Quella sera era steso sul letto. Gli occhi erano appesantiti dalla stanchezza ed era quasi in procinto di spegnere la luce del comodino e mettersi a dormire quando ebbe un’illuminazione. Si mise a sedere sul letto fissando la finestra davanti a se e poi, dopo qualche secondo di esitazione, si girò verso la collezione dei suoi cd, a pochi centimetri dal suo viso. Doveva essere la, in mezzo a tutti quei dischi, quello che avrebbe voluto osservare ancora una volta. Dopo aver scorso la lista dei cd estrasse una custodia rigida. La copertina a colori dal blu intenso era intitolata “Hot Parade”; in alto a destra l’immagine riportava la dicitura “mixed by Dj Ross”. Ah! Sotto il mio naso tutto questo tempo! Lentamente aprì la custodia: uno dei due cd era ancora li dentro. Sapeva che il secondo cd era andato perduto irrimediabilmente più di due anni prima e la cosa gli bruciava ancora ma in quel momento la cosa che gli interessava non era né il cd perduto, né tantomeno quello davanti ai suoi occhi: era il retro della copertina ad attirare tutta la sua attenzione. Per proteggere il sottile foglio stampato che faceva da copertina, in passato era solito inserire il cartoncino che adorna le custodie slim dei cd-rom vuoti nella parte interna della custodia, proprio sopra il cd. Il cartoncino c’era. Dev’essere qui… Scostò il cartoncino, facendolo scivolare di lato e rivelando la presenza di un piccolo foglietto ripiegato.

Sorrise.

L’inverno 2002-2003 si stava rivelando piuttosto rigido. Per questo si era ben coperto quel pomeriggio. Era in compagnia di Michele e si stavano dirigendo verso il negozio di cd per acquistare l’ultima compilation dance uscita. L’accordo era il solito: spesa divisa tra i due, come sempre; ad uno poi andavano i cd originali e all’altro una copia. E tutti felici. Non era la prima volta che dividevano le spese. Fino ad allora aveva funzionato alla perfezione.

Dopo qualche minuto uscirono dal negozio di dischi, felicissimi. Controllarono la tracklist del secondo cd. Li, di fronte ai loro occhi c’era una sequenza di lettere e numeri che avevano sempre desiderato guardare per davvero su una compilation. Sembrava un sogno: M@D – Respect 4’27’’.

“Da paura!!! Guarda qui, Respect a 4 minuti e mezzo! Mamma!!!”

“Adesso andiamo a casa a fare una copia”

Quei due cd erano destinati ad accompagnarli per un bel, quell’inverno. Recavano grossomodo tutte le grandi hit della stagione invernale e – cosa molto più importante – con un minutaggio tutt’altro che scarso. C’era Panjabi MC, Magic Box, Safeway, S.M.S., Digital Rockers, Prezioso, Gabry Ponte, Dj Ross, Scary Rhymes, Markus, The Shrink, HSG… Tutto quello che si poteva desiderare, in poche parole. Gli ascolti infatti furono innumerevoli e quando venne il momento di buttar giù la classifica invernale, il contributo di quelle compilation fu fondamentale.

Un pomeriggio di qualche settimana dopo decise che era ora di mettersi a tavolino per compilare la lista dei pezzi più importanti della stagione. Non c’era molta abbondanza, ma si poteva spremere il repertorio per riempire 20 posizioni. Il titolo era il solito: La mia classifica personale inverno 2002-2003. Dopo un’oretta la classifica era li davanti ai suoi occhi; rilesse dal basso verso l’alto tutti i pezzi, ponderò la loro posizione nella classifica e si disse soddisfatto.

 

20. Moony – Acrobats

19. Milky – Just the Way You Are

18. Snack – Sharona 2002

17. Bond Street – Personal Jesus

16. Iio – At The End

15. S.M.S. feat. Rehb – Just a Bit of Chaos

14. Molella – Magia

13. Sequential 1 – Ballare

12. Digital Rockers – Because I Love You

11. Safeway – I’m in Love

10. Magic Box – If You

09. Hotel Saint George – Never Say Never

08. The Shrink – Bit Staboi

07. Scary Rhymes – Le Fleur Du Mal

06. Markus – My Musik

05. Prezioso feat. Marvin – In My Mind

04. Gabry Ponte – Geordie

03. M@D – Respect

02. Dj Sammy – Heaven

01. Dj Ross – Emotion

 

Prendeva in considerazione solamente il suo gusto personale nello stilare le classifiche. Non per niente la classifica era personale. Nello stilare una classifica, poi, non riusciva a non pensare un po’ anche al futuro. Chissà se in futuro mi guarderò indietro e proverò nostalgia per questi tempi strani. I tempi, effettivamente, erano strani. Aveva deciso di vivere la sua vita in funzione di se stesso e basta; non voleva più comparare la sua vita a quella degli altri. La sua vita era unica, nel bene e nel male. Che ci fosse qualcosa di positivo lui ne dubitava, ovviamente: non era mai ottimista, visto che ogni volta che ci aveva provato era rimasto deluso. No, meglio essere contenti di quello che si aveva, o almeno provare ad esserlo. Se qualche novità positiva ci sarebbe stata l’avrebbe accolta a braccia aperte, altrimenti amen. Piegò il foglietto della classifica in 4, lo inserì tra la copertina e il cartoncino di rinforzo e chiuse la custodia. La copertina blu rendeva la compilation ancora più importante: il suo colore preferito sul cd più bello. Era un buon inizio d’anno, dopotutto: chissà cosa sarebbe successo durante quel 2003…

Dopo lunghi anni il foglietto era ancora li, piegato in quattro. Non ricordava neanche quando l’aveva letto l’ultima volta. I quadretti 5 mm tradivano la natura scolastica del quaderno dal quale il foglietto era stato tagliato. Osservò la grafia da 17enne, rimpiangendone la regolarità e la rotondità perfetta delle lettere, un modello che tentava con scarsi risultati di poter riproporre ultimamente. Quel foglietto era un pezzo di storia, una testimonianza del ragazzo così diverso che 8 anni prima andava a scuola, studiava come un matto, giocava alla Play Station, non mancava di uscire con gli amici tutte le sere, andava a vedere le partite della Juventus al Club al quale non era neanche iscritto, aveva finalmente ritrovato un po’ di cattiveria agonistica nel calcetto, praticava karate e ne era innamorato, stava ancora decidendo se essere come i suoi amici o nettamente differente, cercava di cogliere in mezzo alla folla una ragazza caruccia da ammirare, voleva sempre ridere a crepapelle, ascoltava musica tutti i giorni, non si aspettava niente dalla vita, era convinto di studiare per intraprendere gli studi universitari che preferiva, amava andare in bici con gli amici e voleva guardare One Piece di pomeriggio su Italia 1: tutto questo riassunto in una sensazione, una percezione particolarissima di quel periodo, una cosa indescrivibile… quella che stava provando ancora in quel momento, con il foglietto tra le mani e lo sguardo fisso nel vuoto.

“E vabbé! Meglio mettersi a dormire, dai!”

Piegò il foglietto e lo infilò nella custodia del cd, contento di avere a disposizione un pezzo del 2003 a portata di mano. Sarà anche un errore identificare se stessi con il passato, ma quando si ha la grazia di vivere intensamente il periodo dell’adolescenza diviene difficilissimo cancellare i ricordi dei momenti più importanti. Se il ricordo desta dei sentimenti di romantica nostalgia, poi, diviene quasi un obbligo ripercorrere le medesime strade mentali ogni volta che capita l’occasione.

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