Quale sarà il futuro del ‘pensiero scritto’? I libri tradizionali, in formato cartaceo, sopravviveranno alla digitalizzazione che sta interessando, con numeri sempre più importanti, un pò tutte le attività ricreative/lavorative?

Avrete tutti quanti sentito parlare, credo, degli ebook. I libri digitali. Versioni che occupano uno spazio virtuale, non fisico, su un disco fisso di un computer. C’è chi ha messo in commercio addirittura dei lettori appositi per queste versioni digitali, i cosiddetti ebook reader (che fantasia nei nomi, eh?): Amazon ad esempio, ha il suo Kindle, acquistabile alla modica cifra di 99 € dal sito stesso del negozio più grande del mondo. E’ affascinante l’idea di poter viaggiare con un’intera libreria a portata di mano, comodamente ridotta ad un formato privo di peso e di volume (soprattutto), infilata nella borsa, nello zaino o nella valigia. Anche io, che preferisco il cartaceo, devo ammettere che la comodità c’è tutta. Ma rimane comunque l’unico vantaggio di questo tipo di prodotto. Che dire del grande svantaggio?

'Kindle', l'ebook reader di Amazon.

Una sola parola: autonomia energetica. Al pari di qualsiasi dispositivo elettronico portatile, infatti un ebook reader dipenderà sempre e comunque dall’autonomia energetica di una batteria. L’alimentazione è al tempo stesso la caratteristica determinante e il grosso limite di questi dispositivi. Immaginatevi in viaggio, avete caricato il vostro reader la sera prima di partire e poi, all’improvviso, avviene l’inevitabile: il viaggio subisce un ritardo, siete costretti ad aspettare ore e ore in stazione o in aeroporto e quella che doveva essere una crociaera di 5 ore, diventa un incubo di 9-10 ore. Cosa fare durante l’attesa del treno/aereo? Ma leggiamo un pò, no? Prendiamo il nostro reader, pulsante di accensione, schermata di benvenuto, ed ecco la libreria. Una fila lunghissima di titoli e di copertine colorate, pronte per essere sfogliate, lette e rilette. Iniziate con un libro che avete acquistato comodamente seduti alla scrivania – direttamente su internet – la settimana scorsa. La lettura è interessante, il libro è bello. Proprio un bell’acquisto. E siete li a leggerlo anche mentre viaggiate – finalmente – verso casa, in aereo o in treno. Poi all’improvviso vi accorgete che la batteria del dispositivo manda segnali allarmanti: si sta scaricando! Oddio, e ora che faccio se mi si spegne prima dell’arrivo? Ecco, appunto. Cosa succede se il mio dispositivo non riesce a garantirmi il funzionamento?

Ci si rende subito conto che il lettore diventa dipendente da una batteria: se questa ‘regge’, il consumatore è felice; se questa invece non assicura una ‘tenuta’ soddisfacente, allora siamo fregati. Proprio il tipo di indipendenza che si ha con la versione cartacea in questo caso viene meno e il libro diventa l’equivalente di una Play Station portatile, o di un cellulare o di qualsiasi altro dispositivo elettronico. Quando la batteria ci abbandona, siamo ‘finiti’. Ottima idea quella di avere una libreria portatile sempre con se. Rende tutto molto più comodo. Però in questo modo si finisce col piegare anche la lettura ai capricci dell’elettronica.

No, non preferisco, ad ora, gli ebook ai libri in formato cartaceo. Avere un libro tra le mani, sfogliarlo, annusare l’odore della carta, apprezzare le finiture, il modo in cui è allegato, il peso stesso sono tutte emozioni che si possono provare solo avendo il libro tra le mani e davanti agli occhi. E poco conta se abbiamo uno scaffale pieno zeppo di carta in camera.

Nonostante questa mia avversione verso gli ebook (ho esagerato un pò qualche rigo sopra, ovviamente nessun viaggiatore decide di passare il suo tempo leggendo ebook durante tutto l’intero viaggio: fortunatamente abbiamo anche le batterie del portatile e dell’ipod sulle quali fare affidamento), ammetto di averne comprato due negli ultimi giorni, approfittando del loro prezzo moderato. Avrei preferito comprare le versioni cartacee, ma qui viene il ‘bello’: non esistono versioni cartacee dei libri che ho comprato. Ho provato a pensare a chi dare la colpa per questa mancanza di scelta nell’acquisto e sono giunto alla conclusione che pubblicare un libro, indipendentemente dalla qualità dello scritto, in Italia, è diventato controproducente. Nonostante questo però la Feltrinelli abbonda di libri. Certo, abbonda di libri, ma tra questi una frazione tutt’altro che piccola è rappresentata da spazzatura. Siamo arrivati al punto di rendere conveniente la pubblicazione di spazzatura e controproducente la pubblicazione di alto livello divulgativo. E’ una mia impressione, forse o questa situazione riflette il livello medio culturale della popolazione italiana?

Gli ebook di cui parlo sono libri di paleontologia, opera di un paleontologo italiano che ha deciso (giustamente) di realizzare delle opere tratte dall’enorme mole di informazioni che da anni riporta sul suo blog (libero accesso a tutti gli utenti della rete). Questo ricercatore ha all’attivo diverse pubblicazioni scientifiche di rilievo ed è riconosciuto – a quanto ne so – universalmente come uno dei maggiori esperti in theropodi al mondo (in Italia sicuramente). Da tempo aspettavo un’opera di questo tipo e finalmente è arrivata. Peccato per il formato. Mi sarebbe piaciuto acquistare una versione materiale di questi libri e invece, peccato, non è disponibile. Per il resto, il contenuto non si discute: un linguaggio accessibile a tutti (cosa importantissima), informazioni fondamentali e soprattutto la sensazione che l’autore sia guidato da una passione innata per l’argomento. Una spesa che sarò sicuramente disposto a ripetere per le prossime uscite.

L’obbligo a cui il lettore è posto in questo caso è l’acquisto di un lettore (Kindle in questo caso). Mi sono chiesto se il mio portatile supporta un’applicazione in grado di leggere questo formato e la risposta è arrivata in 2 minuti, grazie a Google: bastava scaricare ed installare l’applicazione Kindle sul pc. In pochi minuti il gioco era fatto. Ora posso affermare che, a tutti gli effetti, il Kindle ti permette di sperimentare un’esperienza di lettura diversa dal solito: si può personalizzare, ad esempio, il colore della pagina e il formato, si possono inserire i segnalibri, si può saltare comodamente da una pagina all’altra con un semplice clic, si possono inserire comodamente delle annotazioni dove lo si ritiene necessario; si possono anche realizzare degli highlights. Di opzioni per rendere la lettura confortevole ce ne sono. Dopo aver terminato la lettura del primo ebook ho pensato che effettivamente, come sistema, funziona bene. Non so però quanto questo sistema si diffonderà in futuro.

Il grosso vantaggio, torno a ripeterlo, è il risparmio di spazio e di peso: lo stesso vantaggio che si è ottenuto passando, che ne so, dalla voluminosa VHS ai DVD, un decennio fa. Poi, è vero, il prezzo degli ebook si mantiene su livelli inferiori rispetto a quello della carta stampata il che può rappresentare un vantaggio per chi non vuole spendere molto per i libri (mi verrebbe da chiedere come mai spendere 100 euro per un Kindle allora: di gente strana al mondo ce n’è, comunque!). Cioé, quello che voglio dire io è che il potenziale per un dominio totale nei confronti della carta stampata c’è tutto, ma non penso che andremo tutti in quella direzione. Se lo faremo, comunque, sarà in la col tempo. A meno che… non ci sia una spinta particolarmente forte da parte di un settore che potrebbe approfittare dei vantaggi del formato elettronico per spingere questo prodotto in alto. Sapete tutti che il Blu-Ray ha vinto la battaglia con il formato HD-DVD grazie alla strategia Sony di realizzare i giochi per Play Station 3 su dischi Blu-Ray, vero? Beh, allo stesso modo un sistema scolastico potrebbe mettere in ginocchio le librerie nazionali decidendo di passare al digitale e sgravando gli studenti del peso di tanti libri nella cartella: addio cartella, a scuola si va col Kindle e i suoi libri di matematica, italiano, storia, geografia e via dicendo. Previsione fantasiosa? Non tanto: è da anni che si parla di digitalizzare le classi. Non lo si è mai fatto perché costa e si sa che senza fondi non si va da nessuna parte. Però se fossimo stati più fortunati, avremmo avuto scuole piene di classi ‘computerizzate’.

Per questo motivo credo che l’ebook rimarrà un formato destinato a crescere solo poco nell’immediato futuro. In fondo non si tratta di passare al lettore mp3, si tratta di modificare un’abitudine, il che porta a trarre le somme costi/benefici tra un metodo tradizionale ben collaudato e uno nuovo, che ha nella ‘longevità’ il suo grosso limite. E ho tralasciato volutamente le difficoltà di chi, stando troppo tempo di fronte ad un monitor, inizia a soffrire di mal di testa.

Voglio la carta stampata, nelle mie mani. Sempre e comunque!

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