Di fronte all’ennesima prova di quanto il Natale sia vissuto in modo superficiale dal sottoscritto, sono giunto ad una conclusione: il Natale è magico solo quando si è piccoli.

Un adulto non può trovare magico il Natale. Ergo, l’atmosfera di particolare ‘romanticismo’, che è il frutto delle aspettative in merito ai regali e alle serate passate davanti al camino in compagnia dei cugini a giocare a tombola senza il pensiero di avere compiti da fare per la giornata successiva, non può essere sentita da chi lavora e non ha aspettative da regalo sotto l’albero e pomeriggi passati a giocare coi cugini.

Nel mio caso, ad esempio, il regalo di Natale è un regalo in più a quelli che – grazie a Dio – di tanto in tanto posso farmi o che ricevo, mentre il pensiero di un periodo di vacanze lontano dalle preoccupazioni non esiste più, grazie alla situazione di incertezza che aleggia sulle teste di tutti noi in questi periodi di crisi. Quanto ai cugini, oramai la famiglia si è allargata e, se questo dev’essere una cosa bella, essa non è tuttavia un miglioramento dei rapporti tra me e i famigliari più stretti. Ahimé, è andata così e non ci posso fare niente.

Una volta il Natale era magico, lo sentivo addirittura nell’aria. Ora è un giorno come altri, scivola via senza particolari momenti da ricordare. A questo, poi, si aggiunge il clima pazzo. Qui dove vivo io, il giorno di Natale era soleggiato e relativamente caldo. Non proprio il clima invernale che ci si aspetta dal 25 dicembre.

Non so, il Natale ha perso tutta la meraviglia che aveva una volta. Neanche le grandi mangiate in famiglia sono più così straordinarie.

Non è un mistero quindi, il fatto che il Natale passi senza che io ne riservi particolari ricordi e che ogni Natale mi sembri uguale e desolante quanto il precedente…

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