Pubblico questa cosa non perché sia frutto di una mia contorta elaborazione mentale, ma perché ritengo sia una cosa importante e la cui visione debba essere consigliata a molte persone.

Benigni ha tutta la mia stima. Lo ammiro, è unico. E’ uno dei rari pregi del nostro paese contemporaneo. E’ fantastico. E’ un pozzo di cultura. Un artista eccezionale. Merita tantissimi elogi. Per questo è uno degli italiani più considerati e conosciuti al mondo. Forse non c’è persona più adeguata per parlare della grandissima ricorrenza nazionale, il 150° dell’Unità nazionale.

L’Italia è un paese relativamente giovane e mostra di non aver ancora superato alcuni gravi problemi. Non mi perdo in parole, i nostri problemi li conosciamo e anche bene, ma la nostra storia ha qualcosa di grande, è vero. Ricordo quando alle scuole elementari eravamo tutti quanti eccitati dallo studio dell’Unità d’Italia. Cantavamo assieme l’Inno nazionale, eravamo entusiasti. Studiavo il Risorgimento con un interesse altissimo e andavo fiero della nostra storia. Molti altri, però, evidentemente hanno studiato la storia d’Italia con odio (o non l’hanno studiata per niente) e hanno pensato al modo per rendere vani i sacrifici e le morti che hanno permesso la nascita della nostra nazione. Torno a ripeterlo: chi lavora contro la nazione non è parte della nazione.

Lodevole in questo senso è stato lo spettacolo offerto dal nostro grande Maestro Roberto, orgoglio e modello nazionale, al Festival di Sanremo l’altra sera.

Il commento è personale ovviamente. Lungi da me le considerazioni politiche che possono scaturire dalla visione di questi video. Sicuramente non è stato bello assistere a questo spettacolo per chi a nome dell’Italia e del popolo italiano sta infangando il nome della stessa nazione e sta annullando la considerazione che gli altri, nel mondo, hanno di noi. Il danno che tali persone ci stanno arrecando è talmente grave che stiamo tornando alla figura dell’Italia nel mondo durante il periodo fascista. Agli occhi del mondo siamo un popolo di buffoni, divisi e ignoranti. Chi pagherà per questi danni?

Alla fine del quarto video mi sono vergognato anche io: io che sto pensando a scappare da questo paese, dalla barca che affonda mi sono vergognato, perché Benigni ha detto, tra le righe, che il paese va amato e per questo dobbiamo stare uniti… L’unione fa la forza è il messaggio che passa, stringiamci a coorte. A cosa serve ripetere quelle parole se alla fine non si capisce a cosa fanno riferimento?

In base a queste considerazioni chi offende la bandiera e infanga il buon nome del paese meriterebbe d’essere condannato per alto tradimento. Noi italiani, purtroppo, premiamo queste persone con le poltrone nella Roma ladrona, in terronia, terra di gente inferiore.

Così come durante e dopo una preghiera, durante e dopo la visione di questo spettacolo ognuno di noi dovrebbe fermarsi a pensare alla grandezza di cui facciamo parte ed essere consapevole del fatto che siamo ancora, fortunatamente, in tempo per cambiare le cose.

Dobbiamo arrivare al punto di poter affermare l’Italia s’è desta!.

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