusta per suscitare un interesse particolare o anche per interrogarsi su questo o su quello… La mia curiosità è sempre stata alimentata dalla lettura e la lettura a sua volta ha sempre alimentato la curiosità: un sistema che, una volta instauratosi, si è autoalimentato. Quindi ultimamente ho deciso di dedicare le mie attenzioni al settore delle tecnologie alimentari. Come se fossi un semplice appassionato. Avendo la capacità di comprendere i diversi e numerosi aspetti che caratterizzano questo complicato mondo, dove Scienza e Legislazione vanno a braccetto in modo spettrale, mi sono detto che dopo così tanto tempo di studio distaccato era ora di mettersi a lavorare sul serio. E il risultato, primo e modesto segnale, del mio voler cambiare qualcosa, è stato l’inserimento di siti web specifici tra i miei Preferiti di Safari: alla voce Tecn. Alim. è infatti possibile trovare una lista breve di 7 siti web per tenermi aggiornato. Il passo numero due è stato il parziale dirottamento dei miei investimenti culturali dai libri su Biologia, Evoluzione e Scienze della Terra a libri che trattano le Tecnologie Alimentari, gli aspetti ambientali, l’alimentazione e gli aspetti legislativi. Ho acquistato quindi Pane e Bugie di Dario Bressanini. Seguo il blog di questo ricercatore da tempo e acquistare i suoi libri per me è anche un modo di ringraziarlo per così tanta genialità nel presentare, spiegare e semplificare la scienza degli alimenti.

pane-e-bugie_32652

Magari un giorno vi aggiornerò sulle altre letture che ho intrapreso in queste settimane. Non mancheranno ovviamente saggi scientifici da brivido…

Ma… come me la sto vivendo? E’ passato un anno dalla mia entrata ufficiale nel club della società. E’ passato un anno (più 2 mesi quasi) dalla mia fuga dal nido. Come mi sento? Rispetto allo scorso anno ho meno paura di ciò che mi circonda, ma in compenso sono del tutto svuotato di qualsiasi tipo di speranza per il mio futuro: in un anno non sono riuscito a trovare un solo lavoro, a parte quello offerto dall’università come assegnista di ricerca. Insomma, sono ancora sulla stessa mattonella. Uno pensa vabbé, ti sei appena laureato, aspetta un po’ e vedrai che le occasioni si presenteranno. Cavolate. In un anno non è cambiato assolutamente niente. Menomale che appena fuori dall’università avrei sicuramente trovato lavoro (mio padre e le leggende metropolitane). Non mancano momenti di amarezza per il mondo in cui vivo. Potrebbe andar peggio – lo ammetto – ma è una continua lotta per l’esistenza. E questo mi porta a pensare a Darwin, alla Selezione Naturale, all’Evoluzione e di qui alle Scienze Naturali, e via dicendo… oddio, meglio che mi fermi qui.

Tornando seri un attimo: la mancanza di opportunità lavorative all’orizzonte mi obbliga a guardare all’università, ancora una volta: la scelta è definitiva e non posso farci niente. Avrei preferito lavorare in azienda e farmi le ossa in un ambiente lavorativo degno di tale nome, ma il destino non vuole, a quanto pare. Quindi proverò la strada del dottorato di ricerca. Altro studio. Altri anni di disperazione. Altri anni di disprezzo per quegli organismi succhiasoldi che si fanno chiamare professori. C’è un’elevata probabilità che mi facciano tenere anche lezioni.
Io! Professore! Ve lo immaginate? Non sono riuscito a spiegare a mia sorella la teoria degli orbitali atomici anni fa, come faccio con una classe universitaria? Un incubo. Al solo pensiero mi vien voglia di scappare e cercare lavoro altrove. Ci fosse, il lavoro. Avrei l’opportunità alternativa. Il problema è che manca proprio l’alternativa.

Però dai, non tutto è perduto. Fin quando al mio fianco avrò gente che mi supporta e mi comprende (e mi ama, in un caso specifico!), mi sembrerà tutto meno minaccioso, brutto e…pesante!

Annunci