Ho passato buona parte del ritorno a Piacenza pensando a quanto sia stupida a volte la gente. Non è la prima volta che mi capita di pensarlo, ovvio: assisto a tanti di quegli atteggiamenti idioti da essere oramai consapevole del perché l’umanità colleziona pecche a non finire ogni giorno ad ogni ora. Però subire gli atteggiamenti idioti delle persone mi infastidisce e per quanto cerchi di non farne una tragedia mi sento ferito. Ci sono poi quelle volte che ti vien voglia di alzare direttamente mani e gambe per ridurre al sangue la faccia della persona che ti ferisce, non per vendetta, ma per semplice cattiveria. Pochi giorni fa mi sono trovato a ricevere addirittura minacce dopo aver preso i contatti con una mia vecchia conoscenza. Roba per la serie “stai al tuo posto, che è meglio per te”. Chi mi conosce bene sa che sono particolarmente legato alle amicizie e sa anche che ho sia amici che amiche: non mi ritengo particolarmente appiccicoso (cerco di evitare d’esserlo, perché le persone appiccicose non mi piacciono affatto) e mi piace mantenere un rapporto amichevole con la gente. Quando mi capita di avere l’occasione di risentire dopo la bellezza di 5 anni una ragazza alla quale sono stato legato da amicizia per tanto tempo non ci penso su due volte e provo a contattarla. Ok, avevo previsto la reazione da parte del suo attuale ragazzo, però quando ho visto materializzarsi davanti ai miei occhi quello che avevo solamente immaginato potesse accadere è stato come se cascassi dal cielo. Istantaneamente è emerso quel senso di disprezzo per la gretta mentalità di certe persone, per l’idiozia gratuita di cui fanno sfoggio questi individui pieni di se ma allo stesso tempo fragili come vasi di ceramica. Ci sono modi e modi per poter far passare un messaggio e ci sono tanti modi di ragionare e arrivare alla conclusione giusta. Rispondendo in modo minaccioso, intimandomi di farmi da parte, il soggetto in questione mi ha solo fatto capire di avere paura di me. Come a dire che il sottoscritto ha qualche interesse nei confronti della sua ragazza, e lasciar intendere che io, donnaiolo di prim’ordine, non avrei avuto l’occasione di mettere le grinfie tra i due. Allibito, ecco come sono rimasto i primi minuti. Non mi capitava di vivere un’esperienza del genere da almeno 10 anni. Sempre per lo stesso tipo di persona: sempre quel “lascia stare la mia pollastra, sennò ti meno” che ti viene lanciato anche quando tu, in realtà, non hai nessuna intenzione di nessun tipo verso nessuno. Potevo pensare ad un equivoco, è vero. Ma chi mi dice cosa è stato detto a questo ragazzo durante questi anni, da parte della sua stessa ragazza? Io ai suoi occhi potrei anche apparire come il molestatore folle, che si è salvato dalla sua ira solo perché in questi anni è stato a 700 km di distanza da casa. In tutto questo tempo la sua ragazza avrebbe potuto dirgli di tutto su di me, incluse le peggiori menzogne. D’altra parte, però, c’è da considerare la mia naturale propensione al fare di tutta l’erba un fascio: i ragazzi giù da me sono una massa di caproni attaccati in larga parte ancora alla concenzione “moglie + marito e basta” dove lei non può avere amici e lui invece può avere amiche. Siccome non so quale delle due versioni sia quella giusta, ho deciso seduta stante di interrompere i contatti. Mi dispiacerebbe sapere un giorno che i due hanno litigato per colpa mia (Dio mio, ve lo immaginate lui che mi cerca per tutto il paese, senza che io abbia fatto niente???). Ci tengo alla felicità della gente, soprattutto quando conosco le persone. Qualcosa, comunque, mi dice che non è finita qui. Il caprone avrà ancora qualcosa da dirmi. La mia mente ha provato a simulare una discussione con il tipo, ma in ognuna delle casistiche non ne sono uscito molto bene. Non perché abbia torto, per carità, ma cosa potrei mai dirgli? “Conoscevo la tua ragazza e non la sentivo da tanto, cosa ci trovi di male?”, oppure “La tua ragazza ha il diritto d’avere tutti gli amici che vuole!”… La risposta in ogni caso suonerà come una nuova, potente minaccia “Tu azzardati a farlo di nuovo e ti ammazzo” o simpatiche varianti sul tema. Non sono sciupafemmine e mai lo sarò. Vallo a spiegare a questo caprone. In quei casi prevale l’istinto difensivo, che va molto al di la del semplice ragionamento: io devo stare zitto e lui deve minacciare. Non esiste l’eventuale mia ragione su di lui, neanche se fossi due metri per centocinquanta chili di muscoli. Con tipi del genere vale la pena di perdere tempo?

La risposta cari amici telespettatori, è talmente ovvia che non vale la pena di dirla. E’ come chiedere se una persona che guadagna 2 miliardi di dollari l’anno deve pagare le tasse.

Il mondo è un posto sempre più brutto…

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