Eccola li, la fatidica domanda. Prima o poi doveva tornare a tormentare i miei pensieri, la mia esistenza. Ci sono periodi della vita di una persona in cui è inevitabile fermarsi a pensare a quanto ci circonda; se c’è uno scopo in quello che facciamo, se siamo veramente il frutto della creazione di un essere superiore, di un Creatore intelligente. In passato, ogni volta che affrontavo, tra me e me, l’argomento, ne uscivo confuso, ferito… in qualche modo scosso, come se tutto diventasse all’improvviso incerto e imprevedibile. 

In questi giorni, ancora, ritorna, più prepotente di prima, quella voglia di prendere di petto la questione, per trovare la mia risposta. Il risultato mi sembra scontato, so già come andrà a finire. In fondo, ho già preso una posizione. Se mi accingo ad intraprendere questa lunga ‘indagine’ è solo per mettere davanti ai miei occhi l’evidenza, per fare in modo che il mio cervello liberi la mia mente da tutti i dubbi e le riserve…

Sarò sincero con me stesso, non cambierò ciò che sono. La fondamentale prerogativa di un indagatore è quella di essere capace di non farsi trasportare da quello che scopre. Tutte le implicazioni di questa mia ‘avventura’ avranno solo ed esclusivamente valenza ideologica, non intaccherò il mio modo di vedere il rapporto con gli altri e col diverso. 

Poiché ritengo che sia da stupidi sorvolare su determinate questioni, quindi, sento che in questo periodo della mia vita più che mai, indagare su questi aspetti potrebbe portarmi ad amare la vita ancora di più di quanto non faccia. 

E chissà che questo non abbia su di me conseguenze positive.

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