Nella tarda estate del 2003 l’appuntamento con le compilation del programma dance di RIN, Los Cuarenta, era già diventata un’occasione tanto attesa quanto prevista. Solo pochi mesi prima ero riuscito, di nascosto più che altro, ad acquistare per la prima volta la Los Cuarenta originale, con grande scorno di mia madre che non vedeva mai di buon occhio nessuno dei miei acquisti, ritenendoli solamente spreco di soldi. Alla fine dell’estate stavo ancora mandando a palla il primo, fantastico, cd di quella che definii la bianca regina del 2003 e già pensavo alle succose novità che avrei ascoltato nella versione invernale del programma. La novità, come appresi più tardi, era che la tracklist era scelta niente poco di meno che dagli ascoltatori del programma, in base ai pezzi che Dj Speciale e Alex C includevano nella selection quotidiana. Una bella idea, infatti, visto che il rischio di rimanere insoddisfatti esisteva anche per compilation, come la Los Cuarenta, che presentavano tanti pezzi in più cd. Poi, come si sa, io per primo non riuscivo a chiudere occhio la notte quando sapevo di dover comprare una Los Cuarenta, perché continuavo a temere che nella selection non venissero inclusi brani che mi facevano letteralmente impazzire.

Quando nel tardo novembre di quell’anno venne dato l’annuncio dell’uscita della compilation, decidemmo seduta stante di andare a comprarla al negozio di dischi “vicino” casa. Quel pomeriggio piovoso e triste fu accompagnato da un bel litigio con mio padre su una roba che non sto neanche a raccontare (come al solito cavolate, mi venne il dubbio di avere a che fare con un pazzo, uno vero). Avevo concordato con Mich di andare al negozio di dischi verso le cinque e mezzo, quindi scappai di casa non appena mi accorsi che dovevo uscire, mentre ancora mio padre urlava contro di me. “Non vedo l’ora di scappare da qua”, mi dicevo lungo la strada. La storia era sempre la stessa: entravamo in negozio chiedendo di Los Cuarenta, il tizio ce la imbustava mentre nel frattempo davo un’occhiata alle altre compilation in mostra, sbavando magari per qualche novità succosa. Poi via filati a casa per sentire quali miracoli del mixaggio erano all’opera nella compilation appena acquistata. All’epoca ero pensieroso come lo sono ancora oggi e in quelle veloci passeggiate non mancavo di guardare l’angolo e pensare a quello che uno, due o addirittura tre anni prima vi avevo detto/fatto con altri amici. In quel periodo poi ero molto combattutto con me stesso, ero irascibile, depresso e chi più ne ha più ne metta (ah, l’amour!). Comunque sia, mi feci passare la compilation e lessi la tracklist. Davanti ai miei occhi, un altro, grande, gioiello:

Tracklist: CD1

1-01.  La Musica Che Batte  (Hellen)  4:47
1-02.  Jam  (Eddy Wata)  4:04
1-03.  Desert Of Love  (Molella)  3:36
1-04.  This Is My DJ  (Hard In Tango)  3:29
1-05.  Looking 4 A Good Time  (Hotel Saint George)  3:54
1-06.  Una Notte E Forse Mai Piu’ (Roberto Molinaro Remix)  (Eiffel 65)   Roberto Molinaro [ Remix ]  3:44
1-07.  Lullaby  (Drunkard)  3:08
1-08.  Musica Elettronica  (Alex Effe feat. Nikole)   Nikole [ Vocals [Featuring] ]  3:25
1-09.  Do U Wanna Dance  (Bitch Hotel, The)  3:14
1-10.  Obsesión (Dance Remix)  (Aventura)  4:06
1-11.  Puertorico  (Rumbar, The)  2:55
1-12.  The Concert  (M@D)  3:23
1-13.  Illusion  (SandyBenassi Bros. feat. )   Sandy [ Vocals [Featuring] ]  3:49
1-14.  Travel To China  (Agatha Feat. Christy)  3:27
1-15.  You Keep  (Thunder Beat)  4:03
1-16.  Ballo In Fa Diesis Minore  (Angelo Branduardi vs. Roberto Giordana)  3:03
1-17.  La Danza Delle Streghe  (Gabry Ponte)  3:51
1-18.  Lupin  (DJ Ross)  3:36
1-19.  Tanz Bambolina (Prezioso & Marvin Remix)  (Roby Rossini)   Prezioso Feat. Marvin (Prezioso & Marvin) [ Remix ]  4:25
1-20.  Kernkraft 400  (Tweetwoof)  3:37

Tracklist: CD2

2-01.  This Is Better  (Magic Box)  4:05
2-02.  Autre Chanson  (L2R feat. Toto Cutugno)   Toto Cutugno (Toto) [ Vocals [Featuring] ]  4:00
2-03.  Together Forever  (DJ Lhasa)  3:06
2-04.  America  (GAF)  3:30
2-05.  Try Me  (DJ Speciale Billy More meets )  3:30
2-06.  On The Table  (Free Drink)  3:52
2-07.  Lies  (Under 4)  4:30
2-08.  Party’s Deorum  (Kronos )  3:28
2-09.  The Moon  (Brothers)  4:02
2-10.  I Fiori Di Lillà  (Danijay)  4:05
2-11.  Poison  (Groove Coverage)  3:01
2-12.  Batti Cuore  (Mantero Promiseland feat. )   Mantero [ Vocals [Featuring] ]  3:50
2-13.  Por Qué No (Plazmatek Remix)  (Martillo Vago)   PlazmaTek [ Remix ]  3:55
2-14.  The House Of Phantom  (Underfish)  3:56
2-15.  Pretty Green Eyes  (Ultrabeat)  3:47
2-16.  Fascination  (Proper Filthy Naughty)  3:32
2-17.  Madan  (Martin Solveig Salif Keita vs. )  3:15
2-18.  Again  (Trio Maluma)  2:50
2-19.  Around The Decks (Around The World)  (Princess Vanessa)  3:18
2-20.  Non Dormo Piu’  (DJ’s From Mars)  3:21

Come al solito, quando leggevo una tracklist di qualsiasi compilation acquistata o da acquistare, provavo, nello stesso momento, diverse esperienze: il cuore a mille, una confusione pazzesca nella testa accompagnata dall’esatto opposto, ossia la più completa attenzione a cosa leggevo… mischiati ad un peso sul cuore dettato da quello a cui stavo pensando poco prima. Risultato? Il caos più totale. Avevo capito qualcosa come: “M@D – The Conc… Martillo Vago-Tanz BambFadiEsisNondormoPiù…”. Quando staccai gli occhi dalla compilation sapevo solo di avere tra le mani qualcosa di esplosivo, visti i pezzi che giravano in radio all’epoca. Come pensavo, si era arrivati ad una selection fantastica, piena di quei pezzi che pensavo di non trovare. Pensai subito che l’idea di fare un sondaggio tra gli ascoltatori per proporre i pezzi da inserire fosse stata l’idea più felice che avessero avuto fino a quel momento a RIN.

Solo al primo ascolto però potei esprimere un giudizio più consapevole. L’apertura tornava alla bella idea avuta l’anno prima, in occasione della Los Cuarenta Summer 2002: l’inserimento della sigla del programma, a rafforzare l’idea di un marchio, quello del programma radiofonico, una garanzia di sicurezza sul fatto che a seguire c’erano i pezzi che spaccavano di più nel panorama dance di quel periodo autunnale. La Musica che Batte era uno dei pezzi più attesi del periodo, sicuramente uno di quelli che mi piacevano di più per il fatto che l’estivo Il Gioco dell’Amore mi aveva “rapito” sin dal primo ascolto. L’apertura quindi era tutt’altro che deludente (e quando mai!). Seguiva la fantastica Jam del mito Eddie Wata, uno di quelli che poi l’anno dopo provarono a salvare qualcosa della dance oramai in evidente declino. Un pò deluso da Molella a dire il vero lo ero: dopo Baby, questo pezzo invernale The Desert of Love non era proprio ciò che di molelliano mi aspettavo: non la odiavo, ma la consideravo poco più che sufficiente e in una scala da 1 a 10 gli avrei dato 7, non di più. Era con This is My Dj che l’ascolto tornava ad essere veramente piacevole, mentre con la traccia successiva perdevo un pò di interesse visto che Looking 4 a Good Time non era proprio la mia preferita, anche se la firma era tutt’altro che pessima. Con Una Notte e forse Mai Più degli Eiffel 65 si entrava in una serie di pezzi da pazzi per i quali sarei stato capace di spendere una fortuna pur di averli su cd. E infatti tra la truzza Lullaby (pezzo che non credo avrei mai ascoltato su questi cd se la selection fosse stata fatta, come in precedenza, dai produttori e dai Djs), Musica Elettronica, l’energica Do U Wanna Dance e il remix firmato Dj Ross della hit di quell’inverno Obsession, si arrivava a metà del cd con uno sguardo ebete sulla faccia e un sorriso che quasi quasi diceva “Sembra di sognare!”. Dopo un intermezzo houseggiante, ben accetto quando si sa cosa c’è dopo ve lo assicuro io, di The Rumbar con Puertorico, si andava giù pesante un’altra volta con uno dei pezzi che aspettavo di più: The Concert del progetto M@D. Visti i miei gusti, descrivere un pezzo così sfacciatamente agressivo equivaleva ad una valanga di concetti di difficile interpretazione e comprensione: insomma, la dance che mi piaceva tanto e che era sempre meno ascoltata, soprattutto se si fa mente locale a cosa girava in FM fino all’inverno del 2001 (666, Brooklyn Bounce, M.A.D.R.A.S., Picotto, Darude vi dicono qualcosa?). A dirla tutta Illusion era forse il pezzo che meno mi piaceva di Benny Benassi: la formula qui ripetuta che tanto aveva giovato a Satisfaction durante la fine del 2002 e per tutto il 2003 in questo caso non mi andava giù. Illusion pur essendo molto simile al suo predecessore, non mi “dava” quello che mi “dava” Satisfaction. A seguire due pezzi che ugualmente, potevo porre al massimo sul gradino della sufficienza, ma non oltre: sia Travel to China che You Keep, infatti, passavano senza lasciare nessun segno apprezzabile nella memoria. Forse il problema è che sfortunatamente si trovavano tra M@D e la parte finale della compilation, memorabile per quel periodo: Ballo in Fa diesis Minore, La Danza delle Streghe, Lupin e Tanz Bambolina. Certo, oggi ho ridimensionato moltissimo il mio giudizio su questi pezzi… su tutti questi pezzi. All’epoca però ne ero entusiasta. Il 2003 è stato, tra le altre cose (e qui le interpretazioni e i modi di vedere la cosa sono molteplici) l’anno in cui la lingua italiana nella dance ha portato ad avere tanti dischi prodotti, ovviamente nel Bel Paese, con un cantato in italiano. “Beh almeno si capisce cosa dicono” dicevano alcuni. Si, certo. A me piaceva un mondo per esempio, il pezzo di Angelo Branduardi vs Roberto Giordana perché continuava un piccolo filone di contesto “medioevale” nelle sonorità, nei testi e nei titoli, che era stato iniziato un pò con Geordie un anno prima e non mi andava di giudicare il testo della canzone in quel contesto. Effettivamente non era un modo di approcciare la cosa oggettivo, perché, per esempio, ero molto scettico riguardo a Discoteca di Exch Pop True. Oggi, avendo un tipo di esperienza diversa, posso dire che questa dance era diversa, molto più ingenua, leggera e seria rispetto a quella degli anni precedenti (e ancor di più rispetto a quella del decennio precedente, provate a chiedere ad un appassionato di dance anni ’90), per cui propormi l’ascolto di Tanz Bambolina può trovarmi d’accordo, oggi, 1 volta su 5. Tornando alla compilation, la chiusura era affidata ad un pezzo che avevo odiato e ripudiato per tutto il ’99-2000 e che era stato rimaneggiato e sparato ancora in classifica in quel periodo: Kernkraft 400, puntualmente saltato ad ogni ascolto. Per me il primo cd terminava con Tanz Bambolina, senza problemi né rimpianti!

Il secondo cd si era mostrato essere decisamente superiore al secondo disco che accompagnava la bianca regina del 2003. Anche qui, ovviamente, oggi ho un concetto diverso di tutto ciò, tanto che anche il secondo cd della bianca regina, ma non posso non dire che in quel caso si trattasse di una selection house, e non proprio dance. Temevo che la stessa cosa si ripetesse per questa compilation invernale e invece… un mucchio di sorprese! This is Better non era la mia preferita di Magic Box (a mio avviso la bellezza di If You è inarrivabile), però, dai!, tuttavia era caruccia con quella melodia! Bella sorpresa per me fu Autre Chanson, ma fantastico fu il disco di Dj Lhasa, assolutamente in linea con lo spirito dell’estiva Giulia (non il remix di Gabry Ponte, ovviamente). La compilation passa poi a pezzi più noti in radio, dalla caruccia America (cover dance del famoso brano di Gianna Nannini), alla curiosa Try Me (una sorpresa per me… forse uno degli ultimi pezzi di Billy More prima della tragica e prematura scomparsa), dalla pesantuccia On the Table (una vera truzzata) alla bella Lies, fino a Party’s Deorum (anche più bello della primaverile Magica Europa). Una bella sequenza dopotutto. Si arriva quindi al pezzo più brutto in assoluto del progetto Brothers, ossia The Moon, un pezzo che richiama il precedente disco (Sexy Girl) ma che suonava alle mie orecchie decisamente come brutta copia. Poca originalità, tutto noioso in questo disco. Non che il pezzo successivo nella compilation, vale a dire I fiori di Lillà mi facesse impazzire, come invece faceva impazzire mia mamma e Mich, anzi: era il contrario di quello che cercavo in una Los Cuarenta. Questo breve intervallo di mediocrità finiva con la sequenza spettacolare che seguiva: il miglior disco di quel periodo, firmato da Groove Coverage, seguito subito da Batticuore, Por Qué No, The House of Phantoms e Pretty Green Eyes, tutti pezzi che sicuramente sarebbero stati esclusi dalla selection qualora non fosse stato il pubblico da casa a suggerirli. Personalmente la compilation terminava con questa sequenza. Saltavo puntualmente tutti i pezzi a seguire, di tanto in tanto ascoltando solo Dj’s from Mars, progetto interessante della casa torinese BlissCo, dalla quale uscirono gli Eiffel 65.

Tra i due mixati preferivo il primo, più ricco a mio parere di pezzi interessanti. I passaggi tra le canzoni erano come al solito sopraffini (tutt’altra cosa rispetto al copia-incolla che si sentiva sulle Hit Mania Dance); la durata dei pezzi era sufficiente e questo aspetto era molto importante per me che non potevo permettermi l’acquisto dei vinili o dei cd singoli: insomma, a cosa serve comprare una compilation dove ci sono 25 pezzi per poi ascoltare un minuto e mezzo scarso per ogni traccia? Per questo motivo le compilation di Los Cuarenta e quelle di m2o rappresentavano il meglio del meglio. Sicuramente, per chi l’acquistò all’epoca, questa compilation fu la bandiera dell’inverno, l’opera dove venivano riassunti e raggruppati i maggiori successi. Chi non l’ha ancora acquistata ma impazziva per la dance di quel periodo, ovviamente, è caldamente invitato all’acquisto: rispetto alla contemporanea m2o volume 4, questa Los Cuarenta si dimostra superiore.

Oggi ascolto questa Los Cuarenta per l’ennesima volta e mi tornano alla mente tutti i bei momenti vissuti e tutti i momenti di sclero e di tristezza. Non riesco a non rimpiangere quello che si ascoltava all’epoca, nonostante il declino di questo genere musicale fosse evidente.

Una cosa che rimane certa è che il 2003 dancettaro terminava nel migliore dei modi e io… vedevo ampiamente riscattato il tetro 2002…

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