In questi giorni di studio e scrittura della tesi mi sono trovato nella condizione di seguire la lettura/rilettura di diversi libri. Troppi, in effetti. E’ un mio vecchio vizio, non posso farne a meno: avere sotto mano almeno due libri da leggere nello stesso arco di tempo è diventata la norma.

Nonostante due attente letture, ‘Il Mondo d’Acqua’ di Schatzing era nei miei desideri già da diverse settimane e quindi necessitava di una seconda rilettura, tanto per assimilarne ancora meglio l’efficacia divulgativa. ‘The Lord of the Rings’ dopo una prima lettura indagatrice, che mi ha soddisfatto molto più di tutte le letture in italiano di questi anni passati, è arrivato alla fase due, ossia la fase del ‘leggi e studia’ (trattandosi di un libro in lingua originale, devo per forza cercare i vocaboli che non conosco e impararli se voglio migliorare il mio inglese). ‘Black Hawk Down’ procede a rilento, visto che buona parte delle mie letture inglesi sono state dirottate verso, appunto ‘The Lord of the Rings’. E poi c’è ‘Lo Hobbit’, nell’ambito di una lettura attenta e mirata ai primi 6 capitoli, quelli che vedremo la prossima settimana al cinema.

Insomma, pur avendo terminato sia la lettura parziale de ‘Lo Hobbit’ che la seconda rilettura de ‘Il Mondo d’Acqua’, i miei impegni rimangono comunque su un certo livello. Oggi ho preso in mano per la prima volta un libro regalatomi un anno fa da un caro amico. Titolo del libro è ‘La Montagna dell’Anima’. L’autore è cinese Gao Zingjian, premio Nobel per la letteratura nel 2000. Un libro che già all’apparenza è molto diverso dalla narrativa che adoro, solitamente molto leggera. Mentre leggevo la prefazione al romanzo, scritta da Alessandra C. Lavagnino, però è scattato qualcosa: ho avuto come l’impressione di avere tra le mani un grande libro e all’improvviso mi è venuta voglia di non staccarmi dalle sue pagine fin quando non mi fossero bruciati gli occhi. Come dico sempre ‘ogni tanto qualcosa di serio lo si deve pur leggere’, quindi ben venga questo libro di Xingjian. Mi aiuterà a maturare, poco ma sicuro.

Ultimamente mi trovo a riflettere sulla qualità delle mie letture. Spesso ho l’impressione di aver buttato i migliori anni appresso a letture di poco valore. Per la precisione, da quando ho calato gli occhi sul fantasy di Tolkien e della Rowling, questi due autori hanno quasi monopolizzato il mio tempo libero. Le loro ambientazioni e le loro storie hanno sortito in me un fascino estremo, un’attrazione fortissima, tanto che sono legato quasi sentimentalmente a quei mondi e ai personaggi che li popolano. Mi accorgo però che c’è gente, intorno a me, che legge roba decisamente diversa. Molti ragazzi si danno alla lettura di saggi filosofici, ad esempio. Non ho mai amato la filosofia, anche se non l’ho mai studiata, mi da l’impressione di essere molto poco ‘materiale’ e pratica, ecco: un lungo divagare tra concetti astratti che alla fine annoia e irrita. Ad un certo punto mi sono dato alla lettura di saggi. Anche io, si. Saggi scientifici in matematica, fisica astronomica e biologia e saggi storici relativi al ‘900. Insomma, i miei altri interessi. Amo essere circondato da libri del sapere, l’ho sempre trovato affascinante. Se vogliamo, questa è l’eredità della mia passata voglia di imparare il più possibile. Anche le letture sul web si caratterizzano per la preferenza di articoli scientifici e storici, oltre che tecnologici. Non mi troverete tuttavia mai a leggere articoli di economia, di legge o di teologia, ad esempio. Così come è raro che mi avvicini spontaneamente a libri come ‘La Montagna dell’Anima’ di Xingjian.

Nonostante tutto, però, spero con tutto il cuore che questo libro mi apra la mente e mi faccia in qualche modo cambiare idea riguardo alla narrativa più ‘seriosa’ ed adulta. Non sono stanco di Tolkien e del suo mondo così come non sono stanco di romanzi storici e fantascientifici, ma credo che la crescita culturale di una persona abbia bisogno anche di letture più incentrate sulla condizione umana e sul pensiero.

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