In questa settimana appena conclusasi per la prima volta nella mia vita sono stato sulle spine nell’attesa dell’evento Apple dell’anno, il WWDC 2012. Non avevo mai atteso un evento del genere e, devo dirlo con sincerità, nelle ultime ore di ieri pomeriggio l’attesa si era fatta insostenibile.

Non sono ancora parte del mondo Apple, eppure la lettura della biografia di Steve Jobs (scritta da W. Isaacson) mi ha illuminato quasi all’improvviso: mi sono visto dalla parte sbagliata del mondo dell’informatica. Nell’attesa di capire se quella sgradevole sensazione era giusta o totalmente sbagliata (il dibattito temo che non terminerà mai), ho atteso il WWDC 2012 con un’ansia crescente, conscio del fatto che molto di quello che sarebbe stato presentato avrebbe influito sulle mie scelte future.

Quale portatile acquistare? In autunno mi feci convincere a rimanere nel mondo Microsoft ed acquistai un fantastico portatile Sony Vaio che ho passato nelle mani di mia sorella in attesa di acquistare uno dei nuovi portatili della casa di Cupertino. Oggi sono quasi sicuro di aver individuato il mio obiettivo, l’elegantissimo MacBook Air. Di fatto al WWDC di ieri la linea Pro non è stata modificata se non per la parte hardware relativa al processore e alla scheda video. Novità maggiori ci sono state nei riguardi della linea Air: nuovo processore (Ivy Bridge della Intel), nuova scheda grafica (IntelHD Graphics 4000) e memoria flash da 128 GB. Di fatto, un Air più veloce del predecessore, contro un Pro che – tralasciando lo straordinario 15” con Retina Display totalmente modificato – sostanzialmente ha subito uno speed bump di modesta importanza. Il capitolo doloroso è quello relativo al costo dei nuovi ‘giocattoli’, come sempre quando si parla di Apple. Il prezzo, sostanzialmente, ha subito un aumento di più di 100 euro per la linea Pro ed Air e la cosa mi lascia un tantino perplesso. D’altra parte, però, rimango convinto che quei 1200 euro di costo questi computer li valgano tutti, per cui penso di poter affrontare questa spesa, una volta per tutte.

Il mio timore era quello di trovarmi davanti a dei prezzi maggiorati in modo indecente: le novità di cui si parlava nei mesi scorsi erano tante, infatti. La bella notizia è che le novità in questione sono state indirizzate verso un unico modello, il 15” della linea Pro, tralasciando la restante parte dei portatili così com’erano lo scorso anno – speed bump esclusa. Per molte persone questa sarà una grande delusione, ma per me non lo è affatto. Rimane, comunque, un parere personale. Oggettivamente, un computer da 13” supersottile, con Retina Display e memoria flash ha un’utilità dubbia e finirebbe per danneggiare le vendite degli Air da 13”; secondariamente i professionisti a stento lavorerebbero su un portatile così piccolo. Anche se in passato non ero d’accordo con questo aspetto, di fatti un MacBook Pro da 13” ha poco senso; armarlo come si è fatto con il nuovo 15” sarebbe stato del tutto privo di senso. Ad oggi il consumatore ha una scelta abbastanza ampia nel parco macchine Apple: la mia scelta non può non ricadere sull’Air da 13” a questo punto e le ragioni sono presto dette.

Per prima cosa, ho notato con sorpresa che da qualche anno a questa parte non ho più bisogno del lettore ottico. Non uso più DVD per conservare dati, né per guardare film. Tutti i miei dati sono archiviati in Hard Disk esterni molto capienti, da usare solo all’occorrenza. Inutile parlare dei cd musicali: ho uno stereo hi-fi e la cosa non mi preoccupa affatto. Il problema serio con questo device è che oramai sta cadendo sempre più in disuso: il mercato della musica si è trasformato negli ultimi anni – soprattutto grazie ad Apple – e l’Alta Definizione video apportata con i lettori Blu-Ray ha reso superflua la visione sul piccolo schermo (per molti è così e penso che la direzione sarà quella). Personalmente, infine, non sono un giocatore incallito e al computer preferisco piattaforme esterne (Play Station, Wii, e via dicendo).

Secondariamente, la velocità del computer. Pensavo fosse solo una questione relativa al processore, ma è vero – lo so oggi – che un accesso ultraveloce alla memoria rende il computer letteralmente una scheggia: proprio ciò che è il MacBook Air e che non è (per quanto sia ottimo!) il MacBook Pro. Per l’utilizzo che faccio del computer questo penso sia un’ottimo punto a favore del sottilissimo gioiello della Apple.

Ricordo quando vidi dal vivo per la prima volta il MacBook Air da 13” a Torino: non credevo ai miei occhi, era l’oggetto più sensazionale sul quale avessi mai posato gli occhi. Mi dissi subito che non avrei mai acquistato un computer come quello, ma che mi sarebbe piaciuto tanto darci un’occhiata da vicino.

Tra pochi giorni con tutta probabilità ne possederò uno tutto per me…

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