L’ho sempre desiderato in vita mia: un cagnolino di cui prendermi cura. I cuccioli mi piacciono terribilmente. Me ne sono innamorato durante le estati passate ad aiutare mio zio in officina, anni fa. Ogni anno un cucciolo nuovo, mentre guardavo gli altri crescere. Li adoro, c’è poco da fare. Un cucciolo di cane poi è magnificamente dolce e non riesco a trattenermi ogni volta dal toccarli, accarezzarli, giocarci.

 

In questi giorni la notizia sul canile Green Hill ha destato rabbia e orrore da parte della gente. Non ci si può sentire distanti da queste faccende, soprattutto quando si tratta di cuccioli inermi. Va bene che molte voci messe in giro sono sicuramente false (vivisezione? Una pratica abbandonata da tempo), ma dobbiamo capire anche che la sperimentazione animale permette il progresso della medicina. Se viviamo tranquillamente oggi lo dobbiamo anche alle ricerche e alle sperimentazioni condotte sugli animali. Lo so, è un pensiero tremendo. Ma chiedetevi se c’è un’alternativa valida in termini di qualità dei risultati. Poi pensate alle conseguenze che i risultati inaffidabili possono avere sulla nostra salute e, di conseguenza, sulla società. Sono argomenti delicati, non ci è concesso prendere posizioni senza avere una visione totale del problema.

Comunque, oggi mia sorella mi ha, inconsapevolmente, rimesso una pulce nell’orecchio: ‘…perché non ti prendi uno dei cuccioli di Green Hill?’. A parte il fatto che dovrei allevarlo a casa lottando contro mio padre (lasciamo perdere la sua posizione in merito), dovrei anche capire come ottenerne uno: se ciò che circola in rete non è una bufala, basta mandare una mail a sportelloanimali@libero.it, inserire le proprie generalità e indicare se si vuole adottare uno o più cuccioli o se averli in affido. Sono più di 2000 teneri cuccioli, sicuramente riuscirei ad averne uno senza sforzo.

D’altronde però, c’è da dire una cosa. Una verità di fondo sulla quale troppo spesso si sorvola: i cani sono animali domestici. Domestici nel senso che sono stati addomesticati: nei secoli abbiamo creato molte razze, allevandoli al nostro fianco e sfruttandoli per vari scopi. Sono animali, non uomini; possiamo essere legati a loro quanto vogliamo, ma sono bestie nel senso più giusto del termine. Dovrebbero vivere in libertà, non in casa, senza collari, senza cappottini. Dovrebbero vivere secondo la loro natura. Il problema però, è che la natura non c’è quasi più. Dove dovrebbero vivere questi poveri animali? Come dovrebbero cacciarsi il cibo se l’unica fonte sono le discariche dei rifiuti urbani? Ecco quindi che le conseguenze del nostro impatto sull’ambiente, la progressiva riduzione degli spazi verdi e incontaminati, ha reso quasi indispensabile la cura di questi animali…

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