Qualcosa mi dice che presto avremo novità dal Comic Con di San Diego riguardo al film ‘Lo Hobbit’.

Nel frattempo, oggi è arrivato finalmente il libro che avevo ordinato sul finire della scorsa settimana da Amazon. A breve posterò le mie prime impressioni (molto vaghe) sulla riuscita di questa nuova edizione Bompiani. Oggi, mentre ero preso dalla lettura del primo capitolo delle avventure di Bilbo, mi sono soffermato sulla canzone che i Nani recitano davanti ad allo sbalordito Hobbit, la sera del loro arrivo a Casa Baggins:

Lontan sui monti fumidi e gelati
in antri fondi, oscuri, desolati,
prima che sorga il sol dobbiamo andare
i pallidi a cercar ori incantati.

Faceano i nani un dì magiche gesta,
battendo mazze qual campane a festa
dove dorme laggiù tetro un mistero
negli antri sotto la rocciosa cresta.

Per prenci antichi, degli elfi signori,
gli accumulati e balenanti ori
lavoravano ad arte, il dì ghermendo
per dare a gemme d’elsa altri splendori.

Trapuntavan di stelle le collane
i serti con baglior di drago immane,
poscia in ritorto fil di sole e luna
intessevan le luci in filigrane.

Lontan sui monti fumidi e gelati
in antri fondi, oscuri, desolati,
prima che sorga il sol dobbiamo andare
per esigere i nostri ori obliati.

Calici ed arpe cesellavan d’oro
e dove gli uomini non scavan, loro
vissero a lungo, ma dei lieti canti
né uom né elfo sentì mai il coro.

I pini sulle alture eran ruggenti,
alti gemevan nella notte i venti.
Rosso era il fuoco e distruggeva tutto,
gli alberi come torce eran splendenti.

Le campane s’udian per la vallata
e la faccia di ognun era sbiancata;
del fuoco più crudel, l’ira del drago
distrusse torri e case all’impazzata

Fumava il monte nel chiaror lunare;
i nani udir la morte ecco avanzare.
La casa abbandonarono, morendo
di sotto il drago nel chiaror lunare.

Lontan sui monti fumidi e gelati
in antri fondi, oscuri, desolati,
prima che sorga il sol dobbiamo andare
a riaver l’arpe e l’oro a noi strappati.

Il fascino della cultura manesca nata dalla penna del Professor Tolkien è indubbio. La loro storia è ricca di gesta importanti, così come di tragedie e di violenza. Il loro passato è avvolto dall’oscurità così come dallo splendore della gloria delle antiche città sotto le Montagne, dei grandi reami in cui i metalli venivano forgiati per produrre armi, suppellettili e altri grandi opere; le loro aule erano immense e non soffrivano dell’oscurità delle profondità della Terra ma erano invece ricche di luce e di canti. Ne Il Signore degli Anelli la composizione ‘Il Canto di Durin’ si distingue per maestosità a confermare che la tecnica tolkeniana del lasciar brillare lontano le visioni di un mondo oramai scomparso ma comunque esistito è efficace: Bello era il mondo, ed alti i monti ignoti,/Prima della caduta, nei Tempi Remoti,/Dei potenti re che son fuggiti via/Da Nargothrond o Gondolin che sia/Dai Mari Occidentali sull’altra sponda:/Ai tempi di Durin la terra era gioconda.

Molto similmente, anche se in tono minore, il canto intonato a casa Baggins di fronte al povero e incredulo Bilbo, lascia vagare la mente, verso terre sconosciute all’ombra di un gigante – Erebor – Regno di felicità e di grande sviluppo, uno dei centri più importanti della cultura nanesca e grandissimo esempio di collaborazione tra razze prima che il fuoco piombasse addosso a tutto e a tutti. Il contrasto che si avverte è forte. In contrapposizione allo splendore dei tesori dei nani, all’amore per la metallurgia e per l’operato delle proprie mani, arriva la violenza, l’orrore e la distruzione. I pini ‘eran ruggenti’ per la violenza dei venti, gli alberi ‘come torce eran splendenti’; ‘l’ira del drago distrusse torri e case all’impazzata’, mentre la gente udiva ‘la morte avanzare’.

Ad infiammare i cuori dei nani c’è ancora una volta una grande sconfitta, una grande piaga nel loro orgoglio: la riconquista del Tesoro diviene pertanto l’unica bevanda che possa rinfrancare il loro cuore a lungo afflitto. Riconquistare il tesoro anche a costo della vita, per poter ripristinare il Regno di Erebor e vendicare coloro che in quella maldestra notte persero la vita a causa di un attacco vile e immotivato è il vero, unico obiettivo di Thorin.

Speriamo che in qualche modo questo lato della vicenda venga riportato con giustezza nella trasposizione cinematografica di Peter Jackson! Le attese, mi accorgo, sono tante, forse troppe e il rischio di rimanere delusi c’è. Ma perché abbandonare la speranza?

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