Il soggiorno è durato ben più del previsto. “Volevo”, almeno sulla carta e certo non nelle intenzioni, tornare per il primo di maggio a rioccupare lo spazio vitale della vecchia 132 e invece eccomi qua, sette giorni dopo. Le ragioni del rinvio sono varie, mixate tra di loro in un cocktail di sinergia pericolosa (se mi impuntavo tornavo 7 giorni dopo, addirittura!). Non starò qui ad elencarle. Di novità ce ne sono ed alcune le ho già anticipate ieri.
La prima e più strana è quella relativa al mio uscire dal cosiddetto anonimato: sono uscito una sera per il corso assieme ai miei amici, una cosa che non accadeva da almeno tre anni (o quattro?). C’è gente che si mangerebbe le mani sapendo di questa mia capatina fuori dal tetto familiare, visto che sono diventato più raro dell’Iridio. Il fatto è che sabato 30 aprile, a Foggia, ho incontrato per caso uno dei miei vecchi amici. Siamo rimasti in contatto e abbiamo organizzato una mini-rimpatriata il 5 maggio. Cosa da poco, ovviamente. Nessuna festa, solo due orette in giro come una volta. Mi ha fatto piacere, ma temo che se fossi rimasto altri sette giorni a casa organizzando così le mie serate mi sarei annoiato ben presto: i bar infatti non sono il luogo che preferisco frequentare se voglio star fuori casa.
Che altro? Ah si, a parte recuperare un mucchio di canzoni che pensavo di aver perso definitivamente – sempre del periodo 1999-2003 – mi sono dato alla lettura pazza di un pezzo de Il Signore degli Anelli, ho ascoltato musica mentre ero sotto la doccia, ricopiato qualche CD per il mio Hard-Disk esterno, mandato più volte a quel paese Studio Aperto, sbuffato di fronte al nulla delle serate della tv italiana, guardato qualche nuovo film in DVD (l’ultimo è stato Robin Hood di Ridley Scott, del quale spero di poter dire qualcosa appena posso), preso in giro mia madre, parlato un pò con Dj Robb, osservato la pioggia che copiosa cadeva durante le feste paesano dell’1-2-3 maggio e… riattivato il mio account Facebook.
Si. La mossa che tutti quanti aspettavano da un’era. In realtà era questo che i Maya avevano previsto, trecento milioni di anni fa. Ora il mondo non sarà più come prima. Chi mi è vicino conosce il mio scetticismo verso la piazza più grande del mondo (non Tiananmen, ignoranti, è Facebook) e verso i tanti tornitori di piazza (=persone che non hanno nulla da fare, per usare termini gentili) che la frequentano. Quindi? Com’è possibile che io, l’eterno nemico del “va di moda, quindi facciamolo tutti quanti”, sia tornato su Facebook? Beh, se i miei amici avessero avuto maggiore pietà di me, avrebbero mantenuto una… per dirla alla Matrix presenza costante su msn, che come servizio di chat è diverse volte migliore di quel contentino di Facebook. Invece no: il mio ricco msn è a corto di contatti attivi, sono tutti passati su Facebook. Se voglio contattare qualcuno devo andare su Facebook. Che rottura di zebedei. Ho dovuto attuare una politica restrittiva: controllo della posta elettronica e visita a Facebook solo nel caso in cui qualcuno di lontano mi contatti. In altre parole se il vicino di stanza mi manda un messaggio su ‘sto coso, non gli rispondo e non leggo il messaggio: ha le gambe e la bocca, se vuole può venire di persona a dirmi le cose. Insomma, una cosa da usare solo per quei pazzi che sono a Parma e quelli che sono giu a casa.
A proposito di casa… sapevo che gli inceneritori sono un tantino pericolosi, ma non sapevo che quello a 2 km da casa fosse un killer che opera indisturbato da almeno 4 anni senza che nessuno metta voce in capitolo e fermi il massacro. Bella novità, ora il mio paese oltre ad essere brutto e deserto, diventerà anche un enorme cimitero.

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