L’ho aspettato per tanto tempo e finalmente, in questi giorni, ci ho giocato: Jurassic Park: The Game ha fatto parlare male di se all’epoca del rilascio, nonostante le preview fossero incoraggianti. Finalmente un gioco con una grafica decente che prometteva di essere interessante dal punto di vista della giocabilità, oltre che un interessante ‘approfondimento’ sull’incredibile apparato InGen su Isla Nublar. La mia curiosità era, per dire, più sul lato ‘info’ che su quello ‘game’, visto che da secoli oramai cerco in tutti i modi di descrivere Isla Nublar geograficamente in modo più preciso possibile. Ebbene. questo titolo non delude se state cercando di osservare l’isola diversamente rispetto a Spielberg, ma delude totalmente se volete passare delle ore con un videogioco nel senso più basilare del termine.

Possiamo chiamare Jurassic Park: The Game un film interattivo. Un titolo giusto, ma meno allettante, sarebbe stato Jurassic Park: the Interactive Movie per l’appunto e nessuno avrebbe avuto niente da criticare. Ci troviamo infatti di fronte ad una storia apparentemente diramata – dando al giocatore l’illusione di poter scegliere una strada narrativa piuttosto che un’altra – ma che in realtà non lo è per niente. I dialoghi tra i personaggi, interessanti e anche piuttosto articolati, sono buoni, ma la storia è lineare e segue un plot prevedibile sin dall’inizio. Tizio e caio muoiono senza possibilità di scelta. A questo grande handicap si aggiunge la scelta di trasporre questa storia chiamando in causa il giocatore sin troppe poche volte. In pratica è più il tempo passato a guardare scenari o a seguire dialoghi che quello passato ad agire coi personaggi. Particolarmente difficile, poi, interagire attivamente durante le scene concitate che chiedono l’intervento del giocatore. In un lasso di tempo troppo breve ci viene chiesto di cliccare una serie di tasti in modo scomodo e non intuitivo, rendendo alcuni passaggi persino ardui da superare.

Un plauso, invece, va all’idea di metter su un intrattenimento interattivo che permette di incrociare alla perfezione gli eventi del film con quelli del gioco. Anche se non vediamo Grant e la combriccola di visitatori, ne possiamo immaginare l’esistenza grazie a poche, ma ben piazzate citazioni e riferimenti. Il gioco si sviluppa in 4 episodi, una vera e propria mini serie su Jurassic Park, con inizio e spettacolare finale che spezza il plot in ‘punti strategici’ lasciando in sospeso la narrazione, come se fossimo in una serie tv. Il plot, seppur prevedibile, presenta riferimenti al passato dei personaggi, tutt’altro che banali e si snoda con bei colpi di scena. Oltre a risultare plausibile nell’universo creato da Spielberg, il plot riesce anche nella sua lentezza ad essere appassionante. E’ chiaramente un titolo realizzato da fan per i fan e questo va a vantaggio della realizzazione scenografica e dell’attinenza al titolo originale. In questo, Jurassic Park: The Game riesce alla perfezione, ossia riesce con successo a tuffare il giocatore nelle ambientazioni e nel clima del film. I più nostalgici e curiosi troveranno in questo gioco interessanti informazioni che gli sviluppatori Telltale hanno inserito di proposito.

Non mi soffermo sulla scelta di rappresentare gli animali nello stesso identico modo mostrato nel film (sono ragioni puramente estetiche e di continuity che non possono trovarmi in disaccordo), ma c’è da ammettere che la grafica non è male come si diceva in giro e che sotto questo punto di vista il gioco se la cava egregiamente.

Poteva essere l’occasione per realizzare finalmente qualcosa di straordinario su Jurassic Park, visto che i precedenti Trespasser e Jurassic Park: Operation Genesis non sono stati dei gran titoloni (il primo sopratutto, purtroppo), ma così non è stato. Ritengo comunque che per gli appassionati questo sia un titolo da provare assolutamente, al di la dei difetti e dei limiti che riporta…

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