Ed eccoci qui, finalmente. Dopo tutti questi giorni di silenzio torno a scrivere qualcosa. Il fatto è che ho avuto un bel pò di cose da sistemare, tra le quali la faccenda ‘laurea magistrale’, e… a dirla tutta, sono stato un pò pigro in questo periodo: ho preferito leggere, piuttosto che scrivere.

L’altra sera mi sono concesso un piccolo piacere che attendevo da un bel pò, Iron Man 3. Il parere che segue contiene un pò di spoiler. Il film, in generale, mi è piaciuto. Non posso non riportare che il trailer è alquanto ingannevole e se qualcuno si aspetta(va) un film più tragico-epico-drammatico dei precedenti si sbaglia(va). Iron Man 3 non rinuncia allo humor, anzi, forse ne presenta di più rispetto agli altri film. Questo tuttavia non è un difetto anche se dal trailer si evince qualcosa di diverso.

La storia. Uhm, non sono un esperto, non sono uno sceneggiatore, ma non ho notato buchi di sceneggiatura (che sicuramente ci sono, eh!). Il fatto che non li abbia notati però è ottimo, vuol dire che, se sono stato attento a sufficienza, il film si regge bene sulle sue gambe. Ho trovato la prima metà del film leggermente migliore della seconda per una motivazione ben particolare, ossia la rivelazione sul cattivo. Nella seconda metà del film infatti il protagonista vede ciò che neanche lo spettatore si sarebbe mai immaginato. Va lodato il coraggio del regista e degli sceneggiatori in questo caso, ma il primo impatto che ho avuto è stato estremamente negativo. Leggendo quanto si dice in giro questa coraggiosa scelta si stacca da quanto riportato nei fumetti e questo dovrebbe essere visto come novità: ci può stare, però mi piacerebbe capire se c’erano modi diversi di trattare la questione, magari delle vie meno assurde, ecco. Il resto, ossia tutto ciò che non ha a che fare con questo colpo di scena, l’ho trovato godibile: il parallelismo tra questo cattivo – il Mandarino – e Bin Laden e la generica realtà del terrorismo è diretto e funziona bene a mio parere. La sorpresa ha però anche un lato positivo: rende il piano del malvagio un tantino meno scontato. Il finale è stata un’altra cosa che mi ha spiazzato un pò, ma mi sono ricreduto questa mattina, quindi tutto sommato l’ho digerito. Non è niente di male eh, è solo un altro caso di sorpresa che non mi sarei assolutamente aspettato e che invece… Fa molto discutere invece l’aspetto principale riguardo al protagonista, che è la cosa che più ho apprezzato in tutto il film. Prima di tutto gli strascichi degli eventi visti in The Avengers su una personalità come quella di Tony Stark. E in secondo luogo il suo cambiamento, che emerge defitivamente alla fine del film. Gli eventi di New York sono stati un trauma per una personalità come quella di Tony e lo sono stati perché gli hanno mostrato all’improvviso che il mondo può essere esposto a delle minacce che sono largamente al di la delle sue capacità di protezione. In Iron Man 2 Tony si vantava di aver ‘privatizzato la pace’ nel mondo, ma l’invasione aliena e il manifestarsi di personaggi come Thor e Loki lo hanno colpito più profondamente di quanto si possa pensare. Gli attacchi di panico che lo colpiscono in questo film sono una conseguenza diretta di una sorta di complesso di inferiorità indotto da quanto visto e vissuto, misto al terrore di non riuscire a respingere una minaccia di quel tipo, nel caso si fosse manifestata ancora una volta – o sotto forme diverse. Immerso nel suo mondo, Tony ha sempre pensato di essere the man, il numero 1, o di potersi guadagnare la posizione numero 1 in qualsiasi caso. Il lavoro di squadra in The Avengers, però, gli ha dimostrato che, non fosse stato per l’aiuto di altri, lui sarebbe stato spazzato via assieme a tutto a tutto il resto del mondo. E’ questo che, in poche parole, Tony cerca di dire a Pepper nei primi minuti del film. E’ come se all’improvviso si sentisse mancare il terreno sotto i piedi, come se tutte le convinzioni che si erano dimostrate reali negli anni si fossero trasformate, all’improvviso, in mere illusioni. L’esercito di armature che realizza in modo ossessivo sono un lampante segnale dell’insicurezza del protagonista. Il problema è che questo aspetto interessantissimo non viene approfondito nel film. L’idea è geniale, ancora una volta, ma è sfruttata pochissimo e resa maluccio. Peccato.

Alla fine ci troviamo con un personaggio totalmente diverso, maturo, forse, per la prima volta. Le difficoltà incontrate in questo episodio sono di gran lunga più pericolose di quelle incontrate prima – invasione aliena a parte forse.

Non conoscendo il fumetto non posso parlare più di tanto. Il solo consiglio che posso fare è guardatelo. Se avete paura di restare delusi, tranquilli: il cambio di regia si sente, è vero, ma in positivo. Gli scontri sono ben congegnati, si vede qualcosa di nuovo rispetto ai precedenti film. L’eroe viene messo in difficoltà e per buona parte della pellicola è costretto a fare a meno della sua preziosissima tecnologia. Lo spettacolo, poi, è assicurato. Il film inoltre è, secondo il mio parere, ben bilanciato per quanto riguarda l’azione, disseminata qui e la. Alcune sequenze sono mozzafiato – quella dell’attacco a Malibu sopra tutte, ma anche il salvataggio dall’aereo. E, finalmente, il finale è un tantino più lungo del solito. Più che soddisfacente, insomma.

P.S.: l’armatura che sarà la protagonista di questo film è un prototipo. Tenete presente questo. Eviterete di farvi un mucchio di domande inutili. Per quanto mi riguarda è stato rispettato un certo livello di credibilità riguardo alle ‘performance’ delle armature, anche se in rete molti si lamentano…

 

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