Una delle pochissime cose che tiene unito questo Paese allo sbando è il calcio. Purtroppo. In teoria dovrebbe essere solo il contorno, invece  il calcio è una delle malte più efficaci in Italia. Aveva ragione Churchill. Ebbene, questo 2014 ci presenta il torneo in versione brasiliana. Chi vincerà quest’anno? Nei pronostici non ci prendo mai, ma qualche idea ce l’avrei. A giudicare dal trattamento arbitrale riservato solitamente alle squadre ospitanti, alla capacità di artistico tuffo delle squadre più promettenti, alla buona dose di scena che serve per spingere l’economia di un paese e dagli epiteti che si sprecano a più non posso da un anno a questa parte, direi che il Brasile è il favorito. Per carità, gioca malissimo: è forse il Brasile più scarso di tutti i tempi, ma vincerà. E se non vincerà ci andrà vicino, perché faranno di tutto per farlo vincere. D’altronde Niko Kovac ce lo ha già anticipato nel post partita della partita inaugurale di questo torneo, quando in tutta tranquillità (esteriore, dentro bolliva come una pentola a pressione) ha detto ‘se quello è rigore allora giochiamo a basket […] se questo è il Mondiale, meglio andare a casa subito, non ha senso giocare‘. E come dargli torto? I futuri campioni del mondo hanno espresso scarsa qualità, poche idee, superficialità, arroganza e faccia tosta. Basti guardare quel pesce lesso di Fred ringraziare lui-sa-chi in cielo per il rigore concesso regalato. Lo so che la sportività non è del calcio, però sono episodi che non possono lasciarmi indifferente. A questo aggiungeteci un Neymar spinto da sponsor e pubblicità progresso che cade al minimo soffio con gli arbitri pronti a fischiare fallo e siamo davvero, alla frutta. La FIFA potrebbe ripetere, migliorandola, la farsa del 2002, quando decise che la Corea del Sud, squadrone che ha segnato la Storia del Calcio, doveva vincere il mondiale a suon di gol regolari annullati agli avversari. Questo Brasile non sarà la Corea, ma non è il colore della maglia a fare la differenza.

Ah, ma c’è anche l’Italia! Quasi dimenticavo la nostra Nazionale di Calcio! Ieri sera siamo scesi in campo a Manaus, nello stadio dell’Amazzonia (o qualcosa del genere). Si prospettava un match difficile contro i ‘leoni’ inglesi e così è stato. Sarà sincero, io sono uno di quegli eterni insoddisfatti che preannuncia il disastro ancora prima che la squadra arrivi allo stadio. Se sono così è perché il carattere di questa Nazionale è ambiguo, sempre. Dovrei imparare la lezione una volta per tutte, ma difficilmente avrò buone sensazioni su di un match dopo la figuraccia rimediata 4 anni fa in Sud Africa. Voglio dire: prima della vittoria sofferta di ieri, l’Italia non vinceva in partite ufficiali da quanto? 7 partite? Come fa uno ad essere tranquillo sapendo che si affronta l’Inghilterra? Ok, mi direte, ma l’Inghilterra non è poi chissà quale avversario. Col cavolo, rispondo io. Ieri sera il risultato giusto era il pareggio. E’ arrivata una vittoria, deo gratias. Non la rifiuto, anzi meglio. L’abbiamo buttata dentro due volte, loro una. La matematica è spietata. E il resto? Il gioco mi è dispiaciuto. Vedevo delle passeggiate a dir poco apocalittiche, con Balotelli che ha corso 10 metri e passeggiato per 4 km in 1 ora  (record) e una difesa ballerina che soffriva la velocità degli attaccanti inglesi. Il problema è che mi ostino a pensare alla difesa italiana ancora come se fosse quella corazzata dei tempi che furono fino al 2006, quando in realtà non lo è più. Non c’è più Maldini, Baresi, non ci sono più Nesta e Cannavaro. Sono un ricordo. Ora ci sono Bonucci, Chiellini e Barzagli. Che poi non sarebbero neanche male, ma è il meglio che c’è sulla piazza. Forse rispetto al passato abbiamo maggiore qualità in avanti (Vieri, Inzaghi, Toni e via dicendo… avevano i piedi quadrati, roba che neanche Burgnich, dai) ed è proprio per questo che mi aspetto un gioco meno noioso, con un centrocampo di qualità che accompagni l’attacco e via dicendo. Ma c’è! La qualità in mezzo c’è. Eccome se c’è. Allora qualcuno mi spiega perché ieri sera abbiamo passeggiato per 90′? Qualche dubbio sulle ragioni di questa odiosa flemma mi vennero verso la fine della partita, quando oramai avevamo la quasi certezza che il 2-1 fosse in cassa: ho pensato che Manaus forse non è famosa per la frescura pomeridiana. Balotelli e Prandelli lo hanno ribadito poi nelle interviste. Manaus è un forno umido. Come Piacenza, forse qualcosina in più. E io che vivo a Piacenza vi dico che nessuna squadra verrebbe mai qui a giocare alle 5 del pomeriggio in estate (anche in primavera, oramai): sarebbe un suicidio. Figuriamoci Manaus. Ecco risolto, in parte, il mistero.

Comunque sia, abbiamo vinto. Abbiamo sofferto. Ho insultato Paletta e Balotelli. Mi sono incazzato a bestia contro il gioco lento, macchinoso, noioso e inconcludente, ma abbiamo vinto. Gli inglesi hanno giocato bene e Hodgson ha ragione: meritavano il pareggio. Ma abbiamo vinto e non è una cosa scandalosa. Dopotutto abbiamo dalla nostra un gol salvato sulla linea, un palo e una traversa. Qualcosa vorrà pur dire. Auguro a questa squadra di superare il girone come prima. Per ora non mi sbilancio. Se domiamo il Costa Rica tra 9 giorni e surclassiamo l’Uruguay (che ieri ha giocato veramente male), è fatta. L’obiettivo minimo è raggiunto credo. Insomma, proviamo a vivere questo mondiale come occasione per migliorarci invece di chiudere gli occhi di fronte ai limiti della squadra pretendendo la vittoria a tutti i costi.

No?

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