Negli ultimi mesi ho pensato molto al sostituto del mio vecchio portatile Toshiba, una macchina deliziosa e funzionale che è riuscita a sopravvivere per 6 lunghi anni ai miei maltrattamenti. Già durante l’estate scorsa avevo notato un malfunzionamento insistente di alcuni tasti della tastiera. A settembre il ‘cancro’ si era diffuso con preoccupante velocità a diversi altri tasti. Mi era impossibile scrivere al pc. In estate avevo pulito la tastiera smontando e pulendo un tasto per volta ma fu un lavoro inutile, non riuscii mai a recuperare la funzionalità dei tasti che davano problemi. Fu un piccolo trauma per me: il portatile era importante, lo era stato per 6 anni: avevo archiviato di tutto, prodotto molti filmati, molte tracce audio. Avevo passato tantissime serate e moltissime ore sulla chat. Quella tastiera comodissima era il suo principale vanto (l’altro erano le potentissime casse integrate, roba da non credere!). Quando venne il momento di dirgli addio lo feci quindi con un pò di tristezza.

In quei sei anni però avevo avuto modo di scambiare opinioni sui pc con alcuni amici e conoscenti. Sempre più spesso veniva fuori il nome ‘Apple’. Alla fine per la curiosità nei confronti di questo simpatico brand e per il fatto  che l’iPod stava diventando una moda, acquistai un iPod nano da 2 GB. Un acquisto fantastico, visto che il mio lettore mp3 funziona alla perfezione ancora oggi. Assaggiai quindi per la prima volta la ‘mela’ di Cupertino. Mi chiesi com’era allora il famoso ‘MacIntosh’ di cui tutti parlavano (senza sapere che in realtà il suo nome era MacBook). Iniziai a fare ‘indagini’. Più lo guardavo su internet e più me ne innamoravo. Il mio sentimento veniva dimensionato solamente dal prezzo probitivo di quel macchinario, superiore ai 1000 €. Certo, il mio Toshiba era costato 1000 € esatti e, da come se ne parlava in giro, il computer della Apple era di molto superiore, quindi dopotutto non si trattava di un furto. Restava il problema che 1000 € non ce li avevo. Il mio pc, poi, andava alla grande. Il desiderio rimase, ma non mi feci abbindolare così tanto. Mi godevo l’iPod e basta.

Quando venne il momento di guardarmi intorno per l’acquisto di un nuovo computer mi tornò il vecchio desiderio di possedere un prodotto Apple. ‘Ora è il momento giusto per fare questo grande passo‘ mi dissi. Scelsi il MacBook Pro dal sito della Apple, diedi un’occhiata alle sue caratteristiche tecniche. Sarebbe stato grandioso, finalmente avevo l’occasione di comprare un Mac. Un mio amico però frenò subito il mio entusiasmo: ‘Prima di buttarti, guarda meglio in giro. C’è il sito della Sony che ti permette di personalizzare il portatile ed ha dei prezzi veramente vantaggiosi in confronto alla Apple‘. Mi feci convincere a dare un’occhiata ai computer Sony – i Vaio. Dopo mezz’ora ero convinto che l’acquisto del Mac poteva essere rimandato ad un’altra volta: il vantaggio economico della Sony, infatti, non era indifferente. C’era un margine di risparmio di almeno 400 euro a parità di caratteristiche tecniche, tra Apple e Sony. Una differenza che – mi convinsi – esiste solo per il marchio Apple. A quel punto decisi di provare l’acquisto di una macchina più potente del MacBook Pro e puntai su un modello accattivante, il Sony Vaio C14, modificando processore, Ram e Scheda Video: avevo realizzato un super computer con 860 euro, 400 euro in meno del prezzo proposto dalla Apple. Ero soddisfatissimo: potevo avere un pc nuovo con una spesa tutto sommato modesta. ‘E che computer‘ mi dissi.

A tutti gli effetti, il mio Vaio è una bomba. E’ così potente da permettermi di gestire tanti programmi contemporaneamente senza neanche rallentare un pò, grazie al processore i7 della Intel e ai 6GB di RAM. Lo amo a tal punto da averlo soprannominato bambino. Fino ad ora non mi ha dato nessun tipo di problema. Si è dimostrato un acquisto eccellente.

In questi giorni però, mi è stata donata la biografia di Steve Jobs, firmata da Walter Isaacson. Non potete immaginare quanto abbia imparato dal personaggio di Jobs grazie a questa lettura. Ad oggi mi mancano due capitoli alla fine del libro, ma posso dire da ora che le circostanze passate mi hanno privato l’accesso ad un mondo d’eccellenza nel campo dell’informatica. La filosofia dei prodotti Apple si discosta da tutto quanto si può osservare sul mercato ed un’eco di questa filosofia la si può avvertire nel design, nel software e nelle funzionalità degli iPod. Durante la lettura, mentre prendevo consapevolezza delle importantissime rivoluzioni apportate da Jobs al mondo dei computer, sono tornato con la mente al momento dell’acquisto del Sony Vaio. E mi sono mangiato le mani. Ripeto, l’acquisto è eccellente. Mi pento d’averlo fatto però: una volta tanto avrei dovuto buttarmi e seguire il mio gusto e il mio capriccio; avrei dovuto mettere da parte la prudenza: mi sarei tuffato sul morbido, dopotutto, visto che la Apple è una garanzia. Qualche giorno fa ho avuto la possibilità di testare con le mie mani un MacBook Pro e ho capito, per la prima volta, la reale differenza tra un normalissimo pc e un Mac. E’ una differenza che spazia tra lo stile artistico e le prestazioni tecnologiche; la grossa differenza la fa il sistema operativo, a mio modo di vedere imbattibile. Il concetto di integrazione hardware-software così tanto caro a Jobs ripaga il consumatore. Sarà che i computer Apple sono poco personalizzabili rispetto ai pc, ma per contro si ha la possibilità di gestire un sistema operativo di gran lunga superiore, pensato per scelte intuitive, con interfacce molto semplici ed eleganti e con prestazioni ottime, che per certi versi rendono i Mac anche più veloci e immediati negli output rispetto ai pc. Per esempio, il mio Vaio è, da un punto di vista hardware, un pc decisamente più potente del MacBook Pro base così come viene proposto sul sito della Apple. I tempi di risposta nell’avvio delle applicazioni però sono imbarazzanti: il Mac è fulmineo nel vero senso della parola. Una cosa che pensavo fosse impossibile ma che invece è possibilissimo… anzi, è realtà. Come mai questo apparente controsenso? Torno a ripeterlo: tutto merito del sistema operativo, secondo me. E’ li il segreto.

Visto che oramai anche io ho iniziato a pensare in modo diverso (per citare la storica tagline della Apple), devo trovare un modo per fare questa spesa folle. La chiamo folle non certo per il costo del MacBook Pro, quanto per la spesa che ho affrontato per l’acquisto di questo fantastico Vaio. Comprare un altro portatile dopo averne acquistato uno senza chiedere il consenso dei genitori potrebbe essere un’azione decisamente esagerata. Per rosicchiare qualche altro vantaggio, quindi nel mio piano di conquista ho previsto il coinvolgimento di un secondo attore, fondamentale nella mia strategia: mia sorella. In modo molto semplice, approfittando dell’acquisto imminente di un pc per casa, potrei proporre ai miei genitori questo Vaio, per poter avere la scusa di comprare il Mac.

Riuscirò nella mia impresa? Stimando un attimo le probabilità credo che ho il 40% di riuscita. Neanche il 50%. Mi accollerei la spesa per il Mac da solo, regalando di fatto (senza pretendere nulla in cambio) questo pc a mia sorella. Tutti felici e contenti.

In attesa di buttare giu un parere riguardo alla biografia di Steve Jobs, che sto terminando di leggere in questi giorni, mi auguro di riuscire nell’impresa di accedere finalmente al mondo Apple!

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