Sfogliando le pagine di questo blog mi accorgo come io parli fondamentalmente di pochi argomenti, alla mia maniera: libri, cinema e passatempo. Un tempo solevo essere più riflessivo, nonché banale (e la sfilza di errori di costruzione delle frasi nei post passati è lunghissima: scrivevo spesso di getto senza rileggere): parlavo dei miei sentimenti come un libro aperto e sfogavo (ci provavo) le mie angosce e la mia rabbia in poche righe qui, sul blog.

Il tempo cambia le persone, quindi i post taggati ‘Riflessioni’, nei quali trasferivo le mie inquietudini, sono notevolmente diminuiti. Ora, praticamente, parlo solo di cinema e libri.

Visto che di cinema ne ho parlato (ripeto, a modo mio) fin troppo negli ultimi tempi, è meglio parlare di libri. Il 2013, infatti, è stato un anno relativamente ricco di letture. Qui ne citerò due, benché la lista sia leggermente più lunga.

Il primo libro per importanza è The Selfish Gene. La nuova mania di leggere libri in lingua originale mi ha spinto all’acquisto di questo fantastico – seppur un pò vecchiotto – bestseller firmato dal biologo evoluzionista più famoso degli ultimi anni, Richard Dawkins. Mi sono avvicinato al materiale su questo scienziato quasi per caso, una volta, su Facebook. Dawkins è famoso per le sue dichiarazioni piuttosto estremiste di stampo ateo. Ebbene, conosco un quasi-equivalente ateo italiano e devo ammettere che fino a pochi anni fa le bordate contro la religione mi infastidivano in modo insopportabile. L’atteggiamento di queste persone – scienziati, nella maggiorparte dei casi – è sempre aggressivo e al limite dell’offensivo, purtroppo. Le ragioni di questa posizione così rigida non le ho ancora capite, anche se sospetto fortemente derivino dalla posizione, altrettanto rigida, di chi sta dall’altra parte della trincea, ossia dei credenti. Al di la di questo, se fino a qualche anno fa claim di stampo ateo mi infastidivano per la mancanza di rispetto, oggi espressioni di questo tipo mi sono indifferenti e, in molti casi, mi trovano d’accordo. The Selfish Gene va visto sotto l’ottica atea, altrimenti si può trovare quasi assurdo il continuo dare spiegazioni su eventi che ci piace pensare ideati dal Creatore. Il libro lascia a bocca aperta, se si è alle prime armi con i concetti inerenti l’evoluzione, e fa sorgere interrogativi che vanno al di la delle pagine del libro stesso. In poche parole, può mettere in crisi anche il credente (più convinto) che è disposto a dedicare del tempo ad una lettura razionale di alcuni aspetti che riguardano il mondo dei viventi. E’ inutile fuggire dalla verità. Chi divulga libri scientifici, come in questo caso, lo fa per amore della verità, anche se ciò comporta stravolgere l’immaginario collettivo riguardante la più intima sfera persona della gente. Quello che ai nostri occhi sembra un sacrificio (cancellare tradizioni, credenze, certezze mai dimostrate, fedi religiose) in realtà è un (enorme) passo in avanti e può aiutarci a guadagnare consapevolezza nel mondo che ci circonda. The Selfish Gene, per me, è uno dei libri più importanti degli ultimi decenni e consiglio a tutti la lettura di questa fantastica opera.

Sulla scia del tempo libero che nel periodo post-laurea ha allietato le mie giornate, comprai a giugno un altro saggio scientifico, Oxygen, di Nick Lane. Ciò che di questo titolo mi attirò per la prima volta fu l’immagine in copertina:

400000000000000886127_s4

L’immagine di enormi insetti nelle immense foreste del Carbonifero mi ha affascinato sin da quando ero un marmocchio alle prese con la mia prima enciclopedia. Vista la copertina di questo libro decisi all’istante di acquistarlo. Il contenuto fu straordinariamente interessante, soprattutto nella prima metà. Lane rivoluziona le conoscenze dell’evoluzione delle prime forme di vita, della complessità della vita, del sesso, dell’invecchiamento e delle malattie ereditarie con una serie di straordinarie osservazioni sull’Ossigeno. L’argomento merita il dovuto approfondimento e forse in futuro dirò qualcosa in più. Non avevo mai pensato all’Ossigeno in questo modo. Certo, ammettiamo che senza Ossigeno non possiamo respirare, ma ad un livello più profondo è anche vero che questo gas da origine ad una serie di composti altamente reattivi che sono pericolosissimi per le cellule. Quando ero piccolo leggevo ovunque affermazioni del tipo ‘la vita aerobia si sviluppò sicuramente dopo la vita anaerobia, perché l’atmosfera del Pianeta era povera, se non del tutto priva, di Ossigeno, prima della comparsa dei cianobatteri e delle specie fotosintetizzanti’. Ebbene, potrebbe non essere così. Anzi: il Last Universal Common Ancestor (LUCA), ossia la specie microbica che, si ipotizza, è l’antenato di tutte le specie oggi viventi, potrebbe aver sviluppato sistemi (leggasi proteine) per la respirazione dell’Ossigeno anche… in assenza di Ossigeno, o in condizioni di anossia spinta. Questa è solo una delle tante conclusioni spettacolari a cui Lane giunge nel suo libro. In conclusione, Oxygen è un meraviglioso saggio comprensibile anche a coloro i quali non hanno una conoscenza approfondita della biochimica e della biologia. Il suo grande vantaggio è l’appassionata e appassionante esposizione di evidenze scientifiche in gran quantità, che punta in una direzione diversa da quella comunemente conosciuta: l’Ossigeno come principale vettore dell’evoluzione della vita così come la conosciamo.

That’s all, folk. Come dicevo prima, questi due libri meritano approfondimenti decenti, ma questo magari sarà l’oggetto di un post futuro, impegni permettendo.

Mi sento, comunque, di consigliare l’acquisto di questi due saggi scientifici, se non altro per aprire una finestra sul lavoro di autori che sugli scaffali delle librerie italiane hanno poco – o nessuno – spazio.

Buona lettura!

Annunci