Quante volte, di fronte alle meraviglie digitali del cinema americano, abbiamo spalancato occhi e bocche, gli anni passati? Tante. Dai primi anni ’90 in poi è stato un continuo ‘mamma mia, come fanno!’. Chi è curioso poi è andato a sbirciare nei contenuti speciali dei DVD e si è rovinato tutto. Hollywood dopotutto, non è magia nel vero senso della parola: è illusione, è inganno. Gli artisti che lavorano nel campo degli effetti visivi non sono maghi, ma prestigiatori. Prestigiatori professionisti.

La dimostrazione di quanto dico è riportata in modo evidente nel video qui sotto, dove gli artisti della Weta Digital ricreano in modo sorprendente personaggi, ambienti, scene d’azione della Terra di Mezzo usando la loro fantasia e la potenza della computer grafica.

E’ indubbio che la quantità di scene digitali per Lo Hobbit – An Unexpected Journey sia di gran lunga maggiore di quelle presenti in The Lord of the Rings – The Fellowship of the Ring: penso che su questo concordino tutti. Ciò che io personalmente oramai non provo più è quella sensazione di meraviglia che invece provavo fino a qualche anno fa di fronte ai blockbuster carichi di computer grafica. Non è più la ripresa digitale in se a meravigliarmi, perché sono abituato a tutto; è lo spirito della ripresa, lo stile, le emozioni che suscita a destare meraviglia. Penso che dopo tutte le riprese digitali viste in questi decenni l’attenzione si debba per forza spostarsi verso un tipo di critica prettamente cinematografica e non più tecnica.

Detto questo, comunque, il lavoro della Weta Digital resta d’eccellenza anche in questo film, soprattutto quando si parla dell’animazione per Gollum. Forse qualche caduta la si può facilmente individuare nella scena dell’inseguimento di Radagast e in molti si chiedono come mai una resa così scadente. Per il resto, però, credo che il lavoro sia sopraffino.

Peccato che non vincerà l’Oscar.

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