Come ti gli appassionati di Calcio sanno, il 5 maggio di questo 2013 dal tempo metereologico impazzito (del tutto!) la Juventus è diventata campione d’Italia per la… esima volta. Non si capisce ancora se è la 29°, la 30° o la 31° volta.

La giusta provocazione di un tifoso interista: 'Tanto qui ognuno fa quel c***o che gli pare!'
La giusta provocazione di un tifoso interista: ‘Tanto qui ognuno fa quel c***o che gli pare!’

A dire il vero mi aspettavo più caos, urla, trombe, canzonette da gita delle scuole medie, gente per strada, cori da stadio, prese in giro agli sfigati arrivati dal secondo posto in giù in classifica e via dicendo… in realtà non ho assistito a niente di tutto ciò. Io parlo del luogo dove vivo, eh. A Torino ovviamente si è festeggiato come sempre e chissà per quanto, ma li posso capire che oltre al tifo c’è anche l’orgoglio cittadino. Forse qui non si è festeggiato perché il risultato era scontato, era solo una questione di punti mancanti ma che erano già virtualmente in cassaforte. Boh. Oppure è il fatto che vincere un campionato così noioso oramai non fa più notizia. Oppure, ancora, è il fatto che vincere un campionato composto da squadre così inferiori alle controparti europee oramai ha perso totalmente di valore. Come i risultati in coppa dimostrano, continuiamo a perdere punti di anno in anno. Tra un pò scendiamo sotto la Romania nel ranking.

La crisi del calcio italiano è prima di tutto ‘intellettuale’ e poi economica. E’ sbagliato l’approccio delle società, è sbagliato puntare sui cavalli vecchi e affamati e stranieri. Si punta poco sui giovani, che sono il futuro. Si limita la crescita, si tagliano le gambe alle potenzialità dei futuri Totti, Nesta, Maldini, Del Piero, Albertini, De Rossi, Buffon. Si preferisce puntare sui ronzini che una volta erano cavalli da tiro. Spremerli fino all’ultima goccia per poi guardarsi intorno, disperati, cercando di trovare qualche anima pia capace di sostituire l’indimenticabile ‘eroe di vattelapesca’. Oramai ci sono eroi per ogni santa bella partita giocata da una squadra italiana, che sia nazionale o club: ci sono gli eroi di Berlino, quelli di Istanbul, quelli di Addis Abeba, di Pechino, di Puket… Sempre col lo sguardo volto al passato. Gli interisti continuano a condividere su Facebook i video del triplete di sette milioni di anni fa, della partita contro il Barcellona, della vittoria della Coppa del Nonno e di uno scudetto senza rivali, i milanisti sognano di avere in squadra di nuovo Kaka o un altro mangiasoldi pagato per dare spettacolo e pochi risultati come Ronaldinho, magari acciaccato dall’età – chi se ne importa, l’importante è che faccia salire il numero di tesserati – mentre gli juventini si cullano nell’illusione di essere grande squadra dopo aver battuto con un sonoro 3-0 il… Celtic, mentre ora sono seduti su una pila di scudetti che una volta poteva avere un certo valore ma che oggi…

Mio Dio, quanto siamo caduti in basso…

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