Sono indeciso: si deve gioire o meno quando si ha la conferma che le cose vanno effettivamente male come si era pensati? Vorrei capirlo, perché il mio stato d’animo ultimamente aleggia tra il deluso e l’indifferente, ma non riesco a stare in pace con me stesso.

L’evidenza dello stato delle cose nel nostro paese si riflette enormemente sulla mia pace interiore e non riesco a stare tranquillo. Forse, e sarebbe ora, sto diventando veramente grande, cioé, inizio a pensare al mio futuro. Che ne sarà di me ora che sono quasi al capolinea dei miei studi? Cosa farò in un paese quasi allo sbando che non offre nessuna possibilità? E inoltre: riuscirò ad andare avanti negli studi, viste le condizioni nelle quali mi ci fanno trovare, la mancanza di motivazioni, l’irritante aura di eccellenza che circonda questi luoghi e che nasconde una realtà di irritante mediocrità, la stupidità della gente e la mia voglia di fuggire da tutto e da tutti?

Non credo sia possibile rimanere sereni e fare il proprio lavoro. Io mi ci metto, mi sforzo, ma le mie energie e la mia motivazione evaporano istantaneamente quando mi rendo conto che tutto è votato al raggiungimento di un traguardo che oramai è diventato più simbolico che altro, svuotato di ogni valore. Cos’è in fondo la laurea? Quando iniziai a pormi i primi dubbi, 4 anni fa, pensai che dopotutto dovevo ancora terminare gli studi per poter tirare le somme dell’istruzione acquisita. Ora che sono alla fine, quindi, ogni santo giorno è pretesto per fare le somme: cosa ho concluso ieri? Un bel niente! E parlo di cosa ho imparato! Ho imparato (o meglio avuto conferma) del fatto che nulla funziona come dovrebbe e che non sono l’unico ad esserne al corrente. Un esempio? Si! Tanto per rimanere in tema istruzione, ieri, parlando con un mio amico, ho percepito anche da parte sua scetticismo riguardo al nostro percorso di studi qui, in questi anni. Vedete, sarei stato più felice nel caso fossi stato circondato da gente che invece trovava qualche utilità in quello che ci fanno fare. Purtroppo tutti la pensano come me! Si rassegnano… quando chiedo il perché di una cosa e il perché di un’altra e mi trovo di fronte persone che non sanno darmi una spiegazione, vado in bestia. Maledizione! Che ti devo fare, è così, il perché non lo so. Si può arrivare a questo punto e rassegnarsi? Dico, ma dall’università non dovrebbe uscire della gente specializzata in un determinato settore? Come facciamo a specializzarci se alla fine dobbiamo spendere tempo ed energie che invece dovrebbero essere spesi dai professori (pagati per questo)? Perché diavolo parliamo di eccellenze se siamo dei poveri ignoranti?

E non finisce qui! Ho sempre sospettato che all’estero parlassero di noi in modo degradante e spesso offensivo. Volete sapere la verità? Avevo ragione, come mi ha illuminato ieri un articolo di Repubblica. Veniamo derisi e giustamente. Io vengo incluso in quella plebaglia che ha gettato fango sul paese, con gli anni. Io vengo immedesimato nel gruppo di persone che pensano solamente a votare questi politici schifosi. Io sono compreso in una popolazione che sta mostrando al mondo di che pasta è veramente fatta. La nostra fama nel mondo è basata su ciò che siamo stati in passato, non su ciò che siamo oggi! Altro pensiero che si è rivelato vero, viste le conferme degli italiani all’estero! Cosa ne sarà dell’Italia tra 10 anni allora? Che paese sarà, visto che oggi pensiamo solamente alle veline e al Grande Fratello?

A proposito! Bella la storia del Rubygate, ma in fin dei conti, non abbiamo forse una lista lunga come il Mississipi di problemi ben più gravi ed urgenti per i quali è fondamentale spendere  energie e risorse? Vogliamo stare veramente a perdere tempo perché la vita privata del nostro Primo Ministro è alquanto scombussolata? Non voglio proteggere il Primo Ministro, condanno la sua condotta (dopotutto in Giappone il Ministro dei Trasporti abbandonò la sua carica perché i trasporti pubblici accumulavano annualmente 4 nanosecondi di ritardo, figuriamoci uno scandalo di queste proporzioni…), ma ritengo che non sia il problema principale, dannazione! Il problema principale che sta strangolando il paese va sotto il nome di economia; secondariamente va sotto il nome di istruzione e giustizia. Non di maledetto gossip! Vendono più le riviste scandalistiche che La Nuova Italia, il gossip vince sulla cultura! Di cosa possiamo andar fieri?

Volete sapere cosa vedo di me oggi? Vedo un povero scemo che tenta di terminare gli studi lottando per guadagnarsi quello che si merita e che magari domani riuscirà addirittura a prendere più di quello che ha seminato; vedo un ragazzo che a termine degli studi si guarderà intorno spaesato e che alla fine si ridurrà a vivere con 1000 incertezze in un paese sempre meno capace di prendersi cura del suo popolo. Ecco cosa vedo. Però non voglio che i miei capelli diventino bianchi prima di aver raggiunto la quarantina, non voglio consumarmi di preoccupazioni e stress. E’ tanto chiedere di  vivere in una società funzionale? Credo proprio di si nel mio caso.

Se qualcuno mi chiedesse Ti senti fortunato ad essere italiano? io risponderei No. Quando però viaggio e ne ammiro le bellezze artistiche e paesaggistiche, penso che dopotutto l’Italia è un bel paese. E’ il Bel Paese. Ma questo, come tutto il resto, è un titolo. Di bello, nel nostro paese c’è ben poco.

E’ inutile far finta di essere fiduciosi nel futuro: in Italia non è possibile, non ci è concesso essere tranquilli per i nostri figli e per i nostri nipoti. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente, dimostrare che possiamo essere alla pari degli altri, così come in passato eravamo superiori agli altri. Io non cerco la fama e un ricco stipendio, voglio essere un semplice membro della società e se possibile passare inosservato. Non ho manie di grandezza ma solo la mania di vivere sereno e di amministrare la mia vita come preferisco.

Aspirazioni di questo tipo però mi sembrano irraggiungibili. Io ora sono qui, seduto davanti ad un pc a scrivere, immensamente arrabbiato con tutto quello che mi circonda e amareggiato per quello che so mi aspetta tra un pò. Potrei essere invece in camera a riprovare ancora a sistemare quello che non va, ma non ho la forza. Non è una scusa. Qualche sera fa ho avuto una sfuriata via telefono con mia mamma, lamentandomi del fatto che per quanto cerchi di costruirmi un’istruzione, l’intero sistema cerca di trascinarmi da parte opposta all’obiettivo, ossia guadagnarmi veramente quello schifoso pezzo di carta che chiamiamo laurea.

E’ un pò la somma di tutto quello che non funziona che grava sulle mie spalle, quasi fosse tutta colpa mia. Non passa giorno che non sia depresso, stanco mentalmente e senza volontà. Conta poco ripetere dai, tanto manca poco perché quello che ho fatto in questi anni mi ricorda che sono stato parte di un sistema che all’apparenza è eccellente ma che in fin dei conti è mediocre come lo è l’economia del paese, la giustizia tutto il resto.

Come faccio a trovare anche un briciolo di motivazione in quello che faccio?

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