L’ignoranza non conosce limiti, l’ho ribadito più volte. Il 22 febbraio del 2004 durante il pomeriggio uscivo dai magazzini Harrods di Londra con una borsa verde in plastica. Il contenuto? Il cd delle colonne sonore di Jurassic Park ///, che avevo trovato a prezzo decente. La mia professoressa di inglese, che era li ad aspettarci, mi guardò e alzò gli occhi al cielo. Ancora con questi dinosauri! Non hai capito che devi pensare ad un lavoro serio, invece di andare dietro a queste bambinate? Non le risposi, ma mi sentii profondamente offeso. Come si poteva affermare una cosa del genere? Era una domanda stupida, basata su una concezione stupida della materia. I dinosauri non sono roba da bambini. Affascinano i bambini, certamente, hanno un effetto strabiliante sui più piccoli che è difficile da spiegare: saranno i colori, le dimensioni, non lo so… il fatto è che i dinosauri rappresentano un pezzo importante della storia del nostro pianeta, della storia della vita del nostro pianeta. Li troviamo affascinanti perché hanno preceduto i mammiferi nel “dominio” del pianeta, perché fanno parte di un pianeta a tutti gli effetti alieno ai nostri occhi. Come si può dire che siano cose per bambini? Questo scetticismo non è solo, purtroppo, personale, ma qualcosa diffusa anche a livello nazionale. Chiedete in giro chi trova interessanti questi animali. In molti vi risponderanno che sono baggianate da ragazzini; sbufferanno, come a dire Cavolate, cosa vuoi che siano. Vivendo a contatto con il re degli scettici – mio padre – poi, sono abituato alle affermazioni più assurde che si siano mai sentite. Come fanno a dire che quell’animale era così se nessuno lo ha mai visto? Ma tu vai veramente dietro a queste persone? Quelli parlano, parlano, ma dicono solo cavolate.

Credo che siamo arrivati a questi livelli per il fatto che, a differenza degli altri europei, noi italiani nella scala delle nostre priorità abbiamo al primo posto i soldi, al secondo posto la figa e al terzo posto le vacanze. La cultura personale non rappresenta che il fuori classifica, per noi. Parlando invece degli studenti universitari, la priorità  è economia (in base a non so quale aspirazione futura, visto che gli economisti rovinano sempre tutto), segue giurisprudenza (tutti a lavorare dietro una scrivania, sempre puliti e incravattati: vietato sporcarsi le mani). Seguono a ruota le altre facoltà. Non c’è interesse, o ce n’è poco per le discipline scientifiche (agraria a quanto so è in forte calo). Ma perché questo? Bisogna considerare il contesto, ovviamente. Le ambizioni di una persona possono essere cancellate in due minuti quando ci si rende conto che l’oggetto del proprio desiderio di formazione soffre di marginalità e disinteresse. Un esempio? Ce lo avete qua, a scrivere questo post: volevo studiare geologia o scienze naturali e mi trovo a studiare scienze e tecnologie alimentari, perché in Italia i geologi fanno la fame, i naturalisti muoiono di fame e i paleontologi idem: ingiusto spendere soldi per laurearsi in qualcosa di inutile per il mio futuro.

Ora c’è da chiedersi: è stato lo scetticismo a creare questa situazione o è stata questa situazione a creare lo scetticismo? Non so dare una risposta. Quello che so è che ormai è difficilissimo stimolare l’interesse della gente. Ieri però ho avuto l’impressione che le cose stiano cambiando. Per avere la conferma di questa mia sensazione, però, dovrei osservare l’atteggiamento di un campione di persone ben nutrito e la cosa non mi è possibile.

Domenica abbiamo passato la giornata al Museo Civico di Storia Naturale di Piacenza, dove si tiene per quasi tutto il periodo primaverile, fino a fine maggio, la mostra Dinosauri in Carne ed Ossa, resa possibile grazie agli sforzi di Alessandro Carpana e della sua cerchia di amici accademici, tra i quali il piacentino Simone Maganuco. Lo dicevo ieri, sul forum: è stata una bellissima esperienza. Si sta cercando di creare una base per allargare la coscienza e la conoscenza delle persone. Un obiettivo che, come dovreste sapere, ritengo nobilissimo. Attualmente abbiamo tante menti, ma pochi mezzi e strumenti. Servono gli strumenti, ma viste le condizioni nelle quali viviamo, in questo Paese sul margine del fallimento, è fin troppo stupido pensare a fondi dallo Stato. In Italia preferiamo finanziare cavolate inutili, tra le tante cose. Certo, non ci interessiamo della Storia. Sotto questo aspetto abbiamo molto da imparare dagli Stati Uniti, dove l’interesse della gente è molto maggiore e dove le condizioni sono molto diverse. Ecco, gli USA rappresentano il modello, il fine degli sforzi che gli addetti ai lavori stanno intraprendendo per cambiare le carte in tavola. Dovrei essere geloso – Ah, se solo si fosse fatto 20 anni fa, avrei potuto convincere mio padre a studiare Scienze Naturali! – invece sono felice, perché altri avranno la possibilità che io non ho avuto.

Ieri alla mostra c’erano molti genitori che accompagnavano i loro bambini. E’ proprio come raccontava Crichton, i bambini sono fenomenali quando si tratta di creature estinte: imparano i loro nomi in modo rapido, riescono a riconoscerli facilmente, rimangono impressionati da tutte le loro forme. Anche bestiole come Dracorex hogwartsia (fantastico il modello esposto alla mostra), che sono relativamente piccole, attirano la loro attenzione e la loro fantasia. Quanti bambini c’erano ieri? Decine, delle età più disparate, tutti a bocca aperta, tutti felici. E’ stata la conferrma visiva di quello che avevo sempre immaginato. E’ stato fantastico. Anche i genitori hanno dimostrato interesse. C’erano anche molti adulti, anche persone di terza età. L’affluenza è sembrata buona, per una mostra sui dinosauri in una città addormentata. Abbiamo avuto l’onore di parlare con Alessandro Carpana, di iscriverci all’APPI, di conoscere e parlare con Davide Bonadonna (uno dei massimi esponenti della paleoarte in Italia nonché vincitore fresco fresco del Lanzendorf, il più alto premio paleoartistico mondiale) e di scambiare due parole con Simone Maganuco. Tutti molto stanchi per i preparativi della mostra, ovviamente, ma tutti molto soddisfatti dell’affluenza, dell’interesse della gente, che sono le cose più importanti in chiave futura. Speriamo solamente che l’affluenza si attesti a livelli ragionevoli nei giorni a venire: sarebbe una bella risposta, una spinta verso cose ancora più grandi.

Da sinistra: Alessando, Elena, Luca, io
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