Non sarà il paradiso, ma con il tempo mi ci sono abituato. Il mare Adriatico è la meta dei pellegrinaggi di fine settimana estivi della mia famiglia, alla ricerca di calma e relax. Inevitabilmente ogni anno siamo costretti a noleggiare ombrellone e sdraio presso uno dei numerosissimi lidi privati del litorale. La spesa non è eccessiva, però se ne potrebbe fare a meno, nel caso in cui i tratti di spiaggia libera fossero tenuti in condizioni accessibili agli esseri umani. Purtroppo per noi così non è, quindi sborsiamo una ventina di euro (solo per il noleggio) ogni sabato e domenica che decidiamo di andare al mare.

Le acque di quel tratto non sono in massimo, eh. Anzi, in alcuni tratti sono decisamente torbide, invase da meduse e sporche. Lo scorso anno mi è capitato di tuffarmi in acque dallo spettrale colore giallo ocra; sono uscito immediatamente e una volta asciutto mi sono accorto di essere ricoperto di una patina filamentosa dello stesso colore ocra, la cui natura non sono riuscito ad intuire. A volte capita invece di stare li, in tutta tranquillità e sentirsi le meduse strisciare beate contro braccia e gambe. Nella maggioranza dei casi, fortunatamente, l’acqua è pulita e in quel caso ci si può ‘divertire’ ad esplorare il fondale.

Ora, quando ci si immerge tratto di mare privo di scogli, si ha di fronte la distesa sabbiosa più noiosa del mondo: è come stare a guardare la superficie di un pianeta senza vita. Marte? Macché! Marte almeno ha qualcosa di interessante. Una distesa di sabbia immobile assolutamente priva di vita. Pare uno scorcio di mare primordiale, nessun tipo di essere vivente visibile ad occhio nudo. Niente pesci (e vabbé), niente granchi. Solo qualche medusa, quando capita. E’ più probabile che si trovi un qualche oggetto. Lo scorso anno trovai un giocattolo, ad esempio. A volte si può essere più fortunati, come il marito di mia cugina che trovò per caso 10 centesimi. Per il resto niente, assolutamente niente. L’assenza di qualcosa è talmente evidente che salta subito all’occhio. Già quando si è in riva – e io vado a tastare l’acqua non appena metto piede in spiaggia – si nota la mancanza di una cosa che quando ero piccolo era onnipresente: i depositi di conchiglie. Lo scorso anno notavo con una certa incredulità che raccogliere conchiglie è diventato impossibile, perché non ce ne sono. Pulizia dei lidi? Macché! Un tempo c’erano tante di quelle conchiglie in riva che partivamo in gruppo, nel tardo pomeriggio, per cercare quelle più belle e grandi da collezionare. Addirittura quando si entrava in acqua era meglio farlo con cautela per evitare di tagliarsi. Scomparse. Neanche una conchiglia intera, solo frammenti di quelle più piccole e neanche abbondanti. Forse acque acide? Me lo sono chiesto. Non conoscendo però la chimica del carbonato di calcio non posso immaginare a quale pH questo sale si scioglie. Non so neanche se sia un’ipotesi plausibile o meno. Sarebbe un chiaro indicatore dell’inacidimento delle acque. Un altro particolare ‘macabro’ che ho notato lo scorso anno è stato quello della moria dei granchi. Neanche due anni fa quando mi immergevo a testa in giù dovevo fare attenzione ad eventuali chele pronte a pizzicarmi (che, per quanto piccole, non mi hanno mai dato l’impressione di essere tenere), ma lo scorso anno quando mi immergevo trovavo solo granchi morti, immobili, che si facevano trascinare dalla corrente. Non uno, due: decine. Di tutte le dimensioni. Non amo particolarmente queste forme di vita, però ammetto che vederli tutti morti mi ha colpito. Insomma, l’impressione che si ha da subito è quella di un mare ‘morente’, in agonia. L’unica cosa veramente viva che si può trovare sono i natanti: a migliaia si buttano nelle acque da metà mattinata fino al pomeriggio: chi gioca, chi si tuffa, chi ride e scherza, chi fa l’amore (si, capita anche questo), chi fa altro (e su questo vi lascio immaginare), mentre in spiaggia i dj e i team dell’animazione sparano musica a palla cercando di coinvolgere la gente e i bambini in gare, giochi, scenette e contest vari. La spiaggia è viva, il mare però sembra morto.

C’è chi decanta la bellezza del proprio mare e delle proprie spiagge. Magari un giorno avrò l’occasione per posare gli occhi sul litorale salentino, che dicono sia tra i più belli d’Italia. Anche questa estate però dovrò accontentarmi del solito litorale, delle solite acque, delle solite insidie e delle solite noie.

Speriamo almeno di rilassarci.

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