Qualcuno storcerà il naso di fronte a quello che sto per scrivere. Ci tengo quindi a precisare che questo è il mio personale punto di vista: non sono un regista, non sono scrittore, seguo semplicemente il mio gusto personale…

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La notizia della meteora russa di qualche giorno fa ha risvegliato quello stupore che avevo da bambino di fronte agli eventi naturali estremi, dai tornado alle alluvioni, dai terremoti alla caduta di asteroidi. Immediatamente ho pensato a due film catastrofici che nel 1998 sbancarono (chi più, chi meno) il botteghino, vale a dire Deep Impact e Armageddon. Ho accennato altre volte a questi due film visto che uscirono in un lasso di tempo relativamente breve. Praticamente, avevano la stessa trama: Quando una meteora gigantesca minaccia la vita sul nostro pianeta, un’operazione di salvataggio internazionale, guidata dagli Stati Uniti d’America, cerca di deviare la meteora dalla sua traiettoria facendola esplodere dall’interno con una bomba atomica. 

Se ci pensate bene, sono due storie identiche. E’ scendendo nei particolari che si possono trovare le vere differenze. Partiamo da Deep Impact:

Un giovane ragazzo di nome Leo Biederman scopre per caso una strana cometa nei cieli d’America. Un anno dopo una reporter in cerca dell’occasione della sua vita, Jenny Lerner, indaga sulle dimissioni di un Consigliere del Presidente degli Stati Uniti, risalendo così ad un piano nazionale di proporzioni gigantesche per la salvaguardia della popolazione. Jenny approfitta subito dello scoop e riesce a diventare anchor(wo)man della rete NSNBC, mentre il presidente degli Stati Uniti (Morgan Freeman) annuncia al mondo della minaccia imminente e della missione spaziale organizzata dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei: uno Shuttle particolare, denominato Messiah, col compito di raggiunge la cometa, depositerà la bomba ad una profondità sufficiente e la deflagrazione distruggerà la cometa. Una volta cancellata la minaccia, tutti alla Casa Bianca: tarallucci e vino. Peccato però che le cose non vadano come programmato e un pezzo della cometa cada a poche miglia dalla costa americana nell’Oceano Atlantico, spazzando via metropoli, gente, cani, gatti e chi più ne ha più ne metta…

Ci si aspetta per Armageddon la stessa trama…

Durante una missione spaziale in orbita intorno alla Terra lo Space Shuttle esplode, bombardato da una pioggia di piccole meteore; immediatamente dopo dalla Finlandia fino alle coste orientali degli Stati Uniti una serie di meteore entra nell’atmosfera, seminando panico e distruzione. La NASA indirizza Hubble nella direzione da cui provenivano i frammenti e trova un mostro grande come il Texas, che si dirige a tutta birra verso la Terra. In 18 giorni potrebbe cancellare qualsiasi forma di vita, anche quella batterica. La NASA avvia subito un piano di emergenza, preparando l’addestramento di due squadre di trivellatori da spedire sulla meteora per bucarla e farla saltare dall’interno, con una bomba atomica. Peccato che le cose, anche qui, non vadano per il verso giusto e la passeggiata spaziale, tra complicazioni e incidenti imprevisti, rischia di risolversi con un nulla di fatto…

Ora, dopo aver approfondito un pò la trama, qualche differenza strutturale inizia a venire fuori. Ma ci sono differenze ben più visibili quando si approfondisce un pò di più il discorso. In Deep Impact siamo divisi tra tanti protagonisti. C’è la giornalista egoista che ha una madre in fin di vita e un padre con cui non parla da diversi anni, c’è il ragazzino che ha scoperto la cometa che pensa solo alla sua fidanzata, ci sono i genitori dei due ragazzini, amici e vicini di casa da tanti anni, c’è il team americano che parte con lo shuttle assieme ad un esperto russo in armi nucleari e c’è il Presidente degli Stati Uniti. I personaggi non sono troppi (Armageddon per dire ne ha molti di più), ma il problema è che sono separati tra di loro. Ci sono almeno 3 linee narrative diverse che si intrecciano parzialmente tra di loro. Il chiaro obiettivo di regista e sceneggiatori era sicuramente quello di mettere sullo schermo un blockbuster… serio, in cui i personaggi non fossero delle macchiette. Il problema è che anche se macchiette vere e proprie non ce ne sono, tutti i personaggi sono a malapena mediocri e questo raffredda un pò gli entusiasmi una volta usciti dalla sala (io sono andato al cinema con i miei genitori e di tutto il film l’unica cosa che mi era rimasta impressa per davvero erano gli ultimi 15 minuti). Insomma, non ci si affeziona a nessuno dei personaggi di Deep Impact e questo non fa che far aumentare la voglia di vedere in azione la meteora. E’ come se in un film drammatico ci avessero infilato un finale fantascientifico. In aggiunta, durante tutto Deep Impact non abbiamo un crescere della tensione. Gli eventi scorrono senza lasciare il segno. Non abbiamo nessuna catastrofe in scala minore che preannuncia quella vera che si verificherà alla fine del film. Quindi per quasi un’ora e mezzo ci troviamo nel groviglio dei drammi familiari e delle pressioni lavorative della giornalista egoista, oppure facciamo compagnia allo scopritore della meteora e alla sua famiglia. Un pò di azione ce la regala l’intermezzo della trivellazione sulla cometa, ma per il resto non si ha un minimo di tensione in ciò che succede e non bastano le espressioni sbalordite del sempre bravo Morgan Freeman a farci temere per la fine del mondo. Insomma, non doveva essere un pugno nello stomaco, ma perlomeno Deep Impact poteva avere un maggiore… impatto, ecco. Così non è.

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In Armageddon, invece, abbiamo quasi l’opposto. L’approccio è totalmente diverso. Anche in questo caso abbiamo una valanga di protagonisti: il capo della NASA Harry Truman e il capo della Difesa degli Stati Uniti, il Generale Kimsey, i due piloti della NASA di cui mi sfugge il nome, e tutto lo squadrone di trivellatori chiamati nell’impresa: Harry Stamper, A.J., Chick Chapple, Rockhoud, Bear, Max, Oscar, Noonan. C’è poi la figlia di Harry, Grance Stamper e tutti gli operatori NASA di Huston che, vuoi o non vuoi, hanno più di qualche battuta durante il film. Ah, dimenticavo il cosmonauta russo, raccolto in extremis dalla MIR.

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La differenza rispetto a Deep Impact è che in Armageddon seguiamo i protagonisti, invece di vedere una trama affaccendata tra 3-4 gruppi. Quando i due Shuttle partono per la missione noi li seguiamo e finiamo nello spazio quasi  full time; in Deep Impact, invece, saltiamo dallo spazio alla sede della NSNBC dove la giornalista egoista raggiunge l’apice della sua carriera; e una volta che la missione fallisce, ci dimentichiamo di loro per una buona ventina di minuti (poveri cristi). Per carità, anche in Armageddon continuiamo a saltare dallo spazio a Huston dove il direttore della NASA, Grace, Kimsey e tutti gli operatori lavorano febbrilmente per evitare la catastrofe, ma il grosso del film, la scena, è tutta per Harry Stamper e per i suoi uomini: quello che è di più è indirizzato verso la missione e non ci distrae con trame secondarie. Seguire le avventure di questo nutrito gruppo di personaggi, per quanto macchiettistici, finisce col farci simpatizzare per ognuno di loro. Il film infatti spinge molto sul binario dell’ironia e della comicità, condotta un pò da tutti i personaggi. E’ un blockbuster e fa bene il suo lavoro: intrattenere. Dopo la prima pioggia di meteore, altri frammenti, sempre più grandi, raggiungono il pianeta, spazzando via intere città. L’asteroide si avvicina e la tensione monta minuto dopo minuto. La situazione peggiora sempre più man mano che ci si avvicina al finale. E nonostante non sia un film che si fa prendere sul serio, finiamo col tenerci ai personaggi, per quanto stupidi possano essere. Paradossalmente Armageddon riesce – forse senza volerlo – nell’intento che ha perseguito – senza ottenerlo – Deep Impact: farci affezionare ai protagonisti. Non nascondo che durante il finale, la prima volta che vidi il film con attenzione, ero sul punto di piangere, ma non perché è una storia toccante: semplicemente perché Armageddon racconta di un sacrificio eroico. E’ poco, non è una novità ma – ehi! – stiamo parlando di un disaster movie girato per vendere pop-corn e Coca-Cola. Se volete altro, c’è sempre il cinema impegnato.

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Come dicevo prima, la trama può sembrare la stessa, ma c’è un abisso di differenza tra i due film. Ho visto Armageddon tantissime volte, sicuramente più volte di Deep Impact e lo giudico, tutto sommato un film superiore. Ha musiche meno anonime, un’atmosfera più coinvolgente, dei personaggi sicuramente più umani – ma al tempo stesso più strampalati – di quelli di Deep Impact: non c’è paragone, tra il russo di questo film e il colonnello Andropov di Armageddon, così come non c’è un Rockhound ad animare la scena in Deep ImpactArmageddon ha molta più azione, è carico di tensione. Sfoggia bellamente strafalcioni scientifici (questo è valido anche per Deep Impact), ma lo fa a vantaggio dello spettacolo. E nonostante le situazioni assurde che vediamo in Armageddon (ce ne sono a bizeffe, dalla mitragliatrice installata sull’Armadillo, agli occhiali da sole di Rockhound, all’utilità dello stesso Rockhound, ai cliché tipici di questi film…la lista è veramente molto lunga) ci sono momenti di vera tensione, come il confronto tra Harry e il colonnello Sharp, la caduta dell’Indipendence e la detonazione finale.

Verdetto finale, personalissimo: Armageddon batte (alla grande) Deep Impact, in quanto funzionale, quanto basta. Ritengo che il successo ottenuto al botteghino sia meritato sotto questo profilo. Detto questo, sapendo che molti di voi odiano Michael Bay e i suoi film, potete anche insultarmi nei commenti qui sotto…

Vi lascio con la spettacolare sequenza iniziale del vincitore di questa sorta di confronto. Sempre che non l’abbiate già vista…

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