L’argomento ogni tanto spunta fuori sui forum e coloro che purtroppo non hanno pazienza o peggio, interesse, nello ‘studio’ o anche nella semplice lettura delle opere di Tolkien spesso si trovano a chiedere come mai ne Il Signore degli Anelli non si sono limitati a spedire le Aquile a Mordor per lanciare l’anello direttamente nelle fiamme di Monte Fato? Bisogna darne atto: la domanda è lecita. Una soluzione di questo tipo sarebbe stata furba, veloce e indolore (soprattutto per il Portatore dell’Anello), come mostra questo simpatico video:

Tranquilli, cari fan della Terra di Mezzo. Un’opzione del genere sarebbe stata impossibile da attuare, ma il perché non è spiegabile se partiamo dal materiale presentato da Jackson nella sua opera cinematografica. In The Fellowship of the Ring Gandalf, prigioniero ad Orthanc, chiede aiuto alle Aquile tramite una falena e nella celebre scena con Saruman fugge dalla prigionia tra le ali di Gwaihir. Ancora, in The Return of the King, le Aquile intervengono durante la battaglia di fronte al Morannor, vedendosela coi destrieri alati dei Nazgul e salvando, ancora una volta, la pellaccia dello stregone. Infine, compaiono per prelevare Frodo e Sam dai crinali del Monte Fato. In The Hobbit – An Unexpected Journey falena e Aquile compaiono per aiutare Gandalf ad uscire da una bruttissima situazione. Anche in quest’ultimo caso, come in The Fellowship of the Ring Gandalf comunica con una falena per chiedere aiuto.

Quindi, sostanzialmente, perché Gandalf non ha chiamato la falena appena partiti da Rivendell con Frodo? Ci saremmo risparmiati 10 ore di film per distruggere un dannatissimo anello! Per non parlare dell’apparentemente ‘ridicola’ scelta delle aquile di lasciare i Nani con Bilbo e Gandalf a poca distanza da Erebor alla fine di The Hobbit – An Unexpected Journey.

La ragione sta nell’autore, non nelle scelte del regista. Nella lettera #210, Tolkien scriveva:

The Eagles are a dangerous ‘machine’. I have used them sparingly, and that is the absolute limit of their credibility or usefulness.The alighting of a Great Eagle of the Misty Mountains in the Shire is absurd; it also makes the later capture of G. by Saruman incredible, and spoils the account of his escape.’

Ancora, criticando aspramente la sceneggiatura di Zimmerman per The Lord of the Rings, sempre nella lettera #210 afferma:

[At the bottom of the page,] the Eagles are again introduced. I feel this to be a wholly unacceptable tampering with the tale. ‘Nine Walkers’ and they immediately go up in the air! The intrusion achieves nothing but incredibility, and the staling of the device of the Eagles when at last they are really needed. It is well within the powers of pictures to suggest, relatively briefly, a long and arduous journey, in secrecy, on foot, with the three ominous mountains getting nearer.

Si capisce come per Tolkien l’importanza del ruolo delle Aquile fosse centrale. Le Aquile che abitavano sulle cime dei Crissaegrim, i Monti Cerchianti della piana di Tumladen al centro della quale sorgeva la bella città di Gondolin, ad esempio, non intervenivano se non per diretta intercessione di Manwe. Non erano una potenza al servizio di Uomini ed Elfi, pronte ad intervenire quando c’era necessità. Nella Terra di Mezzo della Terza Era le Aquile delle Montagne Nebbiose sono altrettanto indipendenti dal destino delle genti della Terra di Mezzo, molto meno interessate a cosa succede ‘laggiù’ di quanto non lo siano gli Ent, per dire. Il loro coinvolgimento ha motivazioni ben precise e delinea tutt’altra cosa rispetto al quasi Deus Ex Machina di Peter Jackson. Per The Hobbit – There and Back Again Tolkien inserì le Aquile dipingendo il loro intervento tra le fila del caso: Gandalf e i Nani erano finiti in un territorio a ridosso delle Montagne Nebbiose e li erano stati circondati da Orchi e Mannari. Sulle lontanissime cime dei monti, dai loro nidi, le Aquile dalla vista acuta sentivano e vedevano tutto. Fu solo per un vecchio episodio di favore di Gandalf nei confronti del Signore delle Aquile che costui decise di intervenire in aiuto della Compagnia.

Eagle's Eyrie

Gwaihir, l’Aquila che ne Il Signore degli Anelli salva Gandalf da Orthanc, che lo preleva da Zirak-zigil dopo il duello mortale con il Balrog di Morgoth e che lo trasporta sulle pendici di Monte Fato per recuperare Frodo dopo essere intervenuto nella Battaglia finale di fronte al Cancello Nero di Mordor, interviene per altre motivazioni. Per mille motivazioni la figura di Radagast purtroppo non è stata inserita da Peter Jackson in The Lord of the Rings. Se fosse stata mostrata avremmo avuto una spiegazione in più sul perché Gwaihir salva Gandalf da Orthanc ma una scena bella in meno, perché a quel punto l’appello alla falena che vediamo nel film sarebbe stato inutile. Jackson in quell’occasione ha trovato un modo elegante di risolvere la questione, su questo non ci piove, ma ha fatto l’errore di non spiegare, in seguito, che le Aquile non sono al servizio di nessuno, proprio come Tolkien le intendeva.

Ed eccoci arrivati quindi al punto: in The Hobbit – An Unexpected Journey Gandalf usa di nuovo la falena per chiamare le Aquile. Scena di richiamo (ennesimo, se vogliamo) alla trilogia, carina magari, ma troppo forzata. Anche io che ho apprezzato il film lo riconosco. E’ un errore, se vogliamo, da l’idea che Gandalf possa evocare le Aquile, come se fossero un suo personale taxi, quando non era affatto così.

Il rimprovero che si potrebbe muovere al regista sta nell’aver insistito con un elemento che reca confusione nello spettatore medio, poco istruito sul materiale di partenza. Già per Tolkien fu difficile trattare queste Aquile in modo da farle risultare una credibile presenza, da non confondere con un facile strumento. Se leggiamo il passo di Gandalf che parla a Gwaihir poco dopo essere stato prelevato da Zirak-Zigil intuiamo il rischio di tale confusione:

‘Ever am I feted to be your burden, friend at need’, I say.

‘A burden you have been’, he answered, ‘but not so now. Light as a swan’s feather in my claw you are. The Sun shines through you. Indeed I do not think you need me any more: were I to let you fall, you would float upon the wind.’

‘Do not let me fall!’ I gasped, for I felt life in me again. ‘Bear me to Lothlòrien!’

‘That indeed is the command of the Lady Galadriel who sent me to look for you,’ he answered.

Ecco data la risposta alla fatidica domanda che tutti quanti si fanno guardando The Lord of the Rings o The Hobbit – An Unexpected Journey. Ci troviamo di fronte ad un elemento narrativo di difficile approccio. Molti si sono confusi e continuano a confondersi in merito, ma sostanzialmente le Aquile non sono e non vanno trattate come Deus Ex Machina. Questa sottigliezza di Peter Jackson, purtroppo, non fa altro che confondere le idee degli spettatori…

eagles

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