Non sono mai stato incline alla visione dei film sui supereroi o sugli eroi in genere. Non ho mai letto fumetti. Forse mi sarebbe piaciuto da piccolo. Il primo fumetto sull’argomento che abbia mai letto – e l’unico sino ad ora – è stato Watchmen. Spinto dalla pubblicità guardai prima il film, poi decisi di leggere il fumetto. Un altro esempio del potenziale della pubblicità: la promozione del film spinge le vendite di tutti i prodotti annessi e connessi. Sarà successa la stessa cosa con altri supereroi? Assolutamente no. I fumetti di Iron Man, Hulk, Thor e gli altri eroi Marvel che hanno visto la luce in questi anni al cinema non li ho mai nemmeno sfiorati, ma sono affezionato ai personaggi tanto da amare i film Marvel. Nel 2009, ancora una volta spinto dalla pubblicità, guardai ‘Il Cavaliere Oscuro’, di Nolan. Grande film. Politica, corruzione, personaggi, storia, introspezione: un mix bilanciatissimo, un film praticamente perfetto. Ieri sera, dopo secoli, ho deciso di guardare ‘Batman Begins’.

Bene, non sono un critico cinematografico. Più che recensione è il mio parere. Bene, dicevo, fino ad ora i film di Nolan non mi hanno mai deluso. Questo film è un film di origini – come da titolo – in cui il protagonista parte da una condizione di estrema instabilità caratteriale e sentimentale. Bruce non sa usare la sua ira, ma la teme: teme di diventare un mostro, teme le conseguenze del lasciarsi conquistare dalla vendetta. In teoria avrebbe tutte le carte in regola per vendicarsi: il diritto sicuramente e la forza; discorso a parte merita la determinazione, forse un po’ carente. La grande disgrazia della sua infanzia – che lo porterà per tutta la sua adolescenza a pensare che il responsabile fosse lui e solo lui – lo segna profondamente. Decide quindi di abbandonare Gotham, di girare il mondo per capire meglio i criminali. Entra nei loro gruppi, lavora con loro, ma non diventa mai uno di loro. Arriva poi il momento in cui capisce che in un mondo dove il male dilaga e dove la corruzione è l’unica legge dominante, si deve far qualcosa per smuovere le acque, per svegliare la gente, purgare la criminalità e sanare la giustizia. Anche a costo di combattere da solo.

Nasce così Batman. Bruce non è spinto dalla voglia di vendicarsi quanto dal senso civico di giustizia; non ammazza i suoi nemici, li riduce piuttosto in stato confusionale, comatoso se necessario. La sua ira diventa determinazione, mai follia. A Gotham è il rappresentante ideale della legge. Lavora spesso da solo, ma la forza della sua caparbietà lo rende una figura schiva, oscura, spaventosa, invisibile all’occorrenza. Le sue ‘teatrali’ presentazioni impressionano, gettano nel panico chi dovrebbe generare il panico, creando confusione. Lui riesce dove intere squadre di SWAT falliscono. I suoi favori alla giustizia ‘legale’ dovrebbero essere ben accetti, anzi premiati e un accenno a questo lo si ha nelle ultime scene del film, quando il Gordon gli dice ‘Non ti ho mai detto grazie’ e lui risponde ‘E non dovrai mai farlo’.

Non è un genio, non è un Dio, non è un supersoldato. E’ semplicemente un ragazzino cresciuto e maturato grazie ad un trauma fino a diventare uomo con un elevatissimo senso civico, che è pronto a sacrificare le sue stesse amicizie per ottenere il bene superiore, anche quando tutto va in malora. Vorrei tanto che in Italia esistesse un Batman così. Non al cinema, sul serio. Gotham è lo spettro della nostra cara nazione: la corruzione va dal facchino al Presidente del Consiglio (se non più su), è arrivata a tutti i livelli, è diventata normalità e nessuno fa veramente nulla per contrastarla. ‘Batman Begins’, oltre a ‘Il Cavaliere Oscuro’ sono una metafora paurosamente azzeccata del mondo in cui viviamo e forse soprattutto per questa loro realisticità che sono così tremendamente riusciti.

Durante le due ore del film ho cercato di fare attenzione alla colonna sonora firmata da Hans Zimmer. Nessun tema riconoscibile, solo sonorità da sfondo musicale, piatte e scialbe. Qui e la qualche spunto (poi ripreso nel sequel), ma niente di che. Abbastanza deludente per quanto riguarda l’ascolto in se; l’aderenza alle immagini invece la giudico discretamente buona. Insomma, non è così che si fanno le colonne sonore. Parere mio ovviamente.

Grandissime le interpretazioni del cast a dir poco stellare. Alcuni volti li si ritrova anche in altri film dello stesso regista e li ti vien da pensare che la fantasia di Nolan per quanto riguarda i volti non brilli, ma quello che conta sono le interpretazioni e su questo si va sul sicuro: Morgan Freeman, Michael Caine, Liam Neeson, Gary Oldman, Cillian Murphy, Rutger Hauer, Tom Wilkinson, Ken Watanabe. Ditemi voi se questo non è un cast pauroso. Forse qualche riserva ce l’avrei nei confronti della protagonista femminile, Rachel, interpretata da Katie Holmes. Un po’ statica, poco espressiva e forse poco convinta della parte. Infine, il protagonista, Christian Bale aka Bruce Wayne. Apprezzo questo attore di film in film. La sua interpretazione migliore è in The Prestige, ma anche in questo film, come nel sequel, da prova di grande capacità. Il suo Bruce è debole quando dev’essere debole, squadrato quando dev’essere duro e convincente. L’unica pecca è il doppiaggio italiano, visto che la voce scelta è palesemente inadatta.

Batman Begins quindi non delude. L’approccio sicuramente è diverso rispetto alla filmografia precedente (soprattutto quella firmata Schumacher): in questo caso ci troviamo di fronte al blockbuster d’autore (categoria che non esiste ovviamente); c’è molto Nolan – e si vede – e tutti gli ingredienti per un grandissimo impatto.

Chi non lo ha mai visto, si sbrighi e non faccia come il sottoscritto che per guardarlo ha aspettato 7 anni.

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