Mentre ascolto (ci provo almeno) il discorso del leader della Lega Nord di oggi (Pontida 2011), mi torna un nodo in gola, segno di quel disgusto che spesso provo quando si parla di politica. Il tipico esempio di leader del nulla, che parla del nulla, che spara cifre sensazionalistiche senza avere la possibilità di dimostrare che si tratti della verità – il che ci obbliga a porre fiducia nelle sue parole: vi fidate dei politici in Italia? – che dice chiaramente che non è giusto punire gli agricoltori del Nord che non rispettano le quote latte – piuttosto si deve essere vicini alle persone anche quando sono debitrici nei confronti dello Stato, siano essi furbi delinquenti o rispettabili cittadini – che ripete un’infinità di volte che Roma è ladrona, accompagnato dall’altro intelligente di turno che tuona “voglio mangiare padano” perché il cibo estero è contaminato da E. coli, sostenuto da gente che urla “Libertà!” e “Secessione!” in un straordinario clima di verde decisione a liberarsi dal centralismo romano, a decentralizzare il potere spostando i ministeri al Nord per risolvere i problemi della mafia (in quale modo, sinceramente non lo capisce nessuno) magari dando ad ogni mafioso una sopressata (incentivo a tornare nelle terre d’origine ai tantissimi emigrati al Nord), spingendo per una padania “libera e sovrana”…

Insomma, di cavolate in 20 minuti ne sono state dette molte. Questa è la classe dirigente del nostro paese. Vergognamoci.

Fosse per la Lega Nord l’Italia sarebbe un paese di liberi Comuni in perenne lotta contro l’Impero.

Suvvia, diamoci un taglio…

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